Monthly Archives: febbraio 2010

Corleto: 3 milioni di euro buttati nella fogna

I lavori di completamento e miglioramento della rete fognaria urbana nel comune di Corleto Perticara si stanno risolvendo in un ennesimo caso di sperpero  di denaro pubblico; nello specifico  si tratta di 3 milioni di euro.

E’ la denuncia contenuta in una nota del Csail a firma del presidente Filippo Massaro che ricostruisce la vicenda.

L’ex sindaco di Corleto ed attuale assessore provinciale Rosaria Vicino, il geom. Eutizio D’Onofrio tecnico  ed ex responsabile  del servizio lavori pubblici  del Comune di Corleto, l’attuale responsabile del servizio  tecnico comunale di Corleto oltre a funzionari e tecnici dell’Acquedotto Lucano s.p.a. – dice Massaro – hanno dimostrato una grave sottovalutazione degli aspetti progettuali dei lavori. I primi due per aver affidato l’incarico (come risulta da Delibera di Giunta Municipale n. 312 del 20.10.1999) del progetto all’ing. Grazia D’Onofrio creando un caso di vera e propria incompatibilità e illegalità perché figlia dell’allora responsabile del servizio Lavori Pubblici dello stesso Comune, progetto che comunque l’Acquedotto Lucano spa non ha preso in considerazione ritenendolo inadeguato.
Ma anche l’Acquedotto Lucano spa  ha grosse e specifiche responsabilità nella vicenda in quanto ha rielaborato il progetto esecutivo con palese "superficialità" perché non sono state computate alcune voci riguardanti  gli scavi e il trasporto a rifiuto delle materie, e ancora più grave per colmare gli scavi con l’impiego di materiale sabbioso e arido.
Secondo il capitolato d’appalto dell’opera aggiudicato alla ditta Edil Tecno Fer srl di Casal di Principe (Ce), i lavori dovevano essere ultimati entro il 14 febbraio scorso ma le strade di Corleto testimoniano in questi giorni che settimanalmente si sta correndo ai ripari per le buche create a l’abbassamento del piano stradale senza risultato per l’efficienza della rete fognaria.

A Muro Lucano nasce il Cad

Per un’azione di riequilibrio sociale al servizio delle imprese il Cad (Centro di Ascolto del disagio) dalla Lombardia approda a Muro Lucano. Con un’azione di marketing sociale parte la nuova sfida dell’amministrazione Mariani. Nasce il Cad a Muro Lucano che fungerà da trait d’union tra la vicina Campania e l’intero territorio lucano. Il sindaco Gerardo Mariani questa mattina ha incontrato il Presidente nazionale del Cad, Gerardo Rosa Salsano, l’esperto in energia alternativa, Luciano Catraldi e il responsabile Attività Produttive della Lombardia, Gianni Ferorelli per dare innovativi input alla nuova sfida del Cad.

Per Mariani “la mission è quella di informare, promuovere, assistere, tutelare, rappresentare e difendere sul territorio nazionale e locale gli interessi individuali e collettivi dei cittadini. Il Cad dedicherà anche particolare attenzione agli imprenditori in grave crisi di gestione e si occuperà della tutela degli aspetti preventivi dei diritti di natura sociale, quali il diritto alla sicurezza, chiarezza, trasparenza e qualità dei servizi anche tra i consumatori ed utenti. Un Know how dunque al servizio della gente per trasformare i tanti disagi in nuove opportunità e in potenzialità per l’intera regione ”.

Ambiente: no alla centrale in pieno parco

La Federazione Sui-generiS, Movimento Politico Contro l’Indifferenza, con il presente comunicato esprime la propria solidarietà nei confronti delle popolazioni calabresi e lucane della Valle del Mercure.
Popolazioni che, alla fine della scorsa estate, sono scese in massa in strada a manifestare insieme a Sindaci, Associazioni e Sindacati affinché si scongiurasse il rischio di veder ripartire, dopo 13 anni, una Centrale che funzionava a lignite e che ora è stata convertita a biomasse. Una centrale situata nel bel mezzo del Parco Nazionale del Pollino, a poche centinaia di metri da diversi centri abitati e dal Fiume Lao, meta, ogni anno, di circa ventimila turisti attratti dalle bellezze naturalistiche, dal Rafting e dalla possibilità di intravedere la famigerata Lontra. Da non sottovalutare i disagi in termine di traffico che i centodieci mezzi pesanti (calcolati dall’Enel) impiegherebbero per portare i tronchi di albero presso la suddetta Centrale.

Le mobilitazioni e lotte di queste popolazioni durano da oltre sette anni ed hanno ottenuto finora un successo importante: l’ impedimento dell’apertura della centrale. Impedimento ottenuto anche per via di alcune irregolarità e inadempienze da parte dell’ ENEL, sulla quale è intervenuta più volte la magistratura.
Quando tutto sembrava oramai scongiurato, grazie alla tenacia della popolazione e di diverse associazioni ed istituzioni, è paventata nelle ultime ore la possibilità di una riapertura.

E’ sorto il Comitato civico “Sor’Aqua”

acqua PATERNO – E’ sorto il Comitato civico “Sor’Aqua”. Un Comitato di cittadini paternesi nato spontaneamente, per fronteggiare la stringente ed incalzante questione relativa allo sfruttamento ed alla gestione della risorsa idropotabile.

