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- ROCCO SERGI: A chi segue la geopolitica è noto che i futurologi »
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Uno scorcio di Basilicata
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Da queste parti non avrà vita facile la pillola Ru486. La Basilicata detiene il record nazionale di medici obiettori di coscienza all’aborto: secondo recenti statistiche, infatti, l’84% dei camici bianchi che lavora nel territorio lucano si dice contrario all’aborto in ogni sua forma. In questo quadro generale ci sono punte come quella dell’ospedale di Lagonegro dove si registra il 100% di obiettori di coscienza. L’assessore regionale alla Sanità, Antonio Potenza, cattolico praticante, si «sdoppia» di fronte al tema: «Personalmente sarei contrario all’aborto e alla pillola del giorno dopo, ma come amministratore pubblico non posso che adeguarmi a una legge dello Stato. Anche se in Basilicata ci sono molte resistenze su questo fronte, ci siamo sempre attrezzati per far rispettare la normativa. I nostri ospedali, in cui la maggior parte dei medici sono obiettori di coscienza – conclude Potenza – hanno siglato convenzioni con soggetti esterni per poter soddisfare la domanda».
La legge lascia alle Regioni la definizione del corretto percorso di utilizzo clinico del farmaco all’interno del proprio servizio ospedaliero pubblico. Secondo Sergio Schettini, direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Carlo di Potenza «la Regione deve lasciare al medico che effettua l’interruzione volontaria di gravidanza l’autonomia della decisione caso per caso. È il medico che deve valutare e decidere il percorso più adatto ad ogni donna, nel rispetto e nella tutela della sua salute». Sempre secondo Schettino, in caso di aborto farmacologico, «è inutile trattenere la paziente sotto osservazione per tre giorni, come prescrive la legge, in un reparto che tra l’altro risulterebbe psicologicamente un ghetto per la donna che decide di abortire, circondata da neo-mamme, parenti, visite, fiori e quant’altro. E sarebbe uno spreco in termini di costo per l’azienda sanitaria».
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Siamo uno stato laico.
Sono Lucano, dottore la legge va rispettata, e pertanto non avrò nessun problema a somministrare la Ru486.
E come me molti miei colleghi lo faranno, questo sito vuol far passare per retrogradi i medici meridionali.
Per lucano
Non credo che i lucani siano come si vorrebbe fare credere, però resta il fatto che i numeri sono numeri, forse c’entra la politica per fa diventare i medici obiettori ?
Dalle Marche.
credo che sia vergognoso che un dott.re che come tale si deve porre aal servizio del paziente e della sua salute si faccia paranoie sul somministrare o meno la pillola abortiva,sono convinta che un medico donna non avrebbe nessun dubbio visto i danni psicologici e non solo che un aborto chirurgico fà…..ma del resto tutte le più grosse conquiste scientifiche legate alle donne hanno zampe di tartaruga!!!
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