Daily Archives: 16 gennaio 2010

Mariani (Muro L.) – Su “Monumento ai caduti” consultazione popolare e convocazione gruppi politici

E’ la prima consultazione popolare su un tema di interesse pubblico nel Comume di Muro Lucano.

La “Pro Loco Murese”, unitamente ad altre Associazioni in loco, ha consegnato questa mattina al sindaco Gerardo Mariani l’esito della consultazione popolare circa la location da scegliere al “Monumento ai Caduti”, attualmente ubicato in Piazza Don Minzoni.
Su 192 schede scrutinate il 78,2 per cento (cioè 115 schede) hanno espresso la volontà che il “Monumento ai Caduti” debba essere collocato all’interno del Parco della Rimembranza. Si sono espressi in modo contrario 68 persone. Bianche invece solo 8 schede.

Il primo cittadino Gerardo Mariani prende atto dell’esito che esprime la volontà dei cittadini e dell’azione propositiva della Pro Loco e di tutte le associazioni in loco. “Ben presto convocherò tutti i gruppi politici di Muro Lucano – ha detto Mariani – per affrontare la questione in modo costruttivo e nell’interesse della collettività ”.

Messo a punto il progetto per il PIOT val d’agri-lagonegrese

È stata una riunione risolutiva quella che si è tenuta a Masseria Crisci, in comune di Montemurro, lunedì 11 gennaio scorso, durante la quale gli amministratori del Lagonegrese e della Val d’Agri, hanno discusso del progetto Piot e dei possibili sviluppi positivi a cui, su questa tematica, può portare la collaborazione fra i comuni ricadenti nell’area protetta. Ad introdurre l’argomento sono state le relazioni del Commissario del Parco dell’Appennino Lucano Domenico Totaro, e del Sindaco di Lagonegro Domenico Mitidieri.

La collaborazione fra i comuni del Parco è risultata attrattiva anche per comuni ricadenti nelle aree immediatamente ad esso contigue, dal momento che al progetto hanno aderito anche altre amministrazioni. All’incontro erano presenti, infatti, gli amministratori dei comuni di Montemurro, Lagonegro, Marsico Vetere, Lauria, Castelsaraceno, Moliterno, Grumento Nova, S. Chirico Raparo, Spinoso, Tramutola, Nemoli, Armento, Sarconi, Viggiano, S. Martino d’Agri e Marsico Nuovo, insieme ai Commissari delle Comunità Montane Alto Agri e Camastra-Alto Sauro. A questi vanno aggiunti anche gli amministratori di Roccanova, S. Arcangelo, Castronuovo S. Andrea e Missanello, i cui comuni ricadono al di fuori dell’area protetta. Si tratta, come si vede, di una rappresentanza significativa di un’area piuttosto vasta, che comprende territori diversi e contigui, uniti dal comune interesse della valorizzazione delle proprie ricchezze ambientali e culturali.

A Potenza inquinamento a livelli record

Immagine mappa

C’è un caso nel caso. Nella Basilicata dove abbonda l’elettrosmog esiste una punta dell’iceberg. Ed è rappresentata dalla città di Potenza. Nessuno è in grado di dire quante antenne, quanti ripetitori, quanti tralicci ci siano effettivamente nel capoluogo, anche perché non esiste un catasto degli impianti come, invece, era previsto dalla legge regionale. Con l’aiuto della Ola (organizzazione lucana ambientalista) proviamo a tracciare un quadro riepilogativo.

ELETTRODOTTI - La presenza di una sottostazione di trasformazione dell’Enel in via del Gallitello continua ad essere nell’oc – chio del ciclone. La vicinanza di case, negozi e uffici rende la situazione incandescente: migliaia di persone che convivono a contatto con le radiazioni elettromagnetiche. Qualche anno fa il Comune aveva assicurato lo spostamento degli impanti, individuando anche una possibile destinazione (contrada Paradiso). Ma non se n’è fatto nulla. Nel frattempo sono state rilasciate nuove licenze edilizie che hanno consentito di costruire a ridosso dei cavi dell’alta tensione.

RIPETITORI - Una selva di antenne giganteggia a Tempa Rossa, diventata per gli ambientalisti la «collina dei veleni». La città è praticamente circondata da stazioni radio base che servono a propagare il segnale delle Tv e delle radio, in qualche caso la potenza dei trasmettitori è eccessiva. Non a caso alcune centraline hanno determinato u n’impennata dei valori dell’elettromagnetismo in contrada Botte e Pian Cardillo–Tem – pa Rossa. Valori che avrebbero dovuto consigliare una «frenata » alla nascita di altre strutture nella stessa zona. Macché. Proprio a Tempa Rossa si lavora per l’installazione di un ripetitore a servizio dell’esercito. Che lascia «fisicamente» Potenza e la Basilicata (la caserma sta per chiudere), lasciando però in eredità onde elettromagnetiche.

Petrolio e PIEAR: CSAIL, vigiliamo sui programmi

“La creazione del più volte promesso Distretto Energetico in Val d’Agri con una spesa di 30 milioni di euro a cui aggiungere il 20% delle royalties e la proposta all’esame della X Commissione Industria del Senato per un aumento delle royalties a favore della Regione e dei Comuni sono indubbiamente due buone notizie per cominciare bene il nuovo anno, ma prima di “cantare vittoria” per l’accoglimento di proposte che appartengono da sempre al popolo del petrolio, il Csail preferisce vigilare sulla loro fase di attuazione”. E’ il commento di Filippo Massaro, presidente del Csail.

“L’approvazione del Piear, in particolare – dice Massaro – contiene elementi fortemente contradditori e privi di una strategia fondata sull’aspetto che a noi sta più a cuore: come tradurre in benefici reali per le popolazioni dei comprensori petroliferi della Val d’Agri e del Sauro le grandi opportunità delle risorse energetiche (e non solo petrolio e gas). Per questa ragione, “scottati” dalle esperienze negative di tanti inutili, inefficienti e spreconi “carrozzoni politici mangiasoldi ” realizzati dal Governo Regionale intorno al petrolio, attendiamo di conoscere in dettaglio i programmi del Distretto Energetico per valutare quanti posti di lavoro intende realmente favorire, quali tipologie di imprese, quali progetti di innovazione. Siamo particolarmente “diffidenti” rispetto all’istituzione del cosiddetto Parco dell’Energia perché abbiamo già toccato con mano le grandi delusioni del Parco Val d’Agri-Appennino Lucano per pensare ad un altro Parco sia pure con funzioni diverse. La Basilicata già terra di Parchi e riserve naturali – afferma Massaro – non può continuare ad essere concepita come una grande riserva indiana.

Quanto invece al ddl per l’aumento delle royalties siamo favorevoli ovviamente ma vorremmo che si introducessero reali ed efficienti meccanismi di controllo della spesa perché oltre alla quantità si badi con attenzione – conclude Filippo Massaro presidente del Csail – alla qualità degli interventi”.

CSAIL – Filippo Massaro