Marsico Nuovo: un paese per vecchi!

Riportiamo per esteso un commento di un nostro lettore… magari può dare a tutti i marsicani e, perché no, a tutti i lucani, quella scossa che può far risollevare la valle e la nostra regione…

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marsico_nuovo Oltre mezzo secolo fa fui costretto ad andare via da Marsico: non esistevano neanche le scuole medie! Ma io volevo comunque studiare…e, come me, tanti altri giovani studenti fummo costretti a migrare verso altri lidi chi da soli, chi con le proprie famiglie. Tutti abbandonammo la nostra terra, i nostri amici, le nostre tradizioni, la nostra cultura. E tutti ci ripromettemmo di ritornare un giorno con un diploma o una laurea, con un lavoro dignitoso e perciò nobile.

Marsico, per tutti noi migranti del e per lo studio, era e rimane sempre un punto fermo della nostra vita.

Siamo in tanti a ritornare ogni anno a Marsico Nuovo! Ma per quanto mi riguarda, ogni anno ritrovo Marsico sempre più cambiata. E per me è una grande tristezza assistere ad un continuo e persistente degrado di questa nostra Marsico che è stata fatta grande dai nostri padri!
Non è cambiata soltanto la morfologia del paese, ma sono cambiate le persone, sono cambiati gli interessi, gli scopi, le cause.
Camminando per Marsico ho avuto la sensazione di trovarmi in un paese straniero, il cui scopo principale sembra essere la coltura del proprio orticello…Si ha la sensazione che la gente ti sfugga e che non voglia essere coinvolta in una discussione di rinascita, perché nulla si fa per niente….
E intanto Marsico continua nella sua inesorabile discesa.

La Civita è ormai quasi disabitata da persone, salvo che da colonie di roditori che mantengono alto il tasso di natalità…di Marsico. In tutta Marsico non esiste un centro di aggregazione sociale, non esiste un sito dove dove potersi incontrare, per dialogare, per discutere, per impegnarsi culturalmente.

Esistono soltanto alcuni pubblici ritrovi dove si pratica il gioco delle carte e le bevute di birra, del cui consumo Marsico, in tempi addietro, ha goduto di primati nazionali. A Marsico non esiste un cinema, un teatro, un cineforum, un’associazione culturale che possa e che sappia dare una sferzata di sano entusiasmo a tutta la popolazione.
Ho chiesto alla responsabile della biblioteca comunale quanti libri vengono chiesti in prestito all’anno dai giovani di Marsico.
La risposta è stata molto evasiva e mi è stato detto che due laureandi hanno chiesto in visione alcuni libri. E nient’altro.

Il fatto si commenta da solo. Mi corre l’obbligo di ricordare, soprattutto ai giovani (e non solo), che senza la cultura non vi  può essere civiltà e che dove non vi è cultura non c’è libertà.

A Marsico avevamo un faro della cultura: il compianto don Giovanni Boccia. Questo prete aveva messo a disposizione la sua casa per istituire a Marsico un corso di preparazione agli esami di licenza media. Aveva messo a disposizione di tutta la popolazione di Marsiconuovo una grande sala del suo palazzo dove settimanalmente venivano proiettati dei film, con l’aiuto di don Francesco Ramagnano.

Ora anche questo palazzo, che don Giovanni Boccia donò al Comune di Marsico Nuovo perchè diventasse un punto importante di aggregazione sociale, sta crollando…
A Marsico avevamo la Pretura, il Catasto: più nulla! A Marsico doveva sorgere un ospedale (anno 1953): pure fantasie….
Sono convinto che ormai è finito tutto e che Marsico, un tempo la più bella città della val d’agri sia destinata a …morire….

Allora ogni estate di sera vado spesso al Casale, mi siedo davanti al Monastero delle Monache di recente ristrutturato(di cui non si conosce ancora la destinazione d’uso) e guardo in direzione della cattedrale, in Civita.

Mi sembra di vedere Salisburgo. Metto un CD nell’apparecchio della mia autovettura e ascolto "La sinfonia degli addii" di Haydn e aspiro il fumo di un toscano. Ma sono triste….

