Daily Archives: 8 giugno 2010

Acqua in Basilicata, si va verso la multiutility

acqua Per la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) il ricorso alle cosiddette “multiutility” nella gestione dell’acqua, annunciate dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, non sono una scelta obbligata. Questa strada – secondo la nostra Organizzazione – porterà in maniera inevitabile all’aumento dei costi di gestione ed al peggioramento, non solo della qualità dell’acqua, ma anche del servizio idrico, con la scomparsa dei controlli pubblici e l’annientamento dei diritti dei cittadini.

E’ questo il modello che persegue il governatore lucano? L’apertura fatta dal presidente De Filippo all’ingresso di capitali privati nella gestione dell’acqua secondo un “cliché” efficientista e privatistico, ha visto di recente contrario il governatore della Puglia, Niki Vendola, il quale ha scelto di ri-pubblicizzare l’Acquedotto Pugliese, oggi Società per Azioni. Di questa iniziativa ne ha fatto un cavallo di battaglia durante le ultime elezioni amministrative, sbaragliando le opposizioni interne e quelle esterne alla propria coalizione. Come è possibile che la Basilicata che possiede la risorsa idrica decide di privatizzarla mentre una regione che ne è dipendente, la Puglia, decide di seguire la strada opposta? Le apparenze ideologiche, in questo caso, ingannano. Sulla questione sembra essere in atto il “gioco delle tre carte”.

La Regione Basilicata, dopo aver calato il primo asso con la vendita alla Regione Puglia delle azioni in Acquedotto Pugliese SpA, incassa il secondo asso di denari con la sottoscrizione, nel mese di marzo scorso, dell’accordo con la Regione Puglia, Acquedotto Pugliese SpA e Acquedotto Lucano SpA. Un accordo presentato come vantaggioso per la Basilicata. Troppo vantaggioso, al punto che avrebbe risvegliato, secondo alcune fonti non ufficiali, gli appetiti di alcune società multinazionali come Acea e Veolia che sarebbero interessate ad acquisire parte del capitale azionario delle SpA lucane, oggi controllate dalla Regione Basilicata che detiene il 60% di Acqua SpA ed il 100% di Acquedotto Lucano SpA assieme ai Comuni. In base al decreto Ronchi, la componente azionaria pubblica non potrà superare nelle Società per Azioni il 30%. In proposito, il governatore lucano non ha chiarito quale ruolo dovrà avere il pubblico nelle due SpA lucane.

Mariani: A Muro Lucano “Le verità nascoste” di Di Santo. Interverrà la figlia dell’onorevole Moro

image Per non dimenticare le vittime del terrorismo in Italia. “Le verità nascoste: il terrorismo rosso in Italia 1970-2007” è il titolo del libro del Sostituto Commissario della Polizia di Stato, Gianfranco Di Santo che sarà presentato a Muro Lucano sabato (12 Giugno), alle ore 18 presso la Sala Roma, alla presenza di Agnese Moro, figlia dell’Onorevole Aldo Moro, del sindaco Gerardo Mariani, del primo cittadino di Potenza, Vito Santarsiero e del Presidente della Giunta Regionale, Vito De Filippo. Tra gli ospiti il sindaco di Bari, Michele Emiliano e il sindaco di Mottola, Giovanni Quero. Modererà i lavori la giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, Antonella Inciso. “Il volume ha lo scopo di ricordare le vittime del terrorismo politico in Italia, non meno delle loro famiglie, che rappresentano un collaterale calvario di dolori e che pure, molto spesso, al pari dei martiri di famiglia caduti nell’espletamento del loro servizio, vengono ingiustamente dimenticate. A quelle mute presenze che il tempo non scolora nelle nostre memorie, più che a risarcimento, quasi a voler rinnovare un anello solidale, l’autore ha pensato di offrire i proventi delle vendite, che saranno interamente devoluti al “Fondo Assistenza degli Orfani delle vittime del terrorismo” istituito presso il Ministero dell’Interno.

Per il sindaco di Muro Lucano, Gerardo Mariani “alimentare la memoria storica è doveroso, per le istituzioni ed i cittadini, al fine di non dimenticare le vittime del terrorismo in Italia. Gli eventi socio-politici hanno influenzato non poco anche le future generazioni. E’ lodevole il lavoro di Di Santo che ha consegnato alla collettività una memoria sui fatti tragici che hanno insanguinato l’Italia negli ultimi 40 anni”. “Leggendo il libro di Di Santo – scrive Gian Carlo Caselli nella prefazione – riaffiorano alla mente riflessioni maturate quando, giudice istruttore a Torino, dovevo occuparmi delle Brigate rosse e Prima linea. Il lavoro – aggiunge – è soprattutto ed in ogni caso utile come antidoto contro quella patologia che talora ci affligge: una perdita di memoria che sconfina nell’amnesia, con conseguente pericolo di sottovalutazione dei rischi che si corrono quando si occulta il passato, in particolare un passato terribile e spietato come sono stati gli anni di piombo”. Le vittime ed i loro familiari alle quali Di Santo dedica il suo libro “meritano quella verità che attendono da anni – ha detto l’autore- che fino ad oggi non è stata ancora scritta.

Gianfranco Di Santo, 51 anni, Sostituto Commissario della Polizia di Stato.