Le interviste di Valdagri.net: Massimo Macchia, assessore con delega all’ambiente per la Provincia di Potenza (Prima parte)
Cari lettori di Valdagri.net trasmettiamo la prima parte dell’intervista all’avvocato Massimo Macchia, Vice Presidente della Giunta Provinciale ed assessore con delega all’ambiente, alle vie Blu, alle aree protette, ai parchi e alla tutela del consumatore.
Buona lettura!
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Per cominciare la mia intervista le chiedo di presentarsi come persona per chi non la conosce…
Salve. Mi chiamo Massimo Macchia. Sono nato in Svizzera 37 anni fa e li ho trascorso la mia infanzia salvo poi tornare a Marsiconuovo ove attualmente vivo unitamente alla mia famiglia.
Mi sono laureato in Giurispridenza presso l’università di Napoli Federico II e, successivamente, ho vinto una borsa di studi per un pre-mba access course frequentato presso la St. Andrews University in Scozia ove ho vissuto per qualche tempo durante il quale ho potuto, oltre che ampliare il mio bagaglio culturale, confrontarmi con una realta del tutto diversa dalla Nostra.
Svolgo la professione forense dal 2000 e sono avvocato dal 2002.
Politicamente simpatizzo da sempre per Antonio Di Pietro e nel 2005 sostengo la candidatura di Antonio Autilio alle elezioni regionali, tornata elettorale in cui risulta essere il primo degli eletti nella sua lista e consigliere regionale.
Nel 2007 la mia prima esperienza politica “diretta”: candidato, quale consigliere comunale a Marsiconuovo nella lista civica “Per Marsiconuovo” con il dr. Giovanni Votta candidato a Sindaco. In tale frangente, nonostante la sconfitta della lista, risulto il primo degli eletti con 200 voti.
Recentemente sono stato candidato, con l’IDV, alle scorse elezioni provinciali del 6 e 7 giugno 2009, nel collegio di Marsiconuovo. All’esito, risulto il primo degli eletti del mio partito e il 4 luglio2009 sono stato nominato Vice Presidente della Giunta Provinciale ed assessore con delega all’ambiente, alle vie Blu, alle aree protette, ai parchi e alla tutela del consumatore.
Val d’Agri: Ieri, oggi e quale domani?
In val d’Agri non va il lavoro, che non c’è e che provoca la tendenza dei giovani ad andare via, il tutto a detrimento del nostro Territorio sempre più spopolato.
In Val d’Agri per fortuna non abbiamo problemi seri di malavita e “viviamo” un territorio bellissimo che rimane ancorato alle proprie radici e che mostra grandi potenzialità.
Cosa è stato fatto: di sicuro non abbastanza sotto il profilo degli investimenti sull’occupazione: probabilmente contingenze varie (vedi ad esempio terremoto del 1980) hanno determinato uno sviluppo illusorio e temporaneo di certi settori (ad esempio edilizia) che con il finire dei flussi di denaro investiti dal governo centrale non sono stati in grado di auto sostentarsi con il risultato di una crisi devastante che ha avuto ripercussioni in tutti i settori.
Probabilmente le risorse potevano essere investite in maniera più lungimirante, favorendo ad esempio l’agricoltura che, ritengo, è stata troppo presto abbandonata dimenticando la vera essenza del nostro territorio che rimane legato alla Terra e ai suoi prodotti.
Dove la politica e le persone hanno saputo investire idee e denaro nel senso da me auspicato, i risultati si sono visti e sono sotto gli occhi di tutti: si pensi al fagiolo di Sarconi o al peperone di Senise e all’indotto (sagre, turismo gastronomico) che determinate esperienze hanno determinato.
Pensando al futuro: cosa pensa accadrà e quale futuro aspetta la nostra terra?
La partita è seria, importante. Di certo le cose devono cambiare e deve essere invertita la rotta per fare in modo che le risorse umane, i cervelli che la nostra Terra produce rimangano sul Nostro Territorio. Inoltre, occorre anche il coraggio e la determinazione dei nostri giovani che devono sforzarsi di rimanere sul territorio. È ovvio che tale processo richiede un intervento importante della Politica che deve essere di supporto e che deve indicare la via Maestra.
Attraverso quali sfide e strumenti passa il futuro della nostra provincia e della Val d’Agri?
La sfida rimane sostanzialmente una: valorizzare al meglio ciò che abbiamo, avendo l’umiltà e la capacità di guardare ad altre esperienze ma senza pensare di importare modelli di sviluppo che mal si attagliano al nostro territorio. In questo, una grossa mano ci potrà venire dal petrolio e dai suoi fondi che però dovranno essere impiegati al meglio per evitare che esperienze quali quelle del post terremoto si ripetano.
I giovani " emigrano" continuamente per il nord. Qual è la strada da percorrere per arginare questo fenomeno e offrire loro la possibilità di far rientro a casa?
Anche qui basta rivedere quanto detto in precedenza. Bisogna riuscire ad implementare il nostro apparato produttivo in maniera tale da infondere fiducia nei nostri giovani, fiducia nella loro Terra e in quello che questa può dare, tenendo però presente anche il concetto di domanda ed offerta di lavoro; oggi infatti è più facile trovare laureati in svariate materie che artigiani o operai.
Intervista a cura di Maria Teresa Fiore


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