Archive del 5 gennaio 2010
Centro OLI Viggiano: CSAIL, patto di mobilitazione popolare
“Prima di archiviare con troppa fretta l’ennesimo episodio che si è registrato alla vigilia di San Silvestro al Centro Oli Agip di Viggiano con emissioni di gas e aria irrespirabile, soprattutto in occasione dell’avvio del nuovo anno, il Csail lancia la proposta di un Patto tra organizzazioni popolari e di cittadini, associazioni ambientaliste perché, se dovesse verificarsi nuovamente l’episodio, si promuova una mobilitazione popolare con il blocco dell’attività dell’impianto”. E’ quanto sostiene il presidente del Csail Filippo Massaro spiegando che “l’ iniziativa intende inoltre snidare atteggiamenti demagogici irresponsabili e vergognosi di amministratori locali che, dopo anni di complice silenzio, hanno aperto gli occhi sulla realtà dell’area industriale di Viggiano ed annunciato persino che si andranno ad incatenare ai cancelli del Centro Oli. Si tratta – continua il presidente del Csail che dispone in magazzino di catene sufficienti da donare il giorno della Befana al sindaco di Viggiano – di quegli stessi “inetti” amministratori che solo qualche ora prima del fatto hanno condiviso nel corso della riunione del Comitato di Coordinamento de P.O. Val d’Agri del 29 dicembre scorso i provvedimenti proposti dall’incapace Presidente De Filippo e considerate adeguate gli ulteriori impegni di monitoraggio ambientale.
Si continua dunque a sottovalutare – dice Massaro – che il Centro Oli Agip di Viggiano rappresenta un rischio per gli abitanti dell’area proprio come è avvenuto nella tragedia alla stazione di Viareggio con l’esplosione delle cisterne di gas. L’emissione di idrogeno solforato dall’impianto di Viggiano ha lo stesso effetto di grave pericolo registrato a Viareggio che purtroppo continua ad essere sottovalutato ad ogni livello. Succede infatti che ciò che è normale in Val d’Agri registra una situazione paradossale con i limiti di emissione di idrogeno solforato diecimila volte superiori a quelli degli Stati Uniti. Come non può essere considerato assolutamente normale sottovalutare e nascondere il valore altissimo delle «fragranze pericolose per l’uomo» (benzeni e alcoli) trovate nel miele prodotto dalle api della Val d’Agri, come sostiene una minuziosa ricerca dell’università della Basilicata pubblicata dall’International Journal of Food Science and Technology. Perciò negli occhi le terribili immagini della tragedia di Viareggio – aggiunge – si deve intensificare la mobilitazione popolare per ottenere tutte le garanzie per la sicurezza e la salute dei cittadini, fattori che puntualmente in occasione dei numerosi cosiddetti incidenti che si sono verificati negli ultimi anni, l’Eni tenta di “sminuire” col divieto di ogni forma di verifica e controlli all’impianto, di prima generazione, del Centro Oli Viggiano.
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L’acqua? E’ un bene di tutti e tale deve rimanere!
PATERNO – Il Consigliere comunale di minoranza del Comune di Paterno, Maico Fortunato, ha presentato un Ordine del giorno avente ad oggetto “Acqua e servizi idrici”.
La Proposta di Deliberazione parte dall’assunto che “l’acqua costituisce un bene comune dell’umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico, quindi indisponibile, che appartiene a tutti; il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico; la giustificazione con cui si apre l’art. 23 bis del d.l. 112 del 2008, convertito nella legge 133 del 2008, recentemente modificato dall’art. 15 del d.l. 135 del 2009, rappresenta un mero pretesto per far ricadere, strumentalmente, una scelta politica tutta nazionale su un presunto, e insussistente, obbligo europeo; il diritto europeo dei trattati, infatti, lascia liberi gli Stati di decidere se privatizzare o meno (anzi, la neutralità del diritto comunitario rispetto all’assetto proprietario delle imprese è un principio che esiste sin dall’originario trattato di Roma).”
