Bernalda e la Somalia sono luoghi di scorie, discariche di veleni.
La sola differenza è che alla prima ancora manchi chi, come Ilaria Alpi, paghi con la vita la denuncia delle stesse nefandezze.
Il pentito Fonti dichiara al magistrato che navi cariche di scorie nucleari siano state affondate nei mari di Cetraro, Maratea e Metaponto. Sempre lui, allo stesso magistrato e col dito sulla carta geografica, indica Bernalda come luogo vicino al quale sono stati interrati fusti pieni di rifiuti radioattivi. Di siti analoghi, nella contrada Spineto e nella ex discarica comunale, parlano cittadini bernaldesi impauriti, ma certi. In terreni da tempo bonificati giacciono dismessi manufatti irrigui contenenti amianto.
Dal fiume Basento affluiscono a mare acque impure inquinate. Nel paese non cammini tranquillo fra il caos del traffico e i tanfi di fogna. Persino l’aria ti avversa, intrisa com’è della diossina di Taranto. Questo è un cerchio infernale, di dantesca evocazione.
Al “limitar di Dite”, che è la verde piana di Rotondella, trucemente sussiste quel Centro di Ricerca nucleare che genera più ansia che speranza.