LAGOPESOLE. Qual è il ruolo e il significato del “prete” oggi? Si è tenuto lo scorso sabato 6 marzo, nella sala conferenze del Castello federiciano, la presentazione del libro “Prete: dal mistero alla teologia. Una ricerca”, del cappellano militare don Claudio Mancusi. L’intento dell’autore non è quello di presentare “un testo esaustivo o di avere ragione scientifica -come precisa lo stesso- ma suscitare una riflessione sull’argomento” anche alla luce di una società sempre più critica o distante dal Dio di Gesù Cristo. Al prete poi si richiede una maggiore consapevolezza della propria identità attraverso il recupero della “forza del vangelo” e la virtù di “Cristo morto e risorto” perché egli “riscopra la sua originale e autentica vocazione -scrive don Claudio nell’introduzione- suggellata dal sacramento dell’ordine, e quindi prenda coscienza della sua dimensione missionaria, alimentata dall’amore del Buon Pastore che dà la vita per i fratelli”.
Una riflessione che si fonda su una ricerca che parte dalle origini sino ad approdare al Sinodo dei Vescovi del 1971. Il volume fresco di stampa (gennaio 2010) di 336 pagine si divide in quattro capitoli (Le origini; la dimensione teologica; sacramento e mistero e un excursus che va dai padri alla Commissione teologica internazionale) e termina con una corposa e interessante bibliografia.
La presentazione, promossa dall’associazione culturale-ricreativa “S.Vito martire” di Avigliano (dove è nato don Claudio nel 1981) ha visto come ospiti, oltre all’autore, il sindaco di Avigliano, Domenico Tripaldi e il vicario foraneo mons. Antonio Verrastro che hanno portato il loro saluto con l’on. Giuseppe Moles (camera dei deputati). La presentazione è stata a cura del poeta sacro, Cristina di Gesù Crocifisso e del docente di teologia, mons. Francesco Casamento. Moderatore, cav. Aldo Iannaccone (ufficiale E.I.).
Maria De Carlo
Dal Quotidiano della Basilicata