Corleto: 3 milioni di euro buttati nella fogna

I lavori di completamento e miglioramento della rete fognaria urbana nel comune di Corleto Perticara si stanno risolvendo in un ennesimo caso di sperpero  di denaro pubblico; nello specifico  si tratta di 3 milioni di euro.

E’ la denuncia contenuta in una nota del Csail a firma del presidente Filippo Massaro che ricostruisce la vicenda.

L’ex sindaco di Corleto ed attuale assessore provinciale Rosaria Vicino, il geom. Eutizio D’Onofrio tecnico  ed ex responsabile  del servizio lavori pubblici  del Comune di Corleto, l’attuale responsabile del servizio  tecnico comunale di Corleto oltre a funzionari e tecnici dell’Acquedotto Lucano s.p.a. – dice Massaro – hanno dimostrato una grave sottovalutazione degli aspetti progettuali dei lavori. I primi due per aver affidato l’incarico (come risulta da Delibera di Giunta Municipale n. 312 del 20.10.1999) del progetto all’ing. Grazia D’Onofrio creando un caso di vera e propria incompatibilità e illegalità perché figlia dell’allora responsabile del servizio Lavori Pubblici dello stesso Comune, progetto che comunque l’Acquedotto Lucano spa non ha preso in considerazione ritenendolo inadeguato.
Ma anche l’Acquedotto Lucano spa  ha grosse e specifiche responsabilità nella vicenda in quanto ha rielaborato il progetto esecutivo con palese "superficialità" perché non sono state computate alcune voci riguardanti  gli scavi e il trasporto a rifiuto delle materie, e ancora più grave per colmare gli scavi con l’impiego di materiale sabbioso e arido.
Secondo il capitolato d’appalto dell’opera aggiudicato alla ditta Edil Tecno Fer srl di Casal di Principe (Ce), i lavori dovevano essere ultimati entro il 14 febbraio scorso ma le strade di Corleto testimoniano in questi giorni che settimanalmente si sta correndo ai ripari per le buche create a l’abbassamento del piano stradale senza risultato per l’efficienza della rete fognaria.

I lavori della rete fognaria, attualmente  eseguiti per circa due km, infatti, evidentemente senza controllo adeguato da parte del direttore dei lavori dell’acquedotto lucano spa  e tantomeno dal responsabile del servizio del comune, risultano "catastrofici":la profondità degli scavi in più punti  non ha rispettato la pendenza dovuta e la quota della rete fognaria per consentire gli attacchi  alla fognatura dei  rispettivi fabbricati , che sarà quindi impossibile perché la quota della nuova rete fognaria si trova superiore  e pertanto sono  impossibili gli attacchi di collegamento .
Inoltre, poiché buona parte degli  scavi sono stati eseguiti durante le piogge, la direzione lavori dell’acquedotto lucano  spa  e il responsabile  dell’ufficio tecnico comunale “vergognosamente” sono stati "latitanti" perché non hanno  ordinato e indicato all’impresa esecutrice dei lavori  di trasportare in discarica  – ( a rifiuto) – il terreno bagnato e argilloso di risulta degli scavi, mentre lo stesso terreno , dopo l’approvvigionamento della  tubazione, è stato interrato per colmare gli scavi, ignorando la buona norma di costruzione circa l’utilizzo di sabbia e materiale arido da mettere in opera  con particolari e scrupolosi accorgimenti di impiego .
Risultato evidente agli occhi di tutti: il traffico automobilistico lungo tutto  il corso principale e su tutte le strade comunali che sono state interessate  per la costruzione della nuova rete fognaria nel comune di Corleto sono diventate pericolose e impossibili; il comune  e’ costantemente impegnato a colmare con calcestruzzo , materiale vario  e asfalto tutti i canali , scavi e buche che si formano lungo tutte le strade  e  zone  attraversate.

Le foto sono più che eloquenti a testimonianza di questo caso di spreco di denaro pubblico ed inadeguatezza sia amministrativa che tecnica.

CSAIL – Filippo Massaro

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