
“Il 2010 sarà l’anno della ripresa e delle riforme istituzionali”, sono queste le parole del premier Berlusconi dopo l’aggressione subita in una manifestazione a Milano.
E Berlusconi parla anche di “partito dell’amore”, un partito in cui “l’amore vince su tutto, anche sull’odio contro l’avversario politico che finisce per rendere violente le menti più fragili”. Partito visto male dal solito Di Pietro che lo definisce “Partito della menzogna”.
Secondo il leader del PD Pier Luigi Bersani il 2010 dovrà essere un anno in cui ci dovrà essere “la disponibilità a misurarsi su riforme progettate nell’interesse del paese”. Bisogna stare attenti, come avverte il capo della segreteria di Bersani Filippo Penati, a non “intasare il Parlamento con proposte che interessano la solita persona”.
Per Maurizio Gasparri, bisogna stare attenti agli “accordi troppo al ribasso”, come ad esempio il presidenzialismo, visto da alcuni come un tabù, ma per il Pdl come un obiettivo. Nel 2010 si parlerà anche di giustizia e, sempre secondo Gasparri, tale riforma potrebbe essere approvata con i soli voti della maggioranza.