"Senza voler sminuire la rilevanza della comunicazione nella relazione medico-paziente, siamo profondamente delusi dalla prima fase di attuazione del Progetto Regionale Salute e Ambiente, con gli incontri svoltisi presso l’Ospedale di Villa d’Agri, perché siamo ancora lontani dalla realizzazione di quel sistema di sorveglianza sanitaria in grado di monitorare lo stato di salute della popolazione del territorio oggetto di estrazione petrolifera e soprattutto di identificare i fattori di rischio, così come ci era stato promesso da tempo".
E’ quanto dichiara il presidente del Csail (Comitato per lo Sviluppo delle Aree Interne Lucane) Filippo Massaro che ha rivolto un appello al neo assessore alla Salute Martorano perché "convochi un incontro per fare il punto sul Progetto e accelerare la realizzazione delle misure di indagine scientifica sul fenomeno tumorale e di prevenzione, in modo da superare le gravi inadeguatezze manifestate dal suo predecessore. Purtroppo dobbiamo ricordare all’assessore Martorano che non si conoscono dati aggiornati sulle patologie tumorali dei residenti del comprensorio petrolifero. Inoltre malgrado la sottoscrizione di oltre 40 mila cittadini e familiari di pazienti affetti da patologie tumorali della petizione per l’istituzione del secondo centro di radioterapia, la Regione – aggiunge Massaro – non ha dato risposte tempestive.
Eppure, anche di recente, riviste specializzate in temi ambientali e pubblicazioni scientifiche si sono occupate dell’incremento di patologie tumorali specie nell’area della Val d’Agri dove si svolgono le attività petrolifere. Per questo può essere presa in considerazione la possibilità di localizzazione di un secondo centro di radioterapia presso l’ospedale di Villa d’Agri, senza però alcuna contrapposizione con il S.Carlo. Non si può sottovalutare che gli ammalati di tumore provenienti dai più lontani paesi lucani – da Senise, Terranova del Pollino, Corleto Perticara, Missanello, Noepoli, S.Arcangelo, Lagonegro -vengono sottoposti al maggiore dolore, sacrificio, disagio aggravando la malattia per raggiungere l’ospedale di Rionero, l’unico centro di radioterapia in Basilicata.
Il nostro obiettivo – spiega ancora Massaro – è quello di raccogliere con la documentazione medico-sanitaria il mandato di cittadini e familiari che hanno avuto congiunti morti a seguito di malattie tumorali per avviare un procedimento di “class action” contro l’Eni. Pur non nascondendoci la complessità dell’iter e le difficoltà per avviare il procedimento di “class action” – sottolinea Massaro – intendiamo comunque compiere ogni passo per affermare il diritto alla salute dei cittadini della Val d’Agri alle prese con le attività petrolifere sia del Centro Oli Agip di Viggiano che di estrazione e ricerca di idrocarburi e gas.
E’ anche questa la dimostrazione – aggiunge – che non ci fidiamo del progetto di sorveglianza sanitaria, affidato alla federazione dei medici di base e ai pediatri, che riteniamo tardivo e poco efficace. Forse potrà servire ad accertare nuovi casi di patologie tumorali connesse in particolare all’anidride solforosa agente principale dei fenomeni che portano a varie forme di malattie. Ma per chi già ha contratto le malattie non sarà di alcun giovamento".
CSAIL Filippo Massaro