La prossima scadenza elettorale per l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale di Moliterno, mi spinge, dopo un ragionevole periodo di "silenzio" a dire la mia.
Una consultazione elettorale amministrativa è certamente cosa seria e alla quale bisogna prestare la massima attenzione, soprattutto oggi che il nostro paese sta vivendo una situazione drammatica. Moliterno, necessita ora più che mai di un rinnovato clima di pace sociale e di scelte chiare e determinate. A volte, pare che tutto si stia consumando nel silenzio, nell’apatia, nel disinteresse generale della maggior parte dei Moliternesi, ma non è proprio così.
Il nostro paese, oggi, si trova di fronte ad un bivio epocale: continuare con l’attuale andazzo o dare nuova linfa alla gestione della nostra comunità.
E’ proprio questo il dubbio che assale oggi "gli addetti ai lavori" e tanti concittadini, prevalendo, purtroppo la voglia di una continuazione passiva della gestione della cosa pubblica.
Ho voluto attendere settimane prima di esprimere le mie personali considerazioni su questa vicenda. Ho atteso per il rispetto personale che devo ai tanti amici con i quali in questi mesi abbiamo condiviso alcune scelte, lo devo al mio paese al quale mi sento profondamente e morbosamente legato, lo devo ai tanti Moliternesi, siano essi uomini o donne, giovani, adulti, anziani, che attendono con trepidazione che qualcuno si faccia vivo.
Tutti aspettano con un interesse inconsueto l’uscita delle tanto attese liste elettorali.
Impazza il toto sindaco, il toto assessori, insomma il toto tutto.
Si parla e ahimé si sparla. Bene farebbe chi indossa un abito talare a non prender parte in modo diretto al dibattito, se si dedicasse con la stessa alacrità alla cura delle anime, forse porterebbe ad un miglioramento della nostra comunità.
Bene farebbero i Moliternesi di qualunque ideologia politica e di qualsiasi estrazione sociale a farsi avanti e a condividere un progetto nuovo e alternativo per cambiare il nostro futuro. Il futuro dovremo costruirlo insieme. I partiti, ahimé, hanno fallito.
Qualche giorno fa ascoltavo un pezzo musicale di una noto cantautore italiano e certe parole mi hanno spinto oggi a prendere carta e penna ed esprimere le mie personali valutazioni. Il brano “Il coraggio delle idee” di Renato Zero recita così “ Anche se da certi uomini sorprese io non mi aspetterò -~ma qualcuno dovrà crederci e sfidare la realtà- scegliere come vivere imparare come si fa…”
Il coraggio delle idee, il gusto della sfida, la voglia di autentico rinnovamento devono spingerci a riconsiderare le personali posizioni e in alcuni casi a mettere da parte il proprio orgoglio. C’è bisogno di un impegno senza pari, c’è bisogno di “sfidare” la realtà. C’è necessità di accantonare un modo di pensare obsoleto e non alternativo.
Costruire un gruppo capace di vincere le elezioni non è un compito arduo o un’impresa impossibile, ma creare una squadra capace di assicurare buon governo e stabilità al nostro paese è cosa ben diversa. Una leadership o c’è o non c’è, non esistono mezze misure.Non s’improvvisa, ne tantomeno s’inventa, tirandola fuori dal cilindro come un coniglio per un illusionista.
Il vero leader lo indica e lo riconosce il popolo, tra chi vive in mezzo al popolo e non tra chi si presenta un mese prima delle elezioni, nuovo o vecchio che sia, giovane o anziano, ma pur sempre estraneo. Il leader dev’essere parte del Popolo.
Moliterno oggi più che mai, ha dinanzi a sé una responsabilità importante, affidarsi nelle mani giuste. In gioco c’è il futuro di tutti.
I programmi elettorali che saranno presentati non dovranno essere il libro dei sogni, ma un’indicazione chiara e concreta di piccoli progetti realizzabili, concreti e credibili. E in tutto questo saranno determinanti gli uomini e le donne che decideranno liberamente e per amor di paese di metterci la faccia.
Servono volti nuovi, ma capaci, pronti a mettere da parte i propri interessi personali e consapevoli che la politica deve costruire il bene di tutti e non gli interessi di pochi.
La gente è curiosa. Ma non è la solita curiosità sciocca e senza senso. E’ una curiosità positiva. Si è in cerca di stabilità, di forza, di determinazione. Moliterno è stanca di assistere ai teatrini. Moliterno vuol sentirsi libera di pensare con la propria testa. Moliterno vuol fare emergere quel protagonismo che ha sempre avuto. Moliterno si è stancata di farsi tarpare le ali da chi ha utilizzato la propria poltrona per sé, per i parenti e kompagni di partito.
I Moliternesi hanno assistito in questi anni al nulla più assoluto e poi ad un profluvio di opere pubbliche, intitolazioni di strade, stese bituminose con soldi propri su proprietà altrui, mostre di Canestrato senza l’ombra del rinomato prodotto, realizzazione di scalinate dall’architettura fantasiosa, a premiazioni di Illustri servitori del popolo e Istituzioni già addette al controllo di Officine Meccaniche.
Abbiamo avuto il più grande Sindaco dei cento giorni nella storia Italiana, peccato che abbia cominciato dagli ultimi cento giorni. Sindaco non te la prendere ma avremmo voluto che fossi stata così operosa sin dal primo giorno. Moliterno è accasciato su se stesso come un malato, ma ancora oggi, nonostante la dura malattia si ode un gemito di vita.
Io sono fiducioso e carico di speranze. Io quel gemito di vita lo sento e non posso esimermi dal fare qualcosa. Moliterno ha dalla sua parte tutte le qualità per rinascere a nuova vita per ritornare ad essere un player affidabile e competitivo sul territorio. Ha risorse in quantità e qualità, ha intelligenze da mettere in campo per costruire anni migliori, ha tutte le carte in regola per ricominciare a crescere.
Riacquistare la centralità e l’importanza perduta negli ultimi anni dovrà essere il leitmotiv dell’agire degli amministratori di domani. In mancanza di ciò, le ombre della parola fine ci travolgeranno inesorabilmente.
Angelo Zambrino