“Un patrimonio di idee, di protesta e di proposta – fanno sapere i Promotori – che intende profondere il proprio sforzo e la propria opera per il bene comunitario, nella convinzione che si debba porre rimedio al continuo, sistematico ed iniquo saccheggio subito dalle famiglie paternesi.” Una pulsione movimentista alberga nel neonato Comitato che, ispirato da incrollabile passione civile, ha definito le proprie linee guida ed individuato un proprio Direttivo. Il Comitato spontaneo, certo di rappresentare un meritorio momento di partecipazione e di crescita comunitaria, rivendica la propria natura “autonoma, indipendente, apolitica, distante da ogni logica partitica” e ribadisce, con fermezza e tenacia, di “non essere disposto a prestarsi ad esercizi di pura speculazione, a prestare il fianco a saccheggi, strumentalizzazioni ed atti di sciacallaggio di chi intende assumersi la paternità della nascita, delle intenzioni, delle proposte, delle battaglie, delle energie messe in campo dalle tante cittadine e dai tanti cittadini che, spontaneamente, hanno deciso di unirsi e di riconoscersi nel Comitato”.

Il WWF Basilicata chiede al Sindaco di Barile di intervenire sul progetto di ampliamento del cementificio

WWF.gif Il WWF Basilicata esprime la propria forte preoccupazione per gli sviluppi di una vicenda che sta interessando il comprensorio del Vulture ed in particolare il comune di Barile dove un impianto industriale cementiero della Costantinopoli srl, attivo già da diversi anni, intende ampliare la propria produzione ed utilizzare il CDR (combustibile derivato da rifiuti) come combustibile. La scelta di aggiungere il CDR alla miscela di altri combustibili fossili già utilizzati scaturisce da una convenienza prettamente economica dell’azienda grazie alle premialità derivanti da una distorta e da sempre contestata normativa nazionale che equipara questo materiale ai combustibili di origine organica e naturale. In realtà impiegare questo combustibile significa bruciare i diversi composti organici contenuti nei rifiuti in un forno per cemento che svolge la funzione di inceneritore determinando tutta una serie di ulteriori rischi di inquinamento e contaminazione ambientale a causa della generazione di gas tossici, diossine e di benzofurani cancerogeni e mutageni, particolato e nanopolveri notoriamente cancerogene oltre a metalli pesanti volatili tossici, SO2, NOx e Mercurio.

L’ampliamento dell’impianto in questione, inoltre, aumenterebbe in modo esponenziale tali rischi per tutta l’area interessata ed in particolare per il centro abitato di Barile che dista appena 600 metri dalla sua ciminiera. Bisogna inoltre evidenziare che il sito dove è ubicato il cementificio si colloca a ridosso delle pendici del Monte Vulture, un’area di straordinario interesse naturalistico e paesaggistico tutelata da una ZPS (Zona a Protezione Speciale) i cui confini distano appena 1500 metri dall’impianto. Considerando inoltre che il territorio barilese è caratterizzato dalla produzione dell’aglianico DOC e che buona parte della propria economia si basa proprio sulla produzione di vini e olio pregiati, riteniamo come WWF che un intervento di ampliamento dell’impianto e un utilizzo di CDR risultino ampiamente incompatibili con la reale vocazione economico-produttiva e le peculiarità ambientali e paesaggistiche dell’area.

Valli del Teatro: oggi “nel blu dipinto di blu” a Stigliano

A “Le Valli del teatro” un vero e proprio tributo a Domenico Modugno. Diego Sanchez rende omaggio a Modugno con la pièce teatrale “Nel blu dipinto di blu” questa sera (mercoledì 24 febbraio) alle ore 20,30 al Teatro del Centro Sociale di Stigliano per la regia di Claudio Insegno con Matilde Brandi e Roberta Giarrusso. Giovedì sera lo spettacolo sarà di scena al Teatro Pino di Moliterno mentre venerdì al Cinema Eden di Villa d’Agri. Sabato invece al teatro Anzani di Satriano di Lucania e domenica al teatro Mariele Ventre di Sasso di Castalda.

Il teatro, il regista, la produttrice, gli attori e i ballerini: c’è proprio tutto, manca solo il copione. Da una situazione paradossale prende il via la commedia musicale “Nel blu dipinto di blu”. In attesa che Fulvio, l’autore, li raggiunga c’è tempo però per i saluti. C’è chi si incontra dopo tanto tempo. Chi si odia e fa finta di amarsi e chi, come Diego – attore e autore in erba – e Alessandra si rincontra dopo una lunga storia d’amore finita male. Tutti aspettano Fulvio. Intanto ognuno ricorda il grande cantautore italiano. Un esercizio di metateatro in cui l’evento artistico si svela agli spettatori quando tutto sembra perduto. Fulvio si presenta a mani vuote, confessando di avere una crisi creativa. Sarà Diego invece a salvare la situazione, cogliendo l’occasione per dimostrare la sua bravura. E tra canzoni, aneddoti e ricordi lo spettacolo “Nel blu dipinto di blu” andrà in scena anche in Basilicata. Le coreografie sono di Luana Guerra, le scenografie di D’Isanto&Punzo e le musiche di Giancarlo Vorzitelli.