La scomparsa dei fatti

La scomparsa dei fatti, il costante tentativo di tramutare i fatti in opinioni, prendendo spunto da Travaglio o per mutuare le parole di Cicerone Tempus opiniones falsas delet atque iudicia vera confirmat (il tempo cancella le false convinzioni e avvalora i giudizi veri).

È con amarezza che in questi giorni assisto agli appelli, alla propaganda e alle promesse elettorali che riguardano il mio futuro, il mio futuro di giovane lucana iscritta all’Università degli Studi della Basilicata, nonché Presidente del Senato degli Studenti e come tale rappresentante ufficiale di tutti gli studenti dell’Ateneo lucano. Studenti che ho avuto l’onere e l’onore di tutelare in Consiglio di Facoltà a Lettere e nei tavoli tecnici convocati in questi mesi, riguardo il terribile e mortificante argomento della chiusura di alcuni corsi di studio. A questi tavoli tecnici mi sono seduta rivolgendomi accoratamente ai nostri politici, con una partecipazione sincera dovuta al fatto di aver paura di vedere cancellato il mio, il nostro domani.

Durante gli incontri sono state avanzate le seguenti proposte: costituzione di un’interfacoltà tra Economia e Lettere, per consentire la sopravvivenza almeno della triennale di Scienze della Comunicazione e altri progetti sono stati avanzati per salvare il corso di Laurea in Lingue che, purtroppo non hanno visto una realizzazione (……). Un piano triennale sulla programmazione del Diritto allo studio, aumento del numero delle borse di studio, posti alloggio e case dello studente, ridiscussione della legge sulla costituzione dell’Azienda Regionale per il Diritto allo studio universitario ARDSU, sono stati gli altri argomenti proposti e discussi.

È vero il D.M. 270 è fortemente penalizzante per gli Atenei piccoli e giovani come il nostro, ma è altrettanto vero che la chiusura di corsi di laurea storici, come quello in Lingue, è dovuta a politiche miopi sulla stabilizzazione del personale docente, attuate da alcune facoltà della nostra Università, Lettere e Filosofia in particolare. Politiche miopi sulle quali ormai la Regione Basilicata non può più intervenire, né tanto meno promettere, nemmeno reinvestendo i soldi derivati della royalties del petrolio. Infatti, questi soldi sono utilizzabili, per una piccola parte, solo per la stabilizzazione delle Facoltà di nuova istituzione o per investimenti diversi sempre in ambito universitario (come il diritto allo studio), mentre i fondi per la stabilizzazione del personale docente delle Facoltà esistenti, sono fondi vincolati dal Ministero.

E quindi, devo informare il Comitato che, purtroppo, le loro proposte non possono essere realizzate. Inoltre non posso accettare che qualcuno possa prendersi gioco del nostro futuro, facendo leva sulla disinformazione, e promettendo leggi “ad regionem” inattuabili. La stabilizzazione del personale docente e la proroga dell’applicazione del D.M. 270, ripeto e sottolineo, purtroppo, non sono  di competenza regionale. La Regione Basilicata non può intervenire e legiferare su leggi in contrasto con quelle nazionali. Dunque invito tutti, come già fatto nelle assemblee, a formarsi una propria coscienza critica, documentandosi e basandosi sui fatti reali e non su opinioni, promesse e disinformazione. E lancio un monito a chi fa queste false promesse elettorali: BASTA MENZOGNE, BASTA GIOCARE CON IL NOSTRO FUTURO!

Simona Morlino
Presidente del Senato studenti
dell’Università degli studi della Basilicata

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