Le preoccupazioni sorte in seguito al ritrovamento dello scafo al largo delle coste tirreniche coinvolgono anche i politici lucani.
Secondo il presidente del gruppo Prc in Consiglio regionale, Emilia Simonetti, “Il ritrovamento a largo di Cetraro del relitto di un mercantile inabissato con fusti, di cui è necessario al più presto accertare il contenuto, riapre una pagina ancora buia per il nostro Paese e che riguarda anche troppi interrogativi senza risposte per inchieste giudiziarie che hanno interessato coraggiosi magistrati lucani, tra i quali Nicola Maria Pace, lucano, alla procura di Matera negli anni 1995-97, che ha avviato un’indagine anche su un episodio analogo di un carico di veleni che sarebbe finito in un tratto lucano-calabrese dello Jonio”.
Inoltre, sempre secondo Simonetti: “Sono troppi i misteri in attesa di risposta. Per questo ritengo che la Regione Basilicata debba seguire con grande attenzione gli sviluppi dell’indagine a Cetraro e verificare la possibilità di una collaborazione tecnico-scientifica, attraverso l’Arpab, all’Agenzia regionale calabrese e alla Regione Calabria, prendendo in considerazione l’ipotesi di allargare le ricerche marine sino alla costa di Maratea e di riprendere la ‘pista’ del dottor Pace nell’area ionica lucano-calabrese grazie a strumenti di ricerca di cui all’epoca il magistrato di Matera non poteva disporre”.