Lavoro: doccia fredda per l’occupazione

Ancora una doccia fredda per l’occupazione in Basilicata: nel secondo trimestre 2009, rispetto al secondo trimestre 2008, diminuiscono le forze lavoro di 3mila unità e gli occupati di 4mila unità”. Ad evidenziarlo è il segretario generale regionale della Uil Carmine Vaccaro facendo riferimento al rapporto trimestrale dell’Istat.

Quanto al dato percentuale di disoccupazione pari al 9,8% per il sindacato – aggiunge – continua ad essere un semplice dato statistico decisamente al di sotto della realtà come per i giovani in cerca di occupazione quantificati, stabilmente, come nel secondo trimestre 2008 in 21mila unità. Se l’andamento nazionale del dato tendenziale dell’occupazione, sottolinea l’Istat, è il peggiore dal secondo trimestre del 1994, per la Basilicata – continua Vaccaro – le numerose vertenze di aziende in crisi non ci lasciano per nulla tranquilli. Sempre con riferimento all’occupazione dipendente si registra una forte riduzione del lavoro a termine (-9,4 per cento) che coinvolge per i tre quarti i giovani fino a 34 anni. Il calo, diffuso sull’insieme del territorio, riguarda sia gli uomini sia le donne nell’industria e nei servizi. Per quanto riguarda i differenti settori, l’agricoltura registra una modesta contrazione del numero di occupati (-0,7 per cento), concentrata nelle regioni meridionali. La notevole riduzione tendenziale dell’occupazione nell’industria in senso stretto (-3,9 per cento, pari a -197.000 unità) riguarda sia i dipendenti sia gli autonomi nell’insieme del territorio nazionale. Le costruzioni tornano a segnalare un calo degli occupati (-2,1 per cento, pari a -41.000 unità), soprattutto dipendenti del Nord-est e del Mezzogiorno. Già in discesa nel precedente trimestre, il terziario segnala una nuova riduzione tendenziale dell’occupazione (-0,9 per cento, pari a -134.000 unità) a sintesi del protrarsi del calo degli autonomi e dell’interruzione del processo di crescita dei dipendenti; entrambi i fenomeni si verificano in misura significativa nel Mezzogiorno.

Per il segretario della Uil “il monitoraggio sull’occupazione è necessario per comprendere come gli effetti della crisi modifichino il nostro tessuto occupazionale. I numeri raccontano come la fascia di lavoratori più colpita sia quella dei giovani con contratti non stabili che rischiano semplicemente di non apparire come licenziati perché non viene rinnovato loro il contratto. Giovani e donne, soprattutto nel mezzogiorno, sono dunque le “categorie” di lavoratori più deboli di fronte a questa crisi. Si rischia una vera e propria emergenza sociale anche perché gli attuali strumenti di protezione sociale (in primis la cassa Integrazione) hanno retto all’urto della crisi ma non sono sufficienti a dare risposte a quelle persone. Con molta probabilità, la ripresa economica auspicata non produrrà effetti rapidi sull’occupazione. È quindi giunta l’ora di fare qualcosa. Di più e meglio”.

Fonte: Basilicatanet.it

Foto: Io Scelgo.it

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>