C’è un caso nel caso. Nella Basilicata dove abbonda l’elettrosmog esiste una punta dell’iceberg. Ed è rappresentata dalla città di Potenza. Nessuno è in grado di dire quante antenne, quanti ripetitori, quanti tralicci ci siano effettivamente nel capoluogo, anche perché non esiste un catasto degli impianti come, invece, era previsto dalla legge regionale. Con l’aiuto della Ola (organizzazione lucana ambientalista) proviamo a tracciare un quadro riepilogativo.
ELETTRODOTTI - La presenza di una sottostazione di trasformazione dell’Enel in via del Gallitello continua ad essere nell’oc – chio del ciclone. La vicinanza di case, negozi e uffici rende la situazione incandescente: migliaia di persone che convivono a contatto con le radiazioni elettromagnetiche. Qualche anno fa il Comune aveva assicurato lo spostamento degli impanti, individuando anche una possibile destinazione (contrada Paradiso). Ma non se n’è fatto nulla. Nel frattempo sono state rilasciate nuove licenze edilizie che hanno consentito di costruire a ridosso dei cavi dell’alta tensione.
RIPETITORI - Una selva di antenne giganteggia a Tempa Rossa, diventata per gli ambientalisti la «collina dei veleni». La città è praticamente circondata da stazioni radio base che servono a propagare il segnale delle Tv e delle radio, in qualche caso la potenza dei trasmettitori è eccessiva. Non a caso alcune centraline hanno determinato u n’impennata dei valori dell’elettromagnetismo in contrada Botte e Pian Cardillo–Tem – pa Rossa. Valori che avrebbero dovuto consigliare una «frenata » alla nascita di altre strutture nella stessa zona. Macché. Proprio a Tempa Rossa si lavora per l’installazione di un ripetitore a servizio dell’esercito. Che lascia «fisicamente» Potenza e la Basilicata (la caserma sta per chiudere), lasciando però in eredità onde elettromagnetiche.
TELEFONIA MOBILE - Per la particolare conformazione geografica e orografica, per diffondere il segnale telefonico delle varie compagnie, Potenza ha bisogno di tanti ripetitori. In poche centinaia di metri quadri si addensa un numero impressionante di impianti telefonici che sottopongono alle radiazioni le scuole, gli asili, l’ospedale e tanti altri luoghi «sensibili». Alle reti delle compagnie telefoniche si è aggiunta la rete Gsm delle ferrovie: nelle stazioni e lungo la tratta ferrata sono comparsi dei ripetitori di cui non c’è traccia dell’iter autorizzativo del Comune di Potenza.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno