A 24 anni di distanza dall’evento discografico mondiale di “Creuza de Ma”, viene riproposto un progetto discografico che, concepito per festeggiarne il successo, nel corso del tempo, si trasformò in un tributo all’attualità culturale di Fabrizio De André, di cui si sente la mancanza ancora oggi, a dieci anni dalla sua scomparsa.
Nell’occasione del MEETING ETICHETTE INDIPENDENTI, “Cose di Musica” con il patrocinio della “Fondazione Fabrizio De André – Onlus”, prende l’iniziativa di ripercorrere quel progetto, apprezzato in vita dallo stesso artista e che rappresentò l’unico approccio italiano alla nostra musica etnica e all’espressività artistica dei linguaggi delle minoranze. “CANTI RANDAGI”, disco oggi introvabile, sfiorò le 20.000 copie di vendita.
Il progetto rappresenta ancor oggi un’incursione nei territori della musica etnica, qualificandosi come punto di riferimento di tutti i musicisti e operatori, alla ricerca di un equilibrio tra passato e futuro della nostra musica popolare italiana e del suo particolare rapporto con la “parola cantata”.
Così come Streheler, che aveva costruito il Teatro d’Europa proprio con le maschere dialettali della Commedia dell’arte italiana e Dario Fo, giunto al premio Nobel con i “grammelot”, Fabrizio De André, con “Creuza de Ma”, aveva fatto del ‘dialetto’ una lingua internazionale e molti dei protagonisti di questo progetto, spesso, sono più conosciuti e apprezzati proprio all’estero.