La nostra Costituzione prevede che tutti i cittadini paghino le tasse, concorrendo alla spesa pubblica, in ragione della capacità contributiva di ciascuno.
Tutta la normativa ed i principi generali hanno indirizzato l’azione degli Enti, dallo Stato ai Comuni, che devono curare il pagamento della tasse, nel senso di un sempre maggiore favore verso il contribuente: le tasse devono essere giuste, il loro pagamento deve essere agevole anche sotto il profilo delle procedure, in poche parole il pagamento delle tasse deve esser quanto più possibile sentito dal cittadino come un dovere civico e di solidarietà, e non come una condanna o una tortura.
In realtà, molto spesso di troviamo dinanzi a situazioni diametralmente opposte, e perciò illegittime, in cui l’esazione dei tributi è operata in maniera farraginosa, complicata, tale da indurre facilmente il contribuente in errore, o da fargli dimenticare le scadenze, con conseguenti sanzioni.
Una di queste tasse, in particolare, è la tassa di possesso dell’automobile, un tributo che in Italia ancora resiste ma che in molti altri Paesi civili è stato abolito senza che i rispettivi governi abbiano perso un centesimo.