Archive del 19 dicembre 2009
Italia Dei Valori: sostituire la normale illuminazione pubblica stradale e non solo con quella basata su led ad alta potenza.
Nell’ambito di una politica di risparmio energetico, volta a contenere gli sprechi ed eliminare dal mercato i prodotti ad eccessivo consumo, sostituendoli con altri più efficienti, l’illuminazione pubblica e non solo, rappresenta un settore di primaria importanza.
I vantaggi sono molti: i consumi di energia vengono notevolmente ridotti, viene pressoché eliminato l’inquinamento luminoso, l’impatto ambientale è quasi nullo data la durata del ciclo di vita di questa tecnologia.
L’illuminazione a led, per definizione é ritenuta la più economica in termini energetici e duratura rispetto a tutti gli altri mezzi di illuminazione standard (incandescenza, neon o altri gas e vapori di metalli).
In Italia i consumi dell’illuminazione pubblica rappresentano l’1,9% dei consumi elettrici del nostro paese (5.917 milioni di kWh consumati nel 2004, erano 5.790,8 nel 2003) e contribuisce complessivamente alla nostra bolletta energetica per una quantità pari a 12,6 milioni di TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio) pari a circa 4,26 milioni tonnellate di Co2 emesse nell’atmosfera, corrispondenti a ca. il 3% delle emissioni che il nostro paese deve abbattere per raggiungere gli obiettivi minimi fissati dal protocollo per il 2012, anno in cui entreranno in vigore le sanzioni (Fonte: Legambiente – Ricerca Facciamo Piena Luce).
Uno sguardo al mercato mostra come oggi i diodi a emissione luminosa (LED) sono disponibili per una moltitudine di impieghi. A confronto di altre sorgenti luminose, sono molto piccoli, sono caratterizzati da una lunga durata di vita, ed hanno rispetto alle fonti di illuminazione tradizionale un consumo pari a circa il 30-35%. Ci si deve pertanto aspettare che nei prossimi anni i LED si imporranno in diversi settori, a dispetto di altri sistemi di illuminazione. Già oggi esistono i primi impianti di illuminazione stradale a LED oltre ad impianti semaforici che utilizzano la stessa tecnologia. Gli esempi di comuni in cui è stata attuata la riconversione dei vecchi sistemi di illuminazione pubblica stradale non mancano, e da nord a sud, le comunità che hanno fatto ricorso ai LED per risparmiare sul bilancio della spesa energetica comunale sono ormai innumerevoli.
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Insieme per la conservazione della biodiversità
I Presidenti dei Parchi Nazionali del Pollino, dell’Appennino Lucano-Val d’Agri Lagonegrese, del Cilento-Vallo di Diano e del WWF Italia hanno firmato oggi il protocollo d’intesa per la realizzazione di un progetto di “area vasta” per la conservazione della Biodiversità nei territori dei tre Parchi Nazionali.
“Con la firma di questo protocollo”, ha dichiarato Stefano Leoni, presidente del WWF Italia” si rafforza un importantissimo percorso di collaborazione tra il WWF e i tre parchi nazionali che consentirà di porre un tassello fondamentale per la realizzazione della rete ecologica nazionale e accrescere l’attività di conoscenza e di conservazione della biodiversità in quest’area, che costituisce un’unità territoriale di straordinaria importanza per la tutela della biodiversità all’interno dell’intero bacino del Mediterraneo.”
L’area infatti, riconosciuta come area prioritaria all’interno del processo di conservazione ecoregionale del WWF internazionale, riveste una grande importanza per la presenza di numerose specie di uccelli, mammiferi, anfibi e rettili, oltre che importanti specie vegetali. Tra le molte specie di interesse conservazionistico sono presenti la lontra, il lupo, il gatto selvatico e il capriolo italico, la cicogna nera, il picchio rosso mezzano, rapaci come il capovaccaio, il nibbio reale, il lanario e endemismi floristici, ovvero specie presenti solo in quest’area, tra cui la Primula di Palinuro. L’area occupa una superficie di ben 441.000 ettari e ospita anche una rete idrografica superficiale di estremo valore con corsi d’acqua come il Sele, il Calore, il Basento, l’Agri e l’Ofanto.
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