Sit-in no Petrolio: i cittadini aprono gli occhi

Grande manifestazione ieri mattina nei pressi di via Adua in Policoro  contro la trivellazione del   pozzo petrolifero di via Adua  a Policoro  organizzata dal comitato Bosco Soprano -No alle trivelle nelle case coloniche. Non sono mancati i trattori, la numerosa comunità che vive a Bosco Soprano,  le associazioni  del territorio (ad esclusione di WWf e Legambiente), i sindaci dei comuni di Policoro, Nova  Siri, Rotondella,  nonché i segretari politici dei partiti politici locali ,mentre mancava all’appello il consigliere regionale locale del PD.

Il problema della trivella  selvaggia (o senza regole condivise)  non  investe solo i cittadini di Bosco soprano ma tutti i cittadini lucani, i progetti  di trivellazione e le concessioni minerarie interessano  tutti i comuni lucani. Non si spiegherebbero diversamente  i pozzi petroliferi vicino i centri abitati (Marconia), vicino agli ospedali (Villa d’Agri) o ai bacini idrici del Pertusillo  autorizzati dalla Regione Basilicata.

Le associazioni locali  si sono opposte sin dal 2007  a questi progetti di trivellazione (a Policoro è  in previsione un altro pozzo in località Molino vecchio e un altro sopra Marinagri in territorio di Scanzano) non essendoci  alcun rispetto per la presenza di  persone, delle attività agricole, delle  falde acquifere e dell’economia agricola e turistica.

Non solo, ma in questi comuni non esiste alcuna rete di monitoraggio sugli inquinanti petroliferi con dati resi pubblici, esistono solo  nella concessione Policoro altri 4 pozzi di gas attivi  da cui si estraggono in media circa ogni anno  10.000. 0000 di mc e il territorio in cambio ne riceve un bel nulla se non inquinamento, nella speranza che non si verifichino in futuro eventuali subsidenze (abbassamento e sprofondamento del suolo così come accaduto nel Polesine  dopo l’estrazione di gas ).

Policoro è passata nella storia  delle estrazioni petrolifere perché nel 1991 un pozzo di gas scoppiò, bruciò per quindici giorni, e nessuno fu in grado di spegnerlo.

I sindaci si sono schierati  dalla parte dei cittadini e altrettanto hanno fatto le rappresentanze politiche. Ora però si è in attesa degli atti concreti  che porteranno gli argomenti sollevati dal comitato locale tramite il  sindaco di Policoro sui tavoli della prefettura  e della Regione per chiedere  la sospensione dei lavori  e  il ritiro dell’autorizzazione regionale  in considerazione del fatto  che  salta agli occhi che  un impianto ad alto rischio (qual è un pozzo di gas ) non può essere realizzato in mezzo alle case coloniche. Con tutto l’impatto ambientale che può avere sulle falde acquifere e sull’economia agricola , al di là delle autorizzazioni che la regione Basilicata con il  suo dipartimento ambiente  hanno  già concesso.
Negli stati uniti  il sindaco di New York ha proibito le trivellazioni di gas nella suo stato perché rischiavano di inquinare  le falde acquifere dedite all’uso umano e agricolo,  qui in Basilicata invece mentre gli agricoltori chiedono aiuti per  l’agricoltura   le istituzioni  permetteranno   l’inquinamento delle falde  acquifere per distruggere i prodotti agricoli?

Coordinamento di Rete Lucana.

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