Monthly Archives: luglio 2010

Moliterno – al Salomè inaugurazione della mostra di fotografie “v5 starting flash” di Vincenzo Galante.

image Sarà il momento storico di forte bombardamento delle immagini, sarà che le altre discipline sono ferme nel rivedere anche loro stessa funzione, certo è che la fotografia al suo interno è attraversata da un forte fermento dialettico. E forte è anche l’attenzione verso di essa che arriva dall’esterno. La fotografia, va ricordato, è un’arte con una storia ancora relativamente breve (appena due secoli) e con una connotazione incontrovertibile che sgombra ogni equivoco.

Un fermo immagine è la narrazione di una verità, ma sempre in ragione di ciò che mostra e non in funzione di una tesi (pre)costruita o di quello che eventualmente (con esso) si vorrebbe dimostrare. Dentro questo dispositivo antitetico, tra mostrare e dimostrare, si inserisce l’etica della fotografia che oggi è andata un po’ scemando, specie tra i fotoreporter il quali puntano più al circuito delle gallerie, piuttosto che stare in linea con le indicazione di Henri-Cartier Bresson, cioè raccontare e testimoniare.

In questa breve premessa entra in gioco, se vogliamo, lo sguardo di Vincenzo Galante che non è un fotoreporter, ma la sua idea di fotografia si aggrappa alla filosofia di Cartier Bresson, in particolare nei suoi canoni, di immediatezza, semplicità, efficacia documentaristica. E lo si può riscontrare dalle tavole della mostra “V 5 Starting flash” che si inaugura oggi al Pub-Salomé di Piazza Plebiscito e rimarrà aperta fino al prossimo 14 settembre. Cinque scatti che vogliono dare la misura dell’istante strappato all’ umano vissuto ed a porre uno stretto punto di contatto con qualcosa o qualcuno. Nello specifico l’accostamento propende verso la figura femminile.

Il lavoro nero lucano, sta diventando una piaga?

soldi Un’emergenza umanitaria come quella di Rosarno. E’ nel cuore della Basilicata, a Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, che da oltre dieci anni, un ex capannone industriale è diventato il rifugio di oltre mille braccianti agricoli africani. A lanciare l’allarme sono stati alcuni giornali e attivisti locali. Palazzo San Gervasio è la tappa intermedia tra le raccolte stagionali del foggiano e quella delle arance a ottobre nella Piana di Gioia Tauro.

Tra agosto e settembre la produzione di pomodori e ortaggi richiede braccia da impiegare nei campi lucani. Arrivano così lavoratori magrebini e dell’Africa subsahariana, ma anche braccianti europei, romeni e bulgari. Questi ultimi riescono a prendere case in affitto, seppur in condizioni di sovraffollamento, e a percepire una paga che si aggira sui 35 euro a giornata. Per gli africani il guadagno è più misero, intorno ai 20 euro al giorno e le condizioni abitative molto precarie.

Nell’ex fabbrica in disuso c’è carenza di servizi igienici e di condizioni sanitarie adeguate per accogliere un numero così vasto di braccianti. Il fenomeno è monitorato da volontari di associazioni locali. Anche a Palazzo San Gervasio come a Rosarno, si ripetono i meccanismi dello sfruttamento di manodopera immigrata. I piccoli proprietari terrieri non contattano direttamente i lavoratori, si rivolgono a dei ‘mediatori’ che forniscono la squadra di lavoro. Una situazione che dà origine al caporalato. In questo caso i caporali sono spesso stranieri e intascano circa 10 euro della paga giornaliera del bracciante.

Fonte: Affari Italiani

Non ci resta che combattere

de filippo Il Movimento politico contro l’indifferenza Sui-GeneriS sente l’esigenza, a quattro mesi dalle elezioni regionali 2010, di manifestare il proprio parere in merito alla politica attuata dalla squadra di governo regionale guidata da De Filippo.

Tutti speravamo che la campagna elettorale fungesse almeno da monito per la classe politica che ci governa dal “secolo scorso”, ma a giudicare dalle prime azioni, il re pur cambiando i valvassori non riesce proprio ad ottenere risultati.

Tracciamo un primo bilancio sulle questioni più eclatanti di questo periodo: fondi europei, P.I.O.T., tirocini formativi, piano sanitario regionale, etc.

