Daily Archives: 10 gennaio 2010

Mariani: Il sindaco di Muro Lucano lancia l’Asm

Il Comune di Muro Lucano lancia l’ASM: una società per azioni a totale capitale pubblico per la gestione di servizi legati all’energia, al sociale, alla cultura, al turismo, all’ igiene urbana e ambientale sino alla manutenzione del territorio. Primi passi per l’Asm (Ambiente-Servizi e Mobilità) così come annunciato dal primo cittadino Gerardo Mariani nel corso del summit dei 10 sindaci dell’area del mese scorso.

“La società ha per oggetto la gestione di tutti i servizi – ha detto il sindaco Mariani- e le attività che la legge non riservi alla competenza sanitaria. Potranno essere soci enti e consorzi pubblici. Ne è socio fondatore il Comune di Muro Lucano. Si punta ad una società di servizi come vuole la finanziaria 2010. Si chiederà anche un’ Accordo di Programma Quadro alla Regione e allo Stato. Il capitale sociale è stabilito in 10 mila azioni da 1 euro. La durata è fissata sino al 31 dicembre 2050. Un’azione che favorirà la creazione di società di scopo e che, già all’indomani del primo avviso lanciato nel corso della conferenza dei sindaci del Marmo Platano-Melandro, ha fatto raccogliere i primi frutti”.

“Una proposta preliminare per l’installazione di sistemi di risparmio energetico è giunta in Municipio – ha proseguito Mariani- e dai primi dati in possesso il risparmio complessivo annuale è di 185 mila euro pari al 60 per cento circa della bolletta che il Comune oggi consuma”.

Centro Oli AGIP Viggiano: CSAIL, patto di mobilitazione popolare

petrolio “Prima di archiviare con troppa fretta l’ennesimo episodio che si è registrato alla vigilia di San Silvestro al Centro Oli Agip di Viggiano con emissioni di gas e aria irrespirabile, soprattutto in occasione dell’avvio del nuovo anno, il Csail lancia la proposta di un Patto tra organizzazioni popolari e di cittadini, associazioni ambientaliste perché, se dovesse verificarsi nuovamente l’episodio, si promuova una mobilitazione popolare con il blocco dell’attività dell’impianto”. E’ quanto sostiene il presidente del Csail Filippo Massaro spiegando che “l’ iniziativa intende inoltre snidare atteggiamenti demagogici irresponsabili e vergognosi di amministratori locali macchiati e incalliti d’ignomia (condizioni gravemente disonorevoli ) che, dopo anni di complice silenzio, hanno aperto gli occhi sulla realtà dell’area industriale di Viggiano ed annunciato persino che si andranno ad incatenare ai cancelli del Centro Oli.

Si tratta – continua il presidente del Csail – di quegli stessi “inetti” amministratori che solo qualche ora prima del fatto hanno condiviso nel corso della riunione del Comitato di Coordinamento de P.O. Val d’Agri del 29 dicembre scorso i fasulli provvedimenti proposti dal Presidente De Filippo e considerate adeguate gli ulteriori impegni di monitoraggio ambientale. Si continua a sottovalutare che il Centro Oli Agip di Viggiano rappresenta un rischio per gli abitanti dell’area proprio come è avvenuto nella tragedia alla stazione di Viareggio con l’esplosione delle cisterne di gas. L’emissione di benzene, idrogeno solfotato, anidride solforosa,ossidi di azoto,ozono, polveri ecc.., dall’impianto di Viggiano ha lo stesso effetto di pericolo "devastante" registrato a Viareggio che purtroppo continua ad essere sottovalutato ad ogni livello.

Succede infatti che ciò che è normale in Val d’Agri registra una situazione paradossale con i limiti di emissione di idrogeno solforato diecimila volte superiori a quelli degli Stati Uniti. Come non può essere considerato assolutamente normale sottovalutare e nascondere il valore altissimo delle «fragranze pericolose per l’uomo» (benzeni e alcoli) trovate nel miele prodotto dalle api della Val d’Agri, come sostiene una minuziosa ricerca dell’università della Basilicata pubblicata dall’International Journal of Food Science and Technology. Perciò negli occhi le terribili immagini della tragedia di Viareggio – aggiunge – si deve intensificare la mobilitazione popolare per ottenere tutte le garanzie per la sicurezza e la salute dei cittadini, fattori che puntualmente in occasione dei numerosi cosiddetti incidenti che si sono verificati negli ultimi anni, l’Eni tenta di “sminuire” col divieto di ogni forma di verifica e controlli  all’impianto,vetusto e  di prima generazione, del Centro Oli Viggiano.

Presentato ai medici di famiglia il progetto di sorveglianza sanitaria nelle aree del petrolio

DSC_0013 «Puntiamo a lasciare un’eredità tangibile a fine progetto». Con queste parole il prof. Gianfranco Damiani, dell’Istituto Igiene dell’Università Cattolica di Roma, tra i coordinatori del progetto di sorveglianza sanitaria delle popolazioni residenti nelle aree della Basilicata interessate dall’estrazione petrolifera, dà il senso della portata dell’attività che parte operativamente adesso.

Il progetto – predisposto e avviato dalla Regione Basilicata nel novembre 2009 insieme con la Federazione Italiana Medici di Famiglia, FIMMG – è stato presentato stamani (sabato 9 gennaio 2010) nella sala conferenze dell’Ospedale di Villa d’Agri ai medici di famiglia del distretto sanitario della Val d’Agri. All’incontro sono intervenuti il sindaco di Marsicovetere, Sergio Claudio Cantiani, che è anche medico di medicina generale, la dirigente del Dipartimento Salute della Regione Basilicata, Gabriella Cauzillo, Antonio Santangelo, segretario Regionale della FIMMG, il prof. Gianfranco Damiani e il coordinatore del progetto, Egidio Giordano, medico di medicina generale.

Il progetto, voluto dal governatore della Basilicata, Vito De Filippo, si propone di realizzare un sistema di sorveglianza sanitario rivolto alle popolazioni residenti nelle aree di estrazione petrolifere della Basilicata e di descrivere la frequenza di problemi di salute nella popolazione; identificare le principali vie di esposizione della popolazione a sostanze inquinanti; potenziare il contributo informativo dei medici di medicina generale al flusso informativo sanitario corrente.

Il progetto di ricerca, che durerà inizialmente cinque anni (da novembre 2009 a novembre 2014), prevede quattro fasi: epidemiologia descrittiva, epidemiologia ambientale, comunicazione, formazione e organizzazione dei medici. La partecipazione dei medici avverrà attraverso la compilazione di schede e questionari per ottenere dati aggregati sulla popolazione di assistiti e dati per singolo assistito. L’indagine punterà anche ad ottenere dati correnti e ad analizzare la frequenza e la distribuzione delle neoplasie e di altri problemi di salute. Verranno utilizzati software di analisi e rappresentazione dei dati (cartogrammi) e, alla fine dei cinque anni, verrà realizzato e messo a regime, con il contributo dei medici, un flusso informativo elettronico utile sia ai fini della sorveglianza sanitaria della popolazione che come base dati per la conduzione di studi epidemiologici sulla relazione tra esposizione ambientali e salute.