
La Salamandrna dagli Occhiali (Salamandrina perspicillata Savi, 1821 ex Salamandrina terdigitata Bonnaterre 1789) è una specie appartenente alla famiglia dei Salamandridae. E’ una specie endemica dell’Italia Appenninica in Basilicata sembra ben rappresentata con diverse popolazioni. Il CSN "Nyctalus" nell’area del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano val d’Agri – Lagonegese ha già censito ben tre siti riproduttivi in cui in periodi diversi dell’anno sono stati avvistati esemplari adulti, larve e giovani erranti. L’ ultima segnalazione alla quale si riferisce l’immagine d’apertura, risale al ritrovamento di un giovane che in queste notti umide e piovose si spostava all’interno della Pineta comunale di San Martino d’Agri a pochi passi dal centro abitato. In questo sito è ben nota la presenza di altri anfibi e rettili, ma la Salamandrina rappresenta una ulteriore bella sorpresa.
Il suo nome è dovuto alla caratteristica macchia bianca a forma di triangolo che ha sulla testa e che è nettamente in contrasto con il suo corpicino nero. Il nome “terdigitata” si riferisce alla caratteristica delle sue zampe posteriori che possiedono solo 4 dita anziché 5 come le altre specie di anfibi europei. Questo piccolo animale può misurare dai 7 agli 11 cm (compresa la coda) e presenta, nella parte inferiore del corpo, una colorazione di avvertimento: la pancia è bianca con macchioline nere mentre la coda e le zampe sono di un rosso vistoso. Questi colori servono per scoraggiare eventuali predatori indicandola come animale “disgustoso” o potenzialmente “velenoso” e vengono mostrati quando si sente in pericolo: inizialmente mostra solo il rosso, piegando la coda sul corpo, ma se la minaccia continua si gira anche “a pancia in sù”! Sia la sua colorazione che l’atteggiamento non passarono inosservati agli occhi dell’uomo, che già dall’antichità gli attribuì una certa velenosità tanto che Plinio il Vecchio, e successivamente Isidoro, la definirono “il più velenoso degli animali”(Testo A. Romano).
Habitat: Ambienti del suolo (lettiera, tane di micromammiferi, sotto sassi, tronchi di alberi, ecc.) e del sottobosco di faggete, abieti-faggete, castagneti, querceti mesofili, boschi misti di caducifoglie in genere. L’habitat riproduttivo: torrenti e ruscelli.
Fonte: Geaton