De Filippo si vanta di aver programmato il 50% delle risorse finanziarie stanziate nell’ambito del Programma operativo FESR 2007-2013, ma, in realtà, ha solo rendicontato (speso) 110 milioni rispetto ai 752 milioni stanziati; fortunatamente si è superata la soglia di spesa pari a 102 milioni richiesta dalla Unione Europea!

Per ciò che concerne i P.I.O.T. (Pacchetti integrati di offerta turistica), la programmazione iniziale prevedeva uno stanziamento di 110 milioni che ora sembra essere ridotto a 60 milioni.

Nonostante le presenze turistiche relative all’anno 2009 hanno fatto registrare una percentuale del 67,40 nel materano e del 23,70 nel potentino, la ripartizione iniziale dei fondi prevedeva lo stanziamento di 30 milioni per la provincia di Matera e di 80 milioni per quella di Potenza.

Sicuramente hanno utilizzato un nuovo metodo scientifico!

Come non ricordare la vicenda dei famigerati tirocini formativi che sono stati rinviati più volte prima della campagna elettorale, e che adesso sono stati addirittura sospesi, “calpestando” le aspettative di circa 13.000 giovani lucani.

Analogamente denunciamo l’ulteriore posticipazione a settembre della preselezione dei 78 posti banditi dalla Regione, ovviamente prima della tornata elettorale, che conferma la lentezza e alimenta ulteriormente i nostri dubbi sulla “corretta azione” del Governo regionale.

In altre occasioni avremmo dovuto utilizzare l’espressione “dulcis in fundo”, ma non ci pare proprio il caso visto l’indescrivibile spettacolo a cui abbiamo assistito “impotenti”, nella sala adiacente all’aula dei consiglieri, il 27.07.2010, durante l’ultima seduta del Consiglio regionale.

La preoccupazione (poca) su Melfi

fiat_melfi "Siamo preoccupati su Melfi. Con 5200 addetti diretti e 6mila-7mila dell’indotto, viviamo con particolare difficoltà ogni tremolio del settore auto". Lo ha affermato il governatore della Basilicata Vito De Filippo durante la conferenza delle Regioni parlando di Fiat.

Nel settore è importante attuare ricerca e innovazione e non solo puntare sui "finanziamenti" per le rottamazioni.

Il governatore appare però tranquillo dal momento che in Basilicata "si e’ investito in ricerca e innovazione". Nella nostra regione infatti "con la Fiat e’ in corso un importante investimento per un centro di ricerca". Nota di interesse il tema lavoro e lavoratori. Secondo De Filippo "i diritti sono inviolabili ma le parole di D’Alema vanno tenute in debito conto anche dalle organizzazioni sindacali".

Al via la X edizione di Radici Festival

Taglia il traguardo della X edizione il Radicifestival del Pollino. La rassegna di musica etnica, nata come una specie di scommessa da parte di un gruppo di fuorisede universitari, è diventata nel tempo un importante e seguitissimo appuntamento musicale. Ogni anno fa esibire nomi di spicco del panorama della musica etno-folk e si propone come una vetrina delle nuove tendenze giovanili nella riscoperta e nello studio delle tradizioni musicali, con l’obiettivo di coniugare il messaggio musicale alla promozione turistica dell’area del parco nazionale del Pollino. Quest’anno si terrà nella consueta location del centro storico di Viggianello e della terrazza panoramica della valle del Mercure il 9 e l’10 agosto 2010.

Un programma, come sempre, ricco di iniziative collaterali che arricchiscono la presenza di artisti internazionali e che celebra il decennale dapprima il 9 di agosto (stadio comunale, ore 22.00) con l’attesissimo ritorno a Radici della BANDABARDO’, artisti rock-folk, popolarissimi tra i giovani, che mettono al centro del loro sound brio, eleganza ed energia musicale oltre che l’impegno dei testi. Il 10 di agosto, invece, sarà la volta del gruppo argentino de LA ZURDA (Anfiteatro comunale, ore 23.00). Quest’ultimi, di genere rock-latino, hanno scelto Radicifestival come tappa più a sud del loro tour europeo per la promozione dell’ultimo lavoro discografico “Aca y Ahora”.