Fortunato rileva che: “Il Governo, sotto il falso pretesto di uniformare la gestione dei servizi pubblici locali ai principi enunciati dalla Comunità Europea, espropria i cittadini, i Comuni e le Regioni di un diritto e di un bene comune com’è l’acqua, per consegnarlo nelle mani delle società private; il Comune di Paterno risulta essere catalogato come “Comune macrofornitore” per il fatto che dalle sorgenti, ricadenti nel suo territorio, partono per zone limitrofe e collocate sul comprensorio regionale ben circa 700 l./s; il territorio della Val d’Agri, costituendo ampio e generosissimo bacino idrico-imbrifero-fluviale, con l’adduzione delle acque del fiume Agri alla diga del Pertusillo, contribuisce a garantire la maggior parte delle risorse idriche che la Regione Basilicata provvede sistematicamente a conferire alla Regione Puglia, dietro compenso pattuito per svariati milioni di Euro annui”.
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I 3 personaggi più illustri in Basilicata per Valdagri.net
Ecco, secondo Valdagri.net, i 3 personaggi più influenti in Basilicata per il 2009. La scelta è stata dettata da alcuni parametri quali:
- Notorietà
- Ruolo
- Rilevanza
Al 3° posto:
Vito De Filippo, Presidente Regione Basilicata
Ha gestito la Basilicata in un anno difficile in cui la crisi economica ha ridotto i consumi e portato disoccupazione. Ha stanziato 130 milioni di Euro per l’agricoltura, e due milioni di Euro per il fondo per le calamità, “un investimento – secondo De Filippo – unico in Italia”. E il PD lo riconferma per le prossime regionali.
Al 2° posto:
Arisa, cantante
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Per aver portato il nome della Basilicata in cima alle Hit nazionali. Finalmente una cantante lucana in grado di far buona musica. Una cantante semplice ma ricca di cultura e saggezza, proprio come la terra che le ha dato i natali.
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Bucaletto: dopo 29 anni i terremotati possono tornare alle loro case
POTENZA. Tempi biblici, è proprio il caso di dirlo, per i terremotati potentini del 1980 che hanno atteso nei prefabbricati di legno, alla periferia del capoluogo (“cittadella” Bucaletto), con la pazienza di Giobbe, la loro casa. Dopo 29 anni il fiocco che inaugura 34 nuovi alloggi (case fatte di cemento) è stato tagliato qualche settimana fa dal sindaco Vito Santarsiero e dall’amministratore dell’Ater, Raffaele Vita. Da entrambi la volontà, come è stato detto all’inaugurazione dal primo cittadino, di voler portare a conclusione la realizzazione di case “vere” per tutti. Nel giro di qualche settimana saranno consegnate le chiavi per altri 38 alloggi in via Mar Egeo. In costruzione poi, a Bucaletto, altri 66 alloggi.
Espresso dunque l’intento, amministrazione comunale e Ater insieme, a voler risolvere una questione che in 29 anni e con sei consiliature, e con l’avvicendamento di quattro sindaci, è sembrata un romanzo dai toni kafkiani. Se da una parte le amministrazioni hanno sollecitato l’intervento del Governo, dall’altra come macigno sulle spalle di Sisifo, Bucaletto di anno in anno ricadeva ai piedi delle esigue casse dell’amministrazione locale.
“Lo Stato si è dimenticato di noi – afferma l’assessore ai lavori pubblici, Alessandro Singetta -. C’è bisogno di un intervento straordinario, la città di Potenza non ha risore economiche per far fronte a una spesa enorme”, se si pensa che per la rinascita della “cittadella” tutta la spesa ammonta a 100 milioni di euro. L’anno scorso da Roma la promessa di cinque milioni di euro, fa sapere l’assessore, ma ad oggi non è arrivato nessun centesimo.
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