WWF: “Un impegno assunto con gli elettori, cui occorre tenere fede”
La maggior parte dei candidati alla carica di governatore regionale dichiara la propria contrarietà alla scelta del nucleare, compresi quelli espressi dalla stessa maggioranza parlamentare, che spesso assumono posizioni in contrasto con quelle del Governo o del proprio partito. Lo si evince da un’analisi dei messaggi e dei dibattiti elettorali messa a punto dal WWF Italia in questi giorni (vedi allegato). Molte volte è sottolineata, in pieno stile “Nimby” (not in my back yard, non nel mio giardino) la contrarietà al nucleare solo nella propria Regione, in modo da non contrapporsi alle scelte del Governo.
Dallo screening del WWF emerge che il Presidente del Consiglio dovrà convincere ben 5 candidati governatori della PDL che non vogliono centrali o comunque siti nucleari nel proprio territorio: Pagliuca (BASILICATA), Formigoni (LOMBARDIA), Polverini (LAZIO), Palese (PUGLIA), Zaia (VENETO).
Degna di nota, in questo ultimo scorcio di campagna elettorale, è l’opzione antinucleare nettamente prevalente nell’UDC, che in 6 Regioni (BASILICATA, LIGURIA, MARCHE, PIEMONTE, PUGLIA E VENETO) si esprime per il “no” anche quando i suoi candidati corrono da soli. L’UDC dice invece “si” in CALABRIA E CAMPANIA, in apparentamento con il PDL, e in LOMBARDIA dove Pezzotta corre da solo.
Il presidente del WWF Italia, Stefano Leoni, commenta: “Le dichiarazioni sul nucleare sono prese di posizione chiare e inequivocabili assunte di fronte agli elettori, che costituiranno una base per la scelta del proprio candidato e cui, quindi, occorre tener fede. Si fa tanto parlare di federalismo, ma ci permettiamo di sottolineare che non c’è scelta più autoritaria e sostanzialmente antifederalista che quella filonucleare del Governo nazionale: e questo vorremmo ricordarlo al candidato della Lega in Piemonte, on. Cota, che invece si è detto pronto ad accettare le decisioni nazionali. In assenza di una Strategia energetica nazionale (è da dicembre che, ai sensi di legge, dovrebbe essere pronta), il Governo ha scelto di eludere, anche ad ultimo con il decreto sulla localizzazione degli impianti, i poteri concorrenti delle Regioni in materia energetica e di governo del territorio.”