Archive del 1 ottobre 2009
Ci scusi Presidente Napolitano: se la disoccupazione è lucana, anche l’acqua e il petrolio devono essere dei lucani.
Nessuno può mettere in discussione l’importanza di una visita del Capo dello Stato in qualsiasi territorio della nazione. Purtuttavia, la visita di Giorgio Napolitano in Lucania, da più parti accomunata al viaggio di Giuseppe Zanardelli di un secolo fa, assume una valenza particolare che, per quanto riguarda il movimento federalista La Grande Lucania, non può essere disgiunta dalla connotazione che essa assumerà in ordine alle principali questioni da cui dipendono le sorti future della regione.
La Lucania si trova di fronte ad interrogativi inquietanti sul versante della tenuta socio-economica di vaste aree del proprio territorio, che finora, non hanno trovato nessuna risposta da parte dello Stato e delle istituzioni pubbliche.
Pur nel massimo rispetto della più alta carica dello stato, La Grande Lucania ritiene che a poco può servire la visita di Giorgio Napolitano nella nostra regione se da essa non ne conseguono impegni precisi e concreti sugli interventi indispensabili per la propria salvaguardia e per il pieno riconoscimento dei diritti dei giovani, delle donne, dei lavoratori e degli anziani che vivono in Lucania.
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La nuova sfida del comitato della libertà: stop all’Hiroshima culturale” delle sinistre
E’ uscito il brano musicale"La pace può", inno composto da Loriana Lana e dal maestro Pino Di Pietro e cantato dalla stessa Loriana Lana in duetto col tenore Sergio Panajia per sostenere la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace. L’inno è stato diffuso dalle radio il giorno del 73° compleanno del Presidente del Consiglio, ovvero il 29 Settembre.
Per vedere il trailer dell’inno:
Su facebook: http://www.facebook.com/video/video.php?v=1176632666621
Su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=Lfd2sF_VsNc
E fino a qui la prima iniziativa del Comitato della Libertà, che intende sostenere la candidatura di Silvio Berlusconi a Premio Nobel per la Pace. Ma ora il Comitato della Libertà lancia una nuova sfida: fermare l’“Hiroshima culturale” delle sinistre, anche per il tramite di un nuovo sito internet.
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