ARBEA e amministrazione: che caos!
Ci risiamo. Quando si parla di ARBEA, la vergogna è un concetto che deve essere messo da parte. Quando si parla delle responsabilità dell’amministrazione De Filippo nell’aver mantenuto, contro ogni logica, contro la relazione della Commissione di Vigilanza della quale, per pura “operazione di facciata”, ha “preso atto” con la D.G .R. n. 233/2010, la poltrona di Gabriele Di Mauro, invece pure.
Come quando la Regione Basilicata avalla il falso in atto pubblico commesso dal Di Mauro con proprio Decreto n. 236/2009 per farsi approvare il “Bilancio di previsione” 2010.
Come quando, dopo la scadenza del suo contratto da “direttore” di ARBEA, il 23 febbraio di quest’anno, con generoso entusiasmo decide di applicare la “prorogatio”, il tacito prolungamento di 45 giorni del mandato di una carica politica. Di un mandato, per l’appunto: quando invece il Di Mauro si ritrova “direttore” di ARBEA avendo firmato un contratto di diritto privato a tempo determinato.
Come quando ha sempre fatto il gioco delle tre scimmiette di fronte a casi come quello di Tommaso Antonio Romeo, il “responsabile dei sistemi informativi” di ARBEA che, a fronte di una delega totale al SIAN di AGEA, non solo ha intascato le generose indennità mensili di “responsabile”, ma ha anche sfruttato la propria posizione per mettere in pagamento, tramite il SIAN che gestiva, le domande di “ricostituzione del potenziale forestale” Mis. 226 del PSR, per un importo di un milione di euro all’anno, presentate dalla Comunità Montana “Collina Materana” di cui è Commissario dopo esserne stato presidente, per tutti gli anni della sua permanenza in ARBEA.
In merito alla delega totale alla società SIN Srl, in affidamento diretto ed in spregio della vigente normativa sugli appalti pubblici, trattasi di vicenda sulla quale la Corte dei Conti bene farebbe a pronunciarsi al più presto. Se vi fossero stati altri affidamenti diretti, dico per dire alla società Pricewaterhouse Coopers SpA per un importo complessivo di circa 90 mila euro, bene farebbe ad interessarsi.
Tanti, troppi sono i misteri legati al nome di ARBEA. Fra maggio e giugno 2008, il Corpo Forestale dello Stato sequestra oltre 500 fascicoli in ARBEA, fra pratiche di “agricoltura biologica” e di “imboschimento di terreni agricoli”. Più volte, anzi, i numerosi “responsabili” (termine quant’altri mai ambivalente) di ARBEA hanno tirato in ballo questi 500 fascicoli, adducendoli come pretesto per i ritardi nei pagamenti. Da oltre un anno e mezzo, cinquecento pratiche giacciono, per usare le parole della stampa, negli archivi del CFS. Sarà pur lecito chiedersi se questi cinquecento signori sono degli stimabili “imprenditori agricoli”, art. 2135 del Codice Civile, ai quali ingiustamente viene negata la possibilità (per quanto remota) di ricevere da ARBEA quanto gli spetta; o se, viceversa, si tratta di pratiche che sarebbe opportuno inoltrare direttamente alle autorità giudiziarie, per la presenza di vizi insanabili, false dichiarazioni, o chissà cos’altro.
L’ultimo atto (per ora…) di una scellerata tragicommedia è stato consumato nella Giunta Regionale straordinaria del 5 marzo, là dove i rappresentanti del “governo” regionale, commossi fino alle lacrime, hanno accettato le dichiarazioni di Gabriele Di Mauro, il quale ha promesso che si dimetterà il 20 marzo, dopo aver nominato le "posizioni organizzative" (leggi prestanome) di ARBEA.
Sostituto dato per certo: Donato Salvatore. Le sue dichiarazioni pro-ARBEA ed il generoso aiuto in Terza Commissione consiliare, quando si discutevano le risultanze della Commissione di Vigilanza, assumono finalmente un significato.
L’Assessore Viti afferma che per lui la parola di Di Mauro è una garanzia, non si sa se con intenzione ironica da parte di chi, con la Commissione di Vigilanza più volte ricordata, l’ha accompagnato sottobraccio alla pensione.
È da aggiungere che non ci saranno più Giunte Regionali dopo tale data e che il Di Mauro darà le dimissioni da una "prorogatio", cosa che già di per sé ricorda Ionesco ed il teatro dell’assurdo, senza che sia necessario ricordare che, in "prorogatio", il Di Mauro potrebbe emettere solo atti che rientrano nell’ordinarietà, non mandati di pagamento per milioni di euro, così "stranamente" concentrati in periodo pre-elettorale, piuttosto che "Avvisi di selezione" per la nomina, discrezionale, di "posizioni organizzative", così stranamente pubblicati sul sito dell’ARBEA.
Non ci sono parole, solo tante sofferenze per gli agricoltori, quelli veri, non i Presidenti di Giunta e di Consiglio Regionale pagati come “imprenditori agricoli”.
F. Massaro


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ma perchè nessuno parla dei dirigenti dell’arbea?
malgrado tutto……………………… l’esito elettorale ha premiato tutti quelli che in questi anni hanno governato la regione basilicata. Beato il popolo lucano sordo miope e destinato all’elemosina perchè si accontenta , purtroppo, del solito pugno di lenticchie e fasulle promesse come da anni predica e scrive il presidente del csail massaro !