Vicinanza, lontananza e…altre amenità

Pochi giorni fa, per primo e senza aspettare l’ultimo minuto, Magdi Cristiano Allam ha presentato la lista dei candidati alla Regione spiazzando, di fatto, tutti coloro che erano abituati alle alchimie delle contrattazioni estenuanti tra le segreterie dei partiti e tra i procuratori dei cosiddetti candidati “con il pacchetto di voti”.

Una lista semplice e pulita che vede lo stesso europarlamentare, giustamente candidato anche nelle due circoscrizioni provinciali, proprio a conferma della sua scelta convinta e non momentanea di impegnarsi in Basilicata.

Purtuttavia, non sono mancate le prese di posizione e le dichiarazioni, a volte insensate e scomposte che, se da un lato, testimoniano il provincialismo più retrivo che caratterizza tanti esponenti della politica lucana, dall’altro, lasciano trasparire il grande nervosismo che regna tra quanti sentono vacillare il castelletto su cui, in tanti anni di malgoverno, hanno costruito le proprie fortune politiche.

Dopo l’annuncio della candidatura di Magdi Cristiano Allam alla Presidenza della Regione Basilicata con la lista “Io Amo la Lucania”, si sono sprecate, in particolare, le prese di posizione sulla condizione di “straniero” dell’ex vicedirettore del Corriere della Sera e, quindi, di “lontananza” dell’europarlamentare dalla realtà della Basilicata.

Al contempo, quasi tutti, esponenti sia di destra che di sinistra, da Digilio a Latronico, da De Filippo a Restaino, Pagliuca, Sarubbi, Soave, etc., a conferma del sostanziale consociativismo che regna in Basilicata, hanno voluto rimarcare il carattere di “vicinanza” che, invece, contraddistingue i politici e i governanti indigeni.

Peccato che finora, nessuno, fa presente Nicola Manfredelli, candidato di Io Amo la Lucania che fin dal primo momento ha aderito all’iniziativa di Allam, sia riuscito ad offrire una spiegazione esauriente di quale significato assume in politica il concetto di vicinanza e di lontananza, che non può essere certamente quello della carta geografica o di identità, quanto, piuttosto, quello del riferimento ai fattori che si raccordano con i valori della libertà, della democrazia e della difesa dell’interesse collettivo.

Purtroppo, si tratta di questioni per lo più sconosciute ed assenti nello scenario lucano, dove a partire dagli anni ’90, si è assistito ad una politica di assoluta “lontananza” dai bisogni della gente, capace di essere “prepotente ed arrogante” a livello locale, nonchè “balbettante e subalterna” a livello nazionale e nei confronti degli interessi espressi dal potere economico-finanziario, ad incominciare da quelli rappresentati dalle compagnie petrolifere.

Il popolo lucano comprende bene che nessun politico può dirsi “vicino” alla propria gente ed alla propria terra se il risultato del proprio operato è quello che abbiamo sotto gli occhi in Basilicata: spopolamento, povertà, disagio sociale, disoccupazione, servizi inadeguati e costosi, infrastrutture insufficienti, rischi ambientali, dissipazione delle risorse.

Quale vicinanza manifesta chi si ripresenta alle elezioni con lo stesso copione di sempre, fatto di accordi sullo scambio di poltrone e sulla conquista di postazione di potere, anziché sugli impegni per attuare programmi e progetti utili alla popolazione? Oppure chi, per convenienze partitiche, non ha mostrato alcun pudore o esitazione a ripristinare la bruttura antidemocratica del listino regionale che offende e mortifica gli elettori lucani?

Magdi Cristiano Allam, nel suo appello ai lucani ha dichiarato, per prima cosa, di volersi mettere al servizio della causa del popolo lucano con l’intento di cambiare veramente le cose e di superare un regime politico insopportabile ed opprimente che per troppo tempo ha sfruttato, impoverito ed umiliato la società lucana.

Una dichiarazione di “vicinanza” che trova riscontro nella volontà di presentarsi alle elezioni con una lista che non è il frutto degli inciuci, delle tresche e degli accordi sottobanco, ma che vuole rompere con le vecchie pratiche politiche della spartizione tra la destra e la sinistra.

Dall’altro lato, tra chi si ripropone di continuare a governare la Basilicata dopo una legislatura passata a ricomporre le varie crisi politiche ed a sperperare somme enormi in incarichi, consulenze e contributi improduttivi, risulta ben visibile il tentativo di autoconservazione delle proprie postazioni, rendendo chiaro ed evidente che la vera “lontananza” non è quella di chi vuole cambiare le cose anche se viene da fuori quanto, piuttosto, quella di una classe politica che ha consumato, con furbizia e cinismo, l’inganno e il tradimento politico verso il popolo lucano, con la promessa di dare vita ad un moderno modello di sviluppo che si è rivelato, invece, il peggiore esempio di consociativismo utilitaristico che ha prodotto solo spopolamento e impoverimento.

Con la lista regionale guidata da Magdi Cristiano Allam, la Basilicata ha la possibilità concreta di svincolarsi, finalmente, dall’abbraccio oppressivo ed asfissiante dei partiti di destra e di sinistra in quanto “Io Amo la Lucania” è nata tra la gente e con l’intento di continuare a rimanere “vicina” alla gente.

 

Nicola Manfredelli

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