Daily Archives: 6 luglio 2010

Al San Carlo di Potenza effettuato un impianto di un valvola aortica per via trasfemorale

 La nuova tecnica di impianto valvolare, effettuata in pochi centri in Italia, viene praticata su quei pazienti che presentano gravi controindicazioni (età avanzata con severe comorbilità) che impediscono il trattamento con la tecnica chirurgica tradizionale in circolazione extracorporea.

Alla vecchie aggressive tecniche chirurgiche, con tagli e profonde cicatrici al torace subentra ora una modalità poco invasiva, analoga a quella adottata per l’angioplastica. Il palloncino arriva alla valvola difettosa per via arteriosa, la allarga per creare lo spazio per l’inserimento della nuova valvola artificiale, che pure viene inserita per lo stesso canale. In questa metodica, ovviamente, uno dei fattori fondamentali di successo è la velocità dell’intervento. E su questo campo la consolidata esperienza dell’interventistica emodinamica del san Carlo offre abbondanti garanzie.

L’intervento rientra in un articolato progetto predisposto dall”A.O.R. “San Carlo” di Potenza, ed in particolare dall’U.O. di Cardiochirurgia e dall’U.O. di Cardiologia Emodinamica con il supporto del servizio di Cardioanestesia afferenti al Dipartimento dell’Alta Specialità del Cuore.
Il progetto prevede l’impianto transfemorale o transapicale della valvola aortica in pazienti anziani con valvulopatia degenerativa che non possono essere sottoposti all’intervento tradizionale a cuore aperto in circolazione extracorporea.
Tale tipologia di intervento consente un importante salto di qualità nel trattamento della valvulopatia aortica grave, considerando che circa un terzo dei pazienti con patologia valvolare aortica non viene operato a causa dell’età proibitiva o di patologie concomitanti. Considerato che la popolazione interessata è destinata a crescere negli anni per l’aumento dell’età media delle popolazioni, con queste nuove metodiche chirurgiche si potrà garantire un significativo miglioramento in termini di aspettativa e di qualità della vita, con riduzione delle recidive di scompenso e delle conseguenti ospedalizzazioni, nonché miglioramento dei tempi di riabilitazione rispetto alla cardiochirurgia tradizionale.

Ad un passo dal podio

Rubino action 2 Ad un passo dal podio. Si è chiuso così, con un ottimo quarto posto il weekend di gara per Angelo Raffaele Rubino il pilota materano del team Mercato dell’Oro. La quarta prova del campionato Italiano Yamaha R Series che si è disputata ieri a Misano Adriatico sul circuito “Santamonica” va in archivio e proietta il pilota lucano tra i protagonisti del monomarca più importante d’Europa. Rubino era partito dalla decima posizione ma sapeva di poter disputare un’ottima gara: indicazioni positive erano giunte in tal senso già dalle prove del giovedì. “Avevo una moto dalla messa a punto perfetta” afferma Rubino “particolarmente efficace per tenere il passo di gara piuttosto che per effettuare il giro veloce. E così è stato perché, pur essendo partito decimo, ho gestito bene tutta la gara ed il risultato è arrivato”.

Al primo giro il centauro dei Sassi è stato costretto a rallentare per una caduta proprio davanti a lui: i primi 8 piloti si sono allontanati ma, dopo pochi giri, Rubino li ha ripresi e sorpassati finendo in quinta posizione. Ad un giro dalla fine ha sferrato l’attacco al pilota che lo precedeva Graziano Laudati. “E’ stata una bagarre interminabile” continua Rubino “poiché ci siamo sorpassati e risorpassati almeno 4 volte in altrettante varianti. Poi nell’ultima metà del giro ho aperto il gas senza remore e mi sono messo definitivamente alle spalle Laudati andando a chiudere al quarto posto”.

Tremonti stia zitto, ma De Filippo dovrebbe cambiare registro

image Il modo in cui si sta svolgendo la contrapposizione tra il governo nazionale e le amministrazioni locali rischia di trasformarsi in un gioco delle parti di nessuna utilità per la Basilicata.

Le attuali gravi difficoltà che vive la regione non cadono, infatti, improvvisamente dal cielo, ma sono il frutto di tanti errori e di tante scelte politiche sbagliate di cui ne sono responsabili sia lo stato centrale che le istituzioni locali, tanto del centrodestra quanto del centrosinistra.

La discussione di questi giorni a seguito delle affermazioni, gratuite ma plausibili sotto certi punti vista, di Tremonti conferma, secondo Lucania Viva, che occorre un profondo rinnovamento del modo di fare politica e di governare le istituzioni, se veramente si vuol porre un freno alla pericolosa deriva di una regione sempre più stretta nella morsa della subalternità centralistica e della inefficienza localistica.

Tremonti deve starsene zitto con le accuse al sud, al quale dovrebbe dare spiegazioni sui fondi Fas, sulla differenza di investimenti per le infrastrutture, sul perché i lucani hanno dovuto contribuire al risanamento delle banche e dell’Alitalia non possedendo né un aeroporto e né un vero sistema creditizio, sui motivi che hanno portano lo stato ad investire 15 miliardi di euro nell’expò di Milano del 2015, sull’ingiustizia della mancata riduzione del costo della benzina per i lucani.