Promossa dall’Associazione Culturale VoltalaCarta, la manifestazione si arricchisce da quattro anni di una importante iniziativa live: il Radicietnocontest, il primo concorso di musica etnica on-line aperto a tutti i gruppi di ricerca e band emergenti dei generi etno, world-music, ska, folk, combat-folk, reggae, etc. Il contest – che vedrà l’esibizione dei gruppi vincitori nella serata del 10 agosto nell’Anfiteatro comunale – offre alle band la possibilità di iscriversi gratuitamente al sito del festival www.radicietnocontest.com, di essere votati e poi selezionati per l’incisione di un Cd live, in collaborazione con l’etichetta discografica Mk Records.

“Le visioni altre”: la rassegna cinematografica della Val d’Agri

Nel ricordo di Corso Salani. Così si presenta la terza edizione della rassegna del cinema fuori circuito “Le visioni altre”. Anche se dell’attore-regista morto all’improvviso lo scorso mese non vengono proiettate opere di sua realizzazione o in cui ha lavorato (il prossimo novembre la rassegna lucana gli dedicherà un ciclo di film a partire da “Il muro di gomma” di Marco Risi), l’omaggio ha il significato dell’attestazione “minore”, ma indipendente che in questo si trova a resistere agli attacchi frontali del governo, che taglia risorse ed ossigeno a tutto il mondo della cultura.

Promossa dall’Unione Provincia Italiane e dalla Provincia di Potenza, in collaborazione on la Regione Basilicata e i comuni di Sarconi, Grumento Nova e Spinoso, la rassegna è curata dal cinecronista Mimmo Mastrangelo e si svolgerà dal 7 al 11 agosto. “Gia con le due precedenti edizioni –scrive nella brochure il Presidente della Provincia di Potenza – “Le visioni altre” hanno voluto segnare una rottura con il circuito commerciale, puntando, tra l’altro a promuovere generi e formati di un cinema che ha poca visibilità”. La disattenzione del governo verso la cultura fa sì che il contenitore passi per una sorta di spazio della resistenza.

Collazzo (Pro Loco): A Brienza rivive il mito degli Anni Ribelli in Notti al Castello

“E’ il grande evento lucano del 2010”. A Brienza rivive il mito degli “Anni ribelli” in “Notti al Castello 2010″. “1967/1977: dieci anni di inquietudine” in una kermesse burgentina “unica nel suo genere in tutta Italia”. Il carnet dell’evento è stato reso noto alla stampa questa mattina dal Presidente della Pro Loco, Antonello Collazzo e dall’organizzatore Dino Collazzo. La kermesse è promossa dalla Pro Loco in collaborazione con l’Associazione musicale Burgentina e la Città di Brienza si svolgerà dal 31 luglio al 7 agosto. “Gli anni ribelli costituiscono il periodo storico del Novecento- ci dicono gli organizzatori- che probabilmente di più ha influenzato ciò che oggi siamo. Nel 1967 veniva pubblicato in Messico “Cent’anni di solitudine”, il celeberrimo romanzo di Garcia Marquez, richiamato nel sottotitolo della manifestazione. Idealmente con esso si chiudeva il secolo magico di Macondo e si apriva il decennio più lungo dell’epoca recente. In quelli anni, il secolo breve parve indugiare su se stesso ed avvitarsi in una gora in cui le innovazioni ebbero uno straordinario impatto sull’immaginario collettivo, all’incrocio di molte speranze e di molte tempeste. Non furono solo anni di piombo, come ha sostenuto Giovanni Moro nel suo saggio “Anni Settanta”, recentemente pubblicato da Einaudi.

E’ per questo che quella stagione merita di essere indagata e richiamata alla memoria”. Così per una settimana gli “Anni Ribelli “ saranno in mostra nel borgo e nel Maniero Caracciolo di Brienza grazie alla disponibilità dei volontari, amministratori e imprenditori che hanno collaborato con la Pro Loco. Ma ecco il carnet dell’evento. Sabato 31 luglio apertura mostre e presentazione del libro "Seventies" di Howard Sounes con la partecipazione di Raffaele Cascone. In serata concerto degli Inti Illimani con i Corde Oblique. Domenica 1 agosto presentazione del libro "I venti anni di Luz" di Elsa Osorio con la partecipazione di Selena Nobile. Intermezzo musicale con il Quartetto Meridies e Pasquale Coviello.