Montemurro – Sembra una squallida soap opera anni ottanta, invece è un romanzo scritto su una storia vera figlia di un’autentica patologia sociale lucana, dove tutti i problemi di mala-politica, gestione superficiale e incapacità trovano sfogo in una scuola per l’infanzia che è costretta a chiudere. Si nascondono parole tra le antiche pietre di Montemurro, volano le foglie d’autunno, soffia il vento tra i pali eolici; un paese lucano calmo perché così è stato detto, perché così deve essere, perché così ordina il sacro verbo imperiale. Ebbene si, la scuola dell’infanzia chiude ma è solo la cima di un montagna di problemi sia politici che culturali. E se una montagna come questa viene da te, spostati perché non sei Maometto.
In altri tempi una scuola dell’infanzia che chiude per la mancanza del certificato di agibilità, tra l’altro mai esistito per quell’edificio, costerebbero le immediate dimissioni di sindaco ed amministrazione; in altri luoghi la popolazione avrebbe sequestrato il sindaco chiedendo anche in modo violento la soluzione del problema; ma siamo in Basilicata e non in qualche distretto della Francia o della Germania e i tempi non sono come quelli degli anni settanta. La chiusura della scuola d’infanzia è un fatto, un problema che si deve risolvere, invece cosa si fa, l’imperatore sindaco cerca la persona, possibilmente qualcuno che ritiene congiuratore, da trascinare in responsabilità che in un Paese costituzionale spetterebbero ad un cosciente e giusto amministratore.