Uno stage unico in Italia e molto probabilmente non solo in Italia.
I suoni che arrivano dalla sala congressi del centro sociale di Lagonegro durante il sound check hanno dell’incredibile per i convenzionali chitarristi.
Puntuale alle 16.00 Graziano inizia imbracciando la sua Godin con corde di Nylon per suonare i brani di musica popolare estrapolati dal repertorio del suo progetto "Ethnos". La tecnica del chitarrista lucano esce immediatamente allo scoperto, una pennata alternata incredibilmente veloce e precisa.
Si passa poi ai guitar synth e Graziano invita i partecipanti sul palco per osservare da vicino i suoi processori di segnale, alcuni ormai introvabili. Graziano poi offre a tutti la possibilità di suonare ognuna delle chitarre. Molti sono entusiasti e spaesati nel suonare una chitarra che non ha un suono di una qualsiasi chitarra convenzionale. Accinni suona delle improvvisazioni ed un suo brano con una Godin lgxt e il Roland Vg88, poi attacca la Steinberger sul pod amplificato con un finale Marshall 9200 e 2 casse 1×12 Perce: tutto diventa molto rock.
Graziano dimostra la sua personale tecnica di legato, tenendo la mano destra a formare un barrè su un tasto e suonando veloci legati con la destra, una tecnica che lui usa al posto del tapping.
Segue un dialogo diretto con i partecipanti sulle esperienze, sulla tecnica e sui problemi legati all’identità del chitarrista oggi in Italia.
Uno Stage unico ed estremamente interessante quello di Graziano Accinni, fortemente voluto da Cristian Paduano per AOG.
La personalità del chitarrista lucano, la sua simpatia e cordialità, la disponibilità, la bravura tecnica e la musicalità hanno profondamente colpito i partecipanti. Una delle cose più importanti uscite fuori dalle parole e dalla chitarra di Graziano è stata sicuramente la sua personalità unica.
Aog guitar school ringrazia Graziano Accinni per tutto quello che è riuscito a trasmetterci, a Pino Ginnari di Kerubinia Music Service per la disponibilità e la serietà.