Lettera aperta al Senatore Colombo
Ill.mo Senatore Colombo,
sono Antonio Candela, Segretario Nazionale della Federazione Sui-generiS. Forse il mio nome non Le dice niente, né tantomeno il Movimento che orgogliosamente rappresento. Le scrivo in seguito a quanto Lei ha espresso nella giornata di insediamento del Comitato promotore per i festeggiamenti dei 40 anni dalla nascita dell’Ente regionale della Basilicata.
Ho letto del suo appello alla politica, dell’invito a ritrovarne gli ideali e a farsi strumento della collettività, per assurgere al ruolo più alto che le compete: costruire il futuro guardando attraverso l’entusiasmo dei giovani. Eppure se mi guardo attorno, proprio in questo periodo di elezioni regionali, leggo l’enorme distacco, il solco profondo che esiste tra la Sua generazione, quella della Costituente, e le generazioni che ad essa si sono susseguite e che hanno amministrato questa Regione e che si accingono ad amministrarla di nuovo.
Noi giovani di questo Territorio, figli del Sud, Uomini nati dal sacrificio fatto da chi ci ha preceduto per offrirci un futuro migliore, siamo destinati a partire di nuovo. Ad andare via a causa di un modo di fare politica e di gestire la cosa pubblica che non accettiamo perché ha reso i nostri Territori non più raffrontabili alle azioni intraprese da Lei e da chi come Lei ha dato tutto per costruire l’unica arma che ci permetta di emergere: essere migliori.
Questa mia lettera vuole essere uno sfogo e una richiesta di incontrarla, per poter parlare con Lei, Lei che ormai sessant’anni fa, ha partecipato attivamente alla redazione della Carta Costituzionale, unico vero baluardo a cui Noi giovani possiamo affidarci oggi. Ci rivolgiamo a Lei che rappresenta una generazione alla quale guardiamo con orgoglio come punto di riferimento, per capire il senso di quello che facciamo, degli sforzi che mettiamo quotidianamente in atto. Noi stiamo cercando di costruire una lista per concorrere alle elezioni Regionali, una lista nata da un movimento giovanile libero ed indipendente, fatto di persone che hanno studiato e che hanno scelto di lottare per restare in Basilicata. Ma, in questi giorni, ci chiediamo se quello che facciamo, se quello che sentiamo è giusto oppure se dobbiamo rassegnarci a ripercorrere le strade fatte dai nostri genitori per assicurare un futuro migliore ai nostri figli. Vogliamo confrontarci per capire. Capire il senso di ciò che succede; capire se davvero il ruolo dei giovani è centrale per lo sviluppo di questo Territorio; capire se la coesione sociale, la meritocrazia, la democrazia e la Politica rappresentano ancora i grandi ideali che incarnavano nel Novecento.
Non so se riusciremo a compiere l’excursus burocratico per essere presenti a questa tornata elettorale. Ma Le assicuro che siamo decisi a palesare il nostro disagio, a conquistare quel diritto che altri in questi anni hanno solo chiesto: una possibilità.
Nel manifestarLe l’affetto e la stima che nutro per Lei,
La saluto cordialmente.
Antonio Candela
SEGRETARIO NAZIONALE FEDERAZIONE SUI-GENERIS


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