Sandro Grieco

20 Responses to Marsico Nuovo: un paese per vecchi!

  1. danielson93 scrive:

    Allora è vero che marsico sta cambiando, ma non in modo così negativo! Insomma non è affatto un paese per vecchi! Io che non vivo a marsico ( e non me ne sono andata per mia scelta) quando ci torno, trovo tutto come piace a me! Una società che ti accoglie e che non ti emargina! Lì c’è armoniaaa! Poi è vero che non ci sono molte associazione pubbliche, cinema ed altro…ma per il momento accontentiamoci dei paesi vicini che li offrono no?
    Inoltre non so di qualche generazione tu stia parlando, ma le scuole medie ci sono già dai tempi di mio nonno anche a marsico! e mio nonno è del 1932! (senza offesa sono solo delle opinioni)

  2. ab scrive:

    condivido… la menalità del posto è si ancora troppo chiusa rispetto al centro, meglio nord Italia, ma va rispettata e non criticata perchè fa parte della cultura della gente! (se la cultura dei marsicani non vi piace, che dire delle culture dei paesi del medio oriente dove si uccidono ed uccidono gli altri?!) poi parlando di paesi piccoli, questi si sono organizzati tutti insieme nella valle con il risultato che si hanno, se non nel proprio paese, in quello a fianco, tutti i servizi che bastano a vivere degnamente. Poi se si vuole altro che non si riesce a trovare, ci sono sempre le gite!

  3. Angelo scrive:

    IL GRIDO DI DOLORE CHE IL SIG. GRIECO RIPORTA NEL SUO COMMENTO E’ LA VERITA’.
    PURTROPPO GLI IMBACILLI,ANCHE SE SONO ISCRITTI ALL’UNIVERSITA’ CI SONO SEMPRE STATI!
    MA NON VI ACCORGETE CHE MARSICO E’ DIVENTATO UN PAESE SENZA FUTURO??
    PERCHE’ VOI GIOVANI NON LA SMETTETE DI ESSERE APATICI.
    PERCHE’ DEVO ANDARE NEL PAESE VICINO PER MANGIARMI UNA PIZZA,VEDERE UN FILM,VEDERE UNA MOSTRA, COMPRARE UNA LAMPADINA, COMPRARE UNA VITE,ECC……
    MA VERAMENTE VOI CREDETE CHE LA NOSTRA VALLE E’ UNA CITTA’ ALLARGATA????
    UNA COSA CHE SI ALLARGA A MACCHIA D’OLIO E’ L’IGNORANZA E LA SUDDITANZA A DEI PICCOLI POLITICANTI PER UNA PROMESSA FORSE DI UN POSTO DI LAVORO….
    VERGOGNA…..COSA NE FATE DEI VOSTRI STUDI????????

  4. ab scrive:

    Scrivere in maiuscolo equivale a gridare, essere prepotenti ed imporsi sull’altro. Detto questo, pensi che in tutti i nostri paesini di mille, duemila, tre e quattromila abitanti debba esserci tutto? come può ottenere un profitto un commerciante con un bacino d’utenza così ristretto?? Non sarebbe meglio considerare la valle percorribile in 20 minuti “una città allargata”??? E sentiamo, a tuo parere cosa dobbiamo fare, dobbiamo chiuderli i nostri paesi? morti i nostri genitori saranno tutti paese fantasma? (chissà, magari ci sarà turismo!). Io credo che bisogna guardare le cose che abbiamo con occhi diversi, perchè in valle c’è tanto, cercare di migliorare sempre, avere idee innovative e non lamentarsi di continuo. Ogni volta che scendo da Roma a casa, sento miei coetanei frasi come “in questa valle di lacrime”, “in questa valle di corruzione (come se non ci fosse nel resto d’Italia)” e mi chiedo, ma che ci tornate a fare? Perchè non rimanete dove state bene??

  5. sandro grieco scrive:

    Mi fa piacere avere sollevato una discussione anche se da qualcuno spinta all’eccesso.Comunque va bene così e mi auguro di avere molti interlocutori con cui discutere e cercare di costruire qualcosa di positivo per Marsico Nuovo.

    Innanzi tutto rispondo a “DIANELSON” 93.
    Nel 1932 a Marsico Nuovo l’unica scuola media esistente era l’ISTITUTO AGRARIO a S. Maria e null’altro!Quindi suo nonno avrà frequentato solo la scuola cd.”agricola”, verso cui non tutti erano portati nè si poteva costringere tutta la popolazione giovanile a seguire gli studi particolari dell’agricoltura…

    Ad AB voglio dire soltanto una cosa: io non critico Marsico Nuovo “per se ipsa”, quanto piuttosto constato che le molte intelligenze esistenti in loco facciano poco o nulla per evitare che Marsico finisca per sempre….

    Nè voglio addentrarmi in discussioni fantascientifiche della vita dei piccoli paesi mediorientali da equiparare ala vita e alla mentalità di Marsico Nuovo (è un’offesa per tutti e non è carino parlare così di Marsico…)

    Gentile AB quando dico che le intelligenze esistenti a Marsico fanno poco o nulla per migliorare la città, voglio sottolineare le sue doglianze circa la mancanza di idee innovative, di una ricerca di continuo miglioramento…

    Credetemi: non è bello, nè opportuno accontentarsi di lasciare le cose così come stanno. Significa continuare andare a rimorchio…
    Che non si parli poi di città allargate. La sana competizione è il sale della crescita e della liberalizzazione.

    Non me ne sto al nord perchè mi piace stare…
    Preferisco il Sud, un Sud progredito, un Sud pieno di vitalità, un sud rispettoso delle aspettative giovanili. Un Sud in fermento lavorativo. Un Sud onesto, democratico all’avanguardias!
    Preferisco Marsico Nuovo, purchè non continui ad essere una città per vecchi….
    Dipende da tutti noi!

    Cordialmente Sandro Grieco

  6. sandro grieco scrive:

    Perchè non creare un blog su Marsico Nuovo e su tutta la Val d’Agri a cui possano intervenire, da ogni parte del mondo con idee, suggerimenti e quant’altro, tutti coloro che vogliono vedere crescere Marsico e la Val d’Agri?

  7. Langone Angelo scrive:

    Io sono emigrato da marsico con i miei genitori 45 anni fa ogni volta che vengo a trovari i miei parenti non vedo l ora di andarmene perche? L atmosfera deprimente di una societa bloccata per niente innovativa priva di idee positive nel senso economico, e culturale,peccato per i giovani senza prospettive di sviluppo economico e personale. Avete problemi strutturali enormi,(come tutto il Sud italia) senza di dire che e solamente colpa vostra pero mi sembra di vedere una societa che e rimasta paralizzata al medioevo,una cultura che non si ricrea e rinnova e condannata a morire.
    Io desidero che le strutture antiquate scompariscono efanno posto, a inizativa personale e collettiva,
    a nuove idee adeguate a far fronte ai bisogni e i problemi odierni,
    con altre parole e ora di fare posto ai giovani che sono in possesso delle capacita adeguate,e in grado di essere coscienti della risponabilita seno andra a finire male perche anche il problema della globalizzazione e concorrenza mondiale (e senzalro anche locale) earrivato ormai in ogni angolo del mondo voi compresi.
    E ora di svegliarsi!
    A. Langone

  8. ab scrive:

    bhè signor Angelo,

    se non le piace il posto dove è nato e non vede l’ora di andarsene ogni qualvolta chissà per quale motivo è costretto a ritornarci… semplicemente non ci torni!
    Mai fare del male a se stessi!!
    Io vivo nella più grande città d’Italia, devo stare attento che mi rubino il portafogli, il cellulare, devo camminare con l’ansia tutti i giorni, devo correre per prendere i mezzi o l’auto perchè per percorere 3 km impiego un’ora… questo stile di vita finisce per consumarti giorno dopo giorno, preferirei per la mia vita e per quella dei miei figli più serenità, e per far ciò mi sto istruendo dove si può, per importare quanto più di innovativo ci sia, nel posto in cui sono nato, terra meravigliosa. Il mio è solo un esempio per dirle che i giovani si sono mossi e si stanno muovendo!

  9. Langone Angelo scrive:

    caro ab
    scusa ma lei non a capito cosa volevo dire.
    non a niente a che fare se il posto mi piace o no e non sono costretto a niente, pero mi sembra che lei e costretto a vivere in una grande citta con ansia tutti i giorni e lo stile di vita che consuma i cristiani. mai far male a se stesso qa lei a veramente ragione! perche non lasciare la citta e ritornare al paese nativo?

    perche la terra meravigliosa con tutti i problemi strutturali e sociali no e in grado di dare a suoi figli
    una vita dove ogni individuo di buona volonta e in grado di vivere con dignita sviluppo economico e personale.
    L unica alternativa e come cento anni fa l emigrazione (marsico paese per vecchi!)
    e a parte questo non e un problema specifico di marsico ma un problema di quasi tutto il mezzogiorno, bello come sia.

    egregi saluti A. Langone

  10. ev scrive:

    Come al solito in tutti i confronti di opinioni si evidenziano cose giuste e non.
    Allora, agli sfiduciati sulla sorte di Marsico voglio suggerire che spesso anzicchè sperare a nuovi eventi, dovremmo prima guardare bene ciò ci circonda ( capita, infatti, che spesso per guardare il meglio lontano, non vediamo il buono che ci è vicino).
    Ai sostetenitori della bucolicità e tranquillità dell’ambiente di Marsico, voglio dire che va bene considerare un habitat di un piccolo paese come Marsico come una migliore qualità di vita, purchè non si arrivi all’ignavia.Inoltre mi permetto di invitare quest’ultimi a lasciare libero ogni Marsicano( anche se emigrato) di potere esprimere il proprio parere, senza dovere rinnegare la propria patria ed il proprio idioma.

  11. ab scrive:

    no ev, siamo stanchi di sentirci dire che non va bene mai niente e di ricevere solo critiche che non sono costruttive.

  12. Langone Angelo scrive:

    che peccato non si va avanti cosi, ci nascondiamo dietro i nostri schermi e facciamo i saggi senza una discussione di faccia a faccia.

  13. sandro grieco scrive:

    Tra pochi giorni ridiscenderò a Marsico Nuovo, così come avviene da circa mezzo secolo.
    Sono sicuro di non trovare alcun cambiamento. Vi saranno nelle strade le stesse buche di sempre, mai riparate a dovere…,vi sarà il passeggio delle stesse persone, i bar affollati di giocatori di tressette o di briscola, come sempre, come tanti anni fa! Vi saranno le persone che, all’imbrunire, sederanno sui gradini della propria casa a godersi la frescura della sera,raccontandosi di tutto!
    Poi verrà la festa del Patrono,vi saranno i pranzi della festa, le abbuffate, le crapule, le solite sfilate in costume, le bancarelle, la messa in piazza, la processione,gli spari, i fuochi artificiali(inutile spreco di danaro pubblico…)e poi….il vuoto!
    Marsico vive il suo momento migliore durante il periodo della festa di S.Gianuario, al cui termine,cade in letargo e fa spazio alla indifferenza per la crescita vera del paese.
    Leggo spesso notizie su Marsico sul sito Valdagrinet. Ho sempre la speranza di ritrovarvi notizie importanti, iniziative che favoriscano la coesione sociale, fatti che possano mettere in luce le migliori intelligenze giovanili, organizzazione di eventi a favore delle categorie più deboli (anziani – ammalati….), organizzazione, per esempio,di eventi culturali, sportivi, gare letterarie, di matematica, di filosofia, di tecnica,di computer, di fotografia, di cinematografia, di culinaria, ecc., ecc. ecc….Invece niente di tutto questo! Le notizie su Marsico si estrinsecano ed esauriscono nei successi della squadra femminile di calcio, cosa importantissima per Marsico, ma non è tutto: è troppo poco…
    Ecco perchè ho definito Marsico Nuovo “UN PAESE PER VECCHI”, senza voler offendere nessuno, unicamente per dare a tutti i miei compaesani una pillola di sana energia….
    Cordialmente.
    Sandro Grieco

  14. John Sciosia scrive:

    Caro Sandro, foste voi ad andarvene da questo borgo, siete sempre voi a sentenziare. Voi intelligenze eccellenti avete abbandonato i mediocri a cuocere nel loro brodo. Noi siamo rimasti al nostro posto e ci siamo dati da fare per non far morire del tutto questa nostra città. Certo le nostre possibilità sono limitate perché siamo mediocri. Noi, a parte la relatività del concetto di mediocrità, serviamo soprattutto a far pavoneggiare i cretini.
    Io sono john scioscia italo marsicano, l’ultimo dei potenti e sono tornato ………..

  15. Angelo scrive:

    E’ tornato perchè raccomandato!!!!!!
    Ecco perchè è rimasto qui!
    Cosa faranno i giovani??????
    Certamente non saranno fortunati come te,caro e mediocre john.
    La verità e che come sostiene il nostro compaesano Sandro,ci siamo abbandonati alla rassegnazione di non poter fare nulla per Marsico.
    Per il bene di questo paese alcuni ben pensanti (si dice tali) alcuni anni addietro hanno fatto una cordata per interessi personali ( Tu john nè dovresti essere a conoscenza) ed hanno riportato questo paese indiero di un ventennio.
    Bisogna vergognarsi,a volte, per le proprie azioni.
    Meditate,meditate……

  16. sandro grieco scrive:

    Anche quest’anno sono stato a Marsico Nuovo.
    E, come temevo, non ho trovato nulla che mi abbia fatto ricredere sul fatto che Marsico è e continua ad essere un PAESE PER VECCHI.
    Le uniche cose che mi hanno favorevolmente coinvolto quest’anno sono state la pubblicazione di un buon libro sui proverbi lucani scritto e magistralmente diretto dal Dr. Enrico Volpe, marsicano, residente a Napoli e la serata musicale del 21 agosto 2010, organizzata dallo stesso dott. Volpe. Complimenti!
    Comunque, nonostante la buona volontà del dott. Enrico che ha dato ai marsicani una perla della sua cultura e della sua saggezza, debbo ancora una volta sottolineare che il nostro paese continua ad essere un paese che si avvia ad un decadentismo inevitabile.
    E questo non solo perchè gli sforzi encomiabili di un nostro concittadino rimangono purtroppo inascoltati e, permettetemi, fine a sè stessi, ma anche e soprattutto perchè manca una guida forte, sicura, per il bene di tutta la popolazione marsicana….
    Il tuo libro, caro Enrico è bello e si legge tutto d’un fiato e io e tutti i marsicani te ne siamo grati, ma non può finire qui.
    Marsico ha bisogno non solo della cultura dei propri avi e della propria storia,di cui le autorità (amministrative ed anche religiose) se ne catafottono, ma ha soprattutto bisogno di sentirsi vivo e vitale, ha bisogno che vengano soddisfatte le esigenze delle classi giovanili. Marsico ha bisogno del fatidico “colpo di reni” per risorgere e per ritornare ad essere il più bel centro della Val d’Agri,indipendentemente dalle trivelle, indipendentemente dal petrolio!
    Marsico invece vede ogni giorno l’emigrazione dei nostri giovani che, se avessero la possibilità di rimanere, sarebbero la spina dorsale della nostra società.
    Secondo me, il reinvestimento delle royalty petrolifere nella creazione di posti di lavoro per i giovani, nella creazione di centri di aggregazione per le classi più deboli (donne, bambini,poveri e anziani) potrebbero far rinascere Marsico, sia da un punto di vista economico-commerciale, sia da un punto di vista di ricchezza di tutta la popolazione. Sono necessarie simbiosi e sinergie che, fino ad ora non decollano. I motivi? Ognuno puà scoprirli da sè e rimediarvi nel più breve tempo, altrimenti è la fine….
    Francamente non vedo la necessità e tanto meno la opportunità che i proventi del …petrolio possano servire a costruire un ascensore che collega Marsico bassa a S. Basile ! Ad quid?
    Se mi si dice che un’opera talmente mastodontica possa servire agli abitanti della civita, questo lo escludo nel modo più categorico, perchè la popolazione della civita non saprebbe come raggiungere S.Basilio. Se ancora mi si dicesse che la costruzione di un ascensore o, peggio, di un montacarichi potrebbe servire ad un’integrazione sociale sarebbe davvero sensa senso e, quindi, ridicolo. Sta di fatto che il costruendo ascensore sarebbe una cattedrale nel deserto, che costituirebbe la rovina e il deturpamento non solo di Marsico, ma di tutti i marsicani…Che se poi tale faraonica costruzione dovesse servire a ricordare ai posteri la figura di qualche Amministratore (come accade nella città di Salerno con il Sindaco Vincenzo De Luca, ma lì siamo a livelli giammai paragonabili al Comune di Marsico Nuovo.!! siamo a livelli di bellezza, di grandiosità e soprattutto di lavoro di cui Marsico non ha neanche idea…), ALLORA SIAMO PROPRIO FUORI! FUORI DI TUTTO !
    Ma chi volete venga a Marsico ad ammirare una scala mobile ….Mentre a Salerno verranno da tutto il mondo!
    Ma chi volete venga a Marsiconuovo a contare gli utenti di una funicolare che verrà utilizzata da una parte infinitesimale di cittadini. Eppure, nonostante tutto, la funicolare si farà! Anche se non servirà a nessuno, o quasi, ma statene sicuri, si farà….
    I soldi occorrenti a simile opera faraonica potrebbero essere meglio spesi per ristrutturare la Cattedrale che da 30 anni vige in uno stato indecoroso per un paese come Marsico Nuovo, in passato già sede di principi e di vescovi (…???..-.) una cattedrale che i nostri figli non conoscono….Vergogna!
    I soldi occorrenti per il montacarichi potrebbero servire a ristruttrurare il Palazzo Boccia. I marsicani tutti dovrebbero sapere che Don Giovanni Boccia ha donato il suo palazzo al Comune di Marsiconuovo. Un Palazzo bellissimo, con oltre 30 stanze,con scalinate e parchi da mille e una favola, con torri e fontane e che invece adesso per ignavia, per inedia, per pigrizia, per accidia, per ignoranza, per menefreghismo sta crollando!!! E’ un vero schiaffo alla generosità e alla memoria di don Giovanni Boccia. Dovremmo tutti vergognarci a iniziare dai nostri amministratori….
    Con i soldi del montacarichi si potrebbero ristrutturare le strade, eliminare le buche e le infiltrazioni…Niente di tutto questo avverrà mai a Marsico Nuovo. I nostri amministratori se ne catafottono dei bisogni della gente!
    Con i soldi del montacarichi si potrebbero mettere delle navette che facciano il giro del paese ad orari stabiliti e che consentano ai cittadini della civita di andare al centro e viceversa. Ma anche qui c’è l’ignavia e i cittadini sono fottuti per l’ennesima volta….
    Sarebbe opportuno fare dei referendum,fare delle sottoscrizioni, ribellarsi democraticamente alle prevaricazioni e agli umori incontrollati di quanti continueranno a volere che Marsico sia e rimanga un PAESE PER VECCGHI.
    La pigrizia senile deve sparire da Marsico e dai Marsicani.
    Basta volerlo!
    Ma ci credo poco….
    Auguri a tutti.
    A.Grieco

  17. sandro grieco scrive:

    Sono sicuro che nessuno dei miei compaesani vorrà discutere del pr0blema così grande che riguarda il bene di tutti i cittadini, da Pergola a Galaino, da scarpano a S.Elia,Calabritto e scruppo.
    Ho la sensazione che vi sia quasi un “metus reverenzialis” o. peggio ancora, una specie di omertà strisciante che pervade le menti e e le persone di Marsico. Vorrei tanto poter parlare con persone emigrate in qualunque parte del mondo, sentire le loro opinioni,correggere alcuni tiri e soprattutto guardare in faccia alla realtà alla stessa stregua di un Saviano o dei Ragazzi di Reggio (…”ed ora ammazzateci tutti”…). Perchè il non rimanere imbrigliati, il non piegare la testa, il non fare ciò che con pervicacia ci viene chiesto da personaggi ambigui e in…odore, tutto cià è sinonimo di crescita, di democrazia e di civiltà.
    E’ amaro iniziare a constatare il contrario.

  18. Angelo scrive:

    Risiedo a Marsico dalla nasciata (escluso gli anni di studio),devo convenire con te,caro Sandro.Gli amministratori se ne strafottono.Loro pensano solo ai voti e a rimanere a galla,vivendo a spese di noi tutti.
    L’idea del montacarichi è solo una trovata di qualche povero politicante che ormai,avendo perso i BOUI và trovando le CORNA.
    La colpa principale è di coloro che per raggiungere fini personali,hanno barattato le loro idea per un piatto di meccole.

  19. Severio scrive:

    I wish to contact any Fortunato who is related to Francesco Fortunato on the WW1 monument at th munnicipal building. He is my grandmothers brothers son I beleave. thank you

  20. sandro Grieco scrive:

    Tra i miei ricordi e tra le cose importanti del mio archivio, ho trovato una bella pagina di Antonio Aulicino, scritta tanti anni fa e che ritengo sia una perla di saggezza per le nuove generazioni che forse si ritrovano a vivere identiche situazioni. Ma Tonino scrive con sentimento e amore per la sua terra, lo ha sempre fatto e mi sono sentito in obbligo portare a conoscenza di tutti questa sua bella pagina.
    L’ing. Aulicino mi perdoni, ma era un mio dovere morale.
    Cordialità, sandro

    ASPETTANDO IL MESSIA

    Tanto, tanto tempo fa, ero un giovane studente come tanti che partiva dal paesello con una piccola valigetta di cartone zeppa di ogni cosa. Alla stazione ferroviaria ci attendeva la “littorina “, una piccola locomotiva diesel a forma di autobus appena più grande del trenino giocattolo di Natale.
    Erano gli anni del miracolo italiano e molti compagni più fortunati partivano come me ma con le loro 500 fiat o addirittura con auto da sogno proibito come la“ mini-minor”.
    Li guardavo, li invidiavo e capivo di essere povero. Ero però felice perché la mia valigia era zeppa di sogni segreti e fra i più belli le improbabili risposte ai miei troppi perché.
    Così “traballando – traballando” sui binari incerti e poi sulla tratta principale dopo alcune ore si giungeva a Napoli. Lo si capiva subito dalla confusione allegra a noi del tutto estranea , di un altro mondo.
    Tutti i parametri di misura della mia realtà saltavano inesorabilmente. I suoni, le facce, le strade, i palazzi e i colori erano un tripudio di sconcertanti novità.
    C’era tuttavia una cosa che conoscevo bene perché non differente dalla mia, la povertà. Questa segna il volto delle persone a prescindere dall’età e dal sesso. Le rughe , gli occhi, la fronte e gli zigomi costruiscono sulla faccia la maschera della dignità, cioè della consapevolezza e dell’accettazione della propria condizione.
    Quando si è poveri si è sereni, a volte felici per piccole cose e quando la malinconia ti assale il cuore si spacca e lascia entrare il mondo. Gli occhi, allora, diventano quelli dell’amore.
    Questi momenti impagabili potrebbero essere buone giustificazioni per non desiderare la ricchezza ad ogni costo.
    Dopo alcuni mesi mal sopportando la nostalgia, tra una sessione d’esami e l’altra si tornava a casa con la valigia piena della biancheria sporca e nella tasca interna ben custodito il libretto con i voti delle prove d‘esame.
    Era messo a bella posta perché mia madre lo trovasse nel disfare il bagaglio e lo leggesse passandolo poi furtivamente a mio padre.
    Nei giorni seguenti avevo la conferma dell’accaduto perché papà sorrideva per nulla e anziché camminare come al solito sembrava levitasse sul pavimento della stanza da pranzo.
    Al ritorno, contrariamente all’andata, mi assaliva l’ansia per la curiosità delle novità che avrei trovato e il viaggio sembrava interminabile.
    Le montagne verdi fuori dal finestrino della “littorina “ sembravano di gomma, a ogni sobbalzo si deformavano per poi riprendere istantaneamente la loro forma . Era tale l’isolamento coi miei pensieri che il piccolo universo pur traballante sembrava fermo mentre il mondo esterno ci veniva contro.
    Alla fine del viaggio s’imboccava un tunnel buio e interminabile, l’ultima galleria dei “Cappuccini”.
    Avanti al trenino s’intravedeva un buco di luce che a poco a poco diventava più grande e quando si usciva finalmente all’aperto avevo la sensazione di uscire dal ventre della balena di pinocchio.
    Fuori ad aspettare, però, non c’era il mare ma la valle colorata, la nostra valle. Poi più avanti sfacciatamente appariva all’improvviso il paese, le tre colline, le vie, le case, tutto uguale a quello che avevo lasciato alle spalle qualche mese prima. Ancora un centinaio di metri e poi la littorina si fermava avanti allo stabile della stazione sbuffando e cigolando come se dicesse stiracchiandosi la carrozzeria “finalmente a casa ! ”.
    Allo stop tutti i passeggeri , tre o quattro al massimo, si ammassavano alle porte spalancate mentre fuori ad attendere c’era il capo treno in divisa da giostraio che gesticolava farfugliando qualcosa di incomprensibile ma che suonava come :
    - “signori avanti, altro giro altra corsa”.
    Effettivamente quel piccolo locomotore avrebbe ben figurato in un Luna Park.
    Sul piazzale puntuale come la morte era già pronto il taxi per salire su in paese. Una carrozza scalcinata d’altri tempi trainata da un mulo che si reggeva in piedi per miracolo e a cassetta Zì Leonardo ,una figura spettrale incollata al sedile con la frusta appoggiata sulla spalla come un vecchio archibugio.
    Zì Leonardo era quasi cieco e ciò nonostante riusciva a guidare perfettamente il calesse e il mulo; impartiva gli ordini alla povera bestia in una lingua strana a noi incomprensibile ma loro, sembrava, si intendessero benissimo. Il tassista, impedito dal pesante pastrano che lo avvolgeva completamente si girava appena e bestemmiando tra i denti sibilava :
    - guagliù movitv cà si no face notte.
    Io rapido come gli altri mi aggrappavo alla carrozza già in movimento a seguito di una frustata intimidatoria rivolta al mulo dal bizzarro figuro.
    Ogni tanto il mulo senza un perché apparente si fermava e allora Zì Leonardo inveiva pesantemente:
    - chi t’è muort e chi ti sona e campane a muort,
    il mulo allora con uno scatto innaturale riprendeva la lenta marcia fino alla prossima fermata.
    Qualcuno mi spiegò che la bestia aveva delle fermate fisse in memoria e perciò faceva il suo dovere visto che il guidatore era praticamente cieco nella fioca luce della sera. L’imprecazione, dunque, era un ordine perentorio a riprendere la marcia.
    Tra bestemmie articolate , saette varie di frustate a salve e colorite imprecazioni si giungeva in fine nella piazza principale del paese dove gli amici di sempre e presenti occasionali si accalcavano incuriositi attorno alla carrozza.

    Nei giorni delle vacanze estive, impagabili erano le notti passate in piazza sotto le stelle e senza una lira in tasca. C’era però Antonino che aveva progettato e poi realizzato il “DIURNO” , un locale per le docce pubbliche. Secondo lui la gente più era pulita e più era felice. L’impianto a suo dire era un capolavoro di idraulica, migliore di quanto avrebbe potuto progettare un aspirante ingegnere come me. Antonino era un caro genio ruspante un po’ fuori di testa magari ma amava questa sua città come un donna che non aveva mai avuto e che forse non ebbe mai.
    C’era poi Nunzio, studioso e conservatore delle “storie patrie”, ad ascoltarlo ci si sentiva un po’ orgogliosi di noi stessi e dei ciottoli che calpestavamo.
    Si chiacchierava di tutto senza sosta e quando veniva poi il mio turno si fermava tutto, come se qualcuno dicesse :
    - silenzio parla la scienza !
    Venivo considerato da questi amici quasi come un apprendista stregone, un ingegnere chimico era un po’ come il cavolo a merenda ma meritevole dell’attenzione ammirata. In sintesi mi veniva tacitamente riconosciuta l’autorevolezza e la sacralità dell’uomo di cultura, bontà loro.
    Parlavo e parlavo della necessità di impiantare delle attività produttive per arginare l’esodo della speranza verso il Nord del mondo, parlavo della bellezza della nostra terra e della dolcezza delle nostre donne forti come radici di alberi secolari aggrappate a questa terra che ci ha dato la vita e che inesorabilmente ci chiamerà a se per custodirci quando ormai stanchi riposeremo per sempre.
    Alla fine tutti incantati e sgomenti zittivano per un po’ ma qualcuno poi metteva un punto a tutto ciò che pesava come un macigno enorme, inamovibile.
    - Sarebbe bello ma ci vorrebbe “qualcuno “ coi soldi che venga a investire quaggiù.
    Il sottoscritto allora sconsolato chinava la testa , riprendeva fiato e si rimproverava mentalmente di essere ricascato per l’ennesima volta nel peccato di presunzione di convincere questi compagni di cose che conoscevano meglio di me e cioè che Babbo Natale non esiste e che tutto ciò che avevamo era frutto di un duro lavoro per strappare alla terra quel poco che ha consentito alla nostra gente di sopravvivere.
    Oggi in qualche modo ce la caviamo , io sono diventato un professionista stimato , Nunzio e Antonino sono andati e nella sostanza nulla è cambiato.
    Si parla sempre di come risolvere quelle piaghe antiche e a conclusione qualcuno ripete come un’eco che viene da lontano: “ci vorrebbe qualcuno” ….
    Io ormai ho imparato a tacere e insieme a questi nuovi amici aspetto qualche “messia” sotto le stelle di agosto, sapendo bene che quello che verrà giudicherà “ i vivi e i morti” ma sperando che almeno qualcuno resti vivo ad aspettarlo.

    A.A.

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