Daily Archives: 9 aprile 2010

VALLI DEL TEATRO: “Lu Cafon’ r’ la Basilicata” a Sasso di Castalda e Sant’Arcangelo

Un viaggio ironico e disincantato all’interno della vita quotidiana della cultura contadina. E’ “Lu Cafon’ r’ la Basilicata” di scena a “Le Valli del teatro” , questa sera alle ore 20,30 al Teatro Mariele Ventre di Sasso di Castalda. Domenica invece si replica al Centro Polifunzionale di San Brancato a Sant’Arcangelo.

“Poco probabile storia di un cafone lucano dalla creazione alla sua resurrezione” del “Gruppo8” è un racconto polifonico. Canto, musica, letture e una voce monologante evocano situazioni e contesti ormai lontani nel tempo. “Lu cafon” ha il tono e la struttura semplice e quasi elementare di un cabaret ricco e vivace. Un’orchestrina, una cantante e un narratore si alternano nell’esecuzione di brani musicali, aneddoti e barzellette pescando nel repertorio di una ricchissima tradizione popolare. Ma accanto al divertimento dei testi e delle musiche si avvertono i grandi terni della cultura contadina: il senso del duro lavoro della terra, i legami e i problemi posti da una famiglia numerosa e allargata, la miseria, ma anche l’amore e la perenne nostalgia del rapporto con la propria identità religiosa e culturale. Dallo spettacolo emerge un’immagine del “cafone” lontana dagli stereotipi tradizionali. Del lucano piagnone, capace invece di gettare uno sguardo scettico. Del lucano critico ed ironico all’interno della sua storia passata.

Al via il Pacchetto turistico “lungo i luoghi della fede”

Turismo religioso: un settore che punta a crescere partendo proprio da Muro Lucano. Prende corpo “lungo i luoghi della fede” : un pacchetto turistico di tre giorni che mette in rete il Santuario di San Gerardo Maiella di Muro Lucano con quello di Materdomini, San Giustino De Jacobis e la Madonna di Pierno di San Fele nonchè il Santuario di Santa Maria di Costantinopoli di Castelgrande. Lo rende noto alla stampa, il sindaco Gerardo Mariani.

“Si punta a costituire un modello di luogo della fede  organizzato – ha detto Mariani- e chi sceglie quel turismo religioso legato a San Gerardo Maiella si fermerà a Muro Lucano e nei dintorni almeno tre notti. Si va incontro però alle esigenze di tutti i potenziali visitatori, anche di chi è costretto a fare i conti con un budget limitato. Pacchetti turistici in pratica per tutte le tasche. Muro Lucano ha il dovere offrire, a circa un milione di pellegrini che annualmente visitano il Santuario di Materdomini, la possibilità di visitare i luoghi che hanno visto nascere e crescere San Gerardo Maiella, Patrono della Basilicata e delle mamme gestanti dei bambini. Si punta così alla costruzione, intorno alla figura ed ai luoghi di un Santo venerato in tutto il mondo, di un grande percorso turistico-religioso interregionale (Basilicata, Campania e Puglia)”.

La protezione della lontra nel Parco del Cilento

L’Ente Parco in seguito al ritrovamento di tre esemplari di lontra deceduti accidentalmente tra ottobre e dicembre del 2009, ha avviato una serie di accertamenti per individuare le cause della morte. I risultati degli esami autoptici hanno confermato la morte per investimento stradale ed hanno fornito altre informazioni estremamente rilevanti.

Gli esemplari, due femmine ed un maschio, recuperati nei pressi di due affluenti del fiume Alento e di un piccolo corso d’acqua nella piana di Paestum, presentavano un discreto stato di nutrizione. In particolare il maschio si era nutrito abbondantemente di pesce poco prima della morte. Gli esami hanno, inoltre, evidenziato la presenza nel maschio di due pallini di piombo nella regione della coscia destra, originati da uno sparo di arma da fuoco pregresso, che non ha avuto tuttavia esiti letali per l’animale. Ciò rappresenta un dato allarmante che documenta un evento di bracconaggio su questa specie protetta, uno dei mammiferi maggiormente esposti al rischio di estinzione in Italia e che nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano trova l’ambiente ideale per vivere.

Gli esami sono stati effettuati, presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo.
Manlio Marcelli e Romina Fusillo, esperti di ecologia della lontra operanti nel Parco da vari anni, hanno fatto il punto della situazione, valutando le condizioni ambientali dei siti di recupero degli esemplari ed i risultati degli esami autoptici: “Gli animali si trovavano in prossimità di corsi d’acqua di piccole dimensioni, in due casi su strade con un intenso traffico veicolare, ed in contesti antropizzati. E’ bene sottolineare che la causa ultima di questi investimenti potrebbe derivare dall’alterazione o dal disturbo di origine antropica dell’habitat fluviale, che induce gli animali a comportamenti atipici, ed al rischio di investimento. E’ il caso di una delle due femmine che sembra aver attraversato la strada per superare una briglia molto alta su un affluente del fiume Badolato che impedisce il passaggio agli animali. In questi casi un intervento che può essere realizzato è la costruzione di una rampa per il passaggio delle lontre. Inoltre, bisogna seriamente considerare la crescente urbanizzazione, soprattutto nelle aree contigue del Parco, e il problema del bracconaggio”.