Ai movimenti politici diciamo che solo una scelta coraggiosa, autonoma e federalista può difendere gli interessi della Lucania.
E’ positivo che anche in previsione delle elezioni regionali della prossima primavera vi sia un fiorire di movimenti e nuove forze politiche che si propongono di impegnarsi per sollevare le sorti di una regione sempre più in agonia.
Non è ancora chiaro, tuttavia, in che modo questo fermento politico intende affrontare le questioni che sono alla base della pericolosa deriva economica e civile della comunità lucana.
Se l’obiettivo vero è quello di conseguire il cambiamento nel modo di fare politica e di governare le istituzioni pubbliche, nonché di rifiutare il malcostume politico e il saccheggio delle risorse territoriali, allora, un primo interrogativo è d’obbligo: possono essere perseguibili tali obiettivi attraverso una iniziativa organica con il centrodestra o con il centrosinistra, oppure devono seguire una propria strada autonoma e indipendente? E’ pensabile che un modello basato su due “partiti-stato”, sempre più espressione di un confuso pseudo-ideologismo, di destra o di sinistra, ma nella sostanza prigioniero dei grandi numeri e dei grandi interessi, possa, di colpo, non considerare più marginale e residuale una realtà come la Basilicata?
Comunicato La Grande Lucania