Daily Archives: 8 luglio 2010

Lago Pertusillo: il contributo del Parco per la difesa ambientale

Immagine mappa

Convocati dal Commissario del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano  Domenico Totaro si sono riuniti per un tavolo di lavoro gli Enti strumentali (Aaato Acqua, Arpab, Ente irrigazione, Asi, Acquedotto  Pugliese, Corpo forstale) che a vario titolo hanno competenze specifiche per quanto riguarda la salute del fiume Agri e del Lago del Pertusillo.

Nella prima fase dell’incontro ciascun Ente ha indicato il quadro delle proprie conoscenze sulla qualità della risorsa idrica, confortante quanto sottolineato su questo punto da Arpab e Acqueddotto Pugliese che hanno assicurato al momento l’insussistenza di problemi legati all’uso dell’acqua.

«L’iniziativa – ha sottolineato Totaro – vuole essere la testimonianza che l’Ente Parco sta lavorando in maniera coordinata e con serio impegno per chiarire quanto successo e soprattutto per evitare che tale fenomeno si ripeta in futuro. Ora – ha  continuato il Commissario – è  necessario che il gruppo di lavoro costituitosi, in sintonia con quanto già stanno facendo Regione e Provincia, stili un quadro chiaro della tempistica e delle azioni che ciascun Ente dovrà svolgere al fine di monitorare e ricercare  tutti quegli aspetti che potrebbero aver concorso alla situazione attuale».

Quei superstiti sull’ospedale…

image La protesta per la non chiusura dell’Ospedale di Tinchi è riportata dalle cronache quotidiane di tutti i giornali locali e di tutte le emittenti televisive e radiofoniche locali. Agli uni e alle altre vanno il ringraziamento e la gratitudine di tutti quelli che, se si salverà l’Ospedale di Tinchi, qui troveranno sollievo e salvezza.

Benedetti siano “il Quotidiano della Basilicata”, “la Gazzetta del Mezzogiