L’On. Viceministro Adolfo Urso rispondendo in aula all’interrogazione del Sen. Cosimo Latronico sui controlli relativi all’attività estrattiva di idrocarburi ai fini del calcolo delle royalties spettanti alle regioni ha spiegato che sono "REGOLARMENTE E TEMPESTIVAMENTE TRASMESSI ALLE REGIONI " ma non ha spiegato da chi vengono controllati e trasmessi e con quali strumenti di misurazione vengono forniti tutti i dati.
Il Signor Viceministro può convincere, forse, i parlamentari in aula e non i cittadini della Val d’Agri e Sauro che quotidianamente subiscono l’arroganza incontrollata dell’ENI-AGIP circa l’inquinamento del territorio senza aver indennizzato le rovine delle famose "vigne di Viaggiano", l’occupazione miserevole, l’incontrollata emissione di fumi velenosi e cancerogeni delle ciminiere del Centro Oli di Viaggiano.
"Neppure l’inchiesta della magistratura milanese nei confronti dei dirigenti nazionali dell’ENI e di società controllate sull’ "affare gas estero" per aprire gli occhi a livello politico istituzionale nazionale e regionale sullo stesso "affare" che il Csail ha denunciato da almeno dieci anni e cioè che i controlli sui prelievi di petrolio dai giacimenti della Val d’Agri sono di parte (Eni) e necessitano di verifiche. Non accettiamo che l’ENI sia controllore e controllata delle quantità di greggio estratto .
Non ci risulta che l’ENI abbia installato contatori o strumenti elettronici di misurazione per consentire ad un comitato di cittadini di verificare dall’esterno ed in qualsiasi momento l’esatto quantitativo di greggio estratto-prelevato. L’impressione (quasi certezza) che la Regione Basilicata e il popolo del territorio petrolifero subiscono un gigantesco “bluff”. In Val d’Agri e Sauro non abbiamo più fiducia delle promesse e dell’operato dell’ENI-AGIP e né della Total-Shell-Exxon; più volte siamo stati delusi per le promesse fatte e mai mantenute. Per questa ragione il Csail intende rilanciare la "battaglia dei contatori" per ottenere l’installazione al Centro Oli di Viggiano e alla partenza dell’oleodotto Viggiano-Taranto, vale a dire prima che il greggio appena raffinato sia imbarcato per raggiungere il porto di Istanbul dove i controlli sono impossibili, idonei strumenti di misurazione, determinanti per il calcolo esatto delleroyalties a favore della Regione e delle accise a favore dello Stato.
Chiediamo alla Magistratura e Guardia di Finanza di indagare effettivamente sull’affare"Turchia": mentre l’Italia importa circa l’80% di petrolio, non certamente da poco, tenuto conto della rilevanza strategica delle nostre risorse petrolifere e di gas naturale della Val d’Agri e del Sauro-Camastra. Tanto più che lo stesso viceministro Urso sostiene che “i controlli avvengono sul prodotto commercializzato fino all’utente finale”.
Ci sono dunque – a nostro parere – tutti gli elementi per riprendere con forza la battaglia che il CSAIL ha lanciato per la gestione più efficace delle importanti risorse energetiche lucane, a partire da controlli rigorosi sul petrolio e presto sul gas di provenienza dal sottosuolo lucano. Prima condizione perché ciò avvenga è la dotazione di idonei misuratori.
Filippo Massaro,
Presidente CSAIL
Mi piace l’idea che non ci sia alcun articolo riguardo le ”fiammate” degli ultimi giorni al centro oli…che schifezza!!!