Quello che sta avvenendo in questi giorni ha dell’incredibile.
BERLUSCONI ha incassato nel giro di poche ore due sventole micidiali: la condanna di FININVEST al pagamento di ben 750 milioni di euro per risarcire alla CIR il danno che il lodo arbitrale comprato grazie alla corruzione dei giudici (il tutto sancito con sentenze penali passate in giudicato per le quali l’avv.Previti sta scontando condanna) e la dichiarazione di incostituzionalità della legge nota come lodo Alfano, che gli avrebbe garantito l’impunità per tutto il periodo in cui egli sarebbe stato in carico (cioè, dal suo punto di vista, per l’eternità).
La sua risposta è andata oltre la ben nota arroganza; agli attacchi alla magistratura, ormai notoriamente comunista, alle solite becere minacce nei confronti della stampa, anch’essa totalmente in mano ai comunisti, si sono aggiunti in questi giorni degli eccessi che una democrazia non può proprio tollerare in chi è stato chiamato a ricoprire uno dei più importanti ruoli istituzionali.
HA ATTACCATO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, accennando con sarcasmo alla sua passata appartenenza al Partito Comunista Italiano;
HA FATTO LINCIARE MEDIATICAMENTE IL GIUDICE MESIANI, reo di aver pronunciato la sentenza di condanna alla fatidica somma di 750 milioni di euro, additando al pubblico ludibrio le assurde abitudini di questo losco individuo: andare dal barbiere, passeggiare su e giù nell’attesa, portare i calzini turchese (che non è dimostrazione massima di buon gusto, ma certamente non può essere oggetto di una critica così violenta);