"Non ce ne vogliano i nostri amici di Legambiente ma il Csail, che pure vuole bene ai piccoli comuni e alle comunità delle aree più interne, domani non se la sente di festeggiare. Per dare certezze agli abitanti, che con caparbietà e dando prova di reale attaccamento alle proprie radici continuano a risiedere nei centri minori e almeno qualche speranza ai giovani che vanno via, non serve una festa e tanto meno un’iniziativa ogni anno".
E’ il commento di Filippo Massaro, presidente del Csail che propone, sull’esperienza avviata "ma con troppi limiti" dalla Lega per le Autonomie Locali, la costituzione di una Lega lucana dei piccoli comuni. "Pensiamo – spiega Massaro – ad un organismo intanto che non rappresenti solo i sindaci e si apra alla società civile, ai comitati popolari e movimenti, alle associazioni di volontariato che sono oggi l’ultimo baluardo demografico esprimendo una concreta volontà di far rivivere i nostri paesini.
Una Lega che imponga al Governo nazionale e alla Giunta Regionale di fare scelte urgenti, abbandonando la logica dei finanziamenti di assistenza per costruire qualche marciapiede, nuovi lampioni di illuminazione e magari chiudere asili e scuole. Una Lega di mobilitazione (proprio come fa quella di Bossi) e che non fa sconti a nessuno degli Enti (compresa la Provincia) che pure in bilancio hanno fondi da spendere per i centri minori. Una Lega che discuta con la Giunta Regionale su come avviare le Comunità Locali previste da una legge e che non devono avere come unico obiettivo la chiusura in Basilicata di almeno una ventina di Municipi.