La manovra finanziaria vorrebbe abolire le provincie con un numero di abitanti inferiore a 220.000 (ad eccezione di quelle presenti in regioni a statuto speciale e al confine nazionale)
Si abolirebbero pertanto 10 province: in Piemonte Biella e Vercelli; in Toscana, Massa Carrara; nelle Marche, Ascoli Piceno e Fermo; nel Lazio, Rieti; nel Molise, Isernia; nella Basilicata, Matera; in Calabria, Crotone e Vibo Valentia.
Tutto vero? Secondo le ultime indiscrezioni il ministro dell’economia Tremonti avrebbe smentito la voce con un secco “è falso!”.
Abolizione le province è un buon auspicio che farebbe risparmiare molti soldi alle casse dello stato ma, come afferma il premier Berlusconi, occorrerebbe una norma costituzionale per proseguire all’abolizione.
Nel frattempo il governatore De Filippo afferma che ”l’ipotesi di taglio delle Province che vede le forbici del Governo allungarsi sinistramente anche su Matera, sebbene appaia fantasiosa e inverosimile, non può non registrare la netta contrarietà della Regione Basilicata”.
De Filippo afferma inoltre che, “oltre a rivendicare l’integrità del sistema delle autonomie locali lucano non si può non notare come quella soglia di 220mila abitanti sotto la quale, ”per decreto”, si decide che le Province sono inutili, finirebbe per penalizzare ancora una volta il Sud del Paese, già colpito dalla mancata allocazione dei fondi Fas sempre per far fronte all’emergenza economica. Voler far pagare il conto della crisi quasi interamente al Mezzogiorno, per il quale già manca una politica nazionale di sviluppo, contrasta con ogni principio di equità e ragionevolezza”.
Via: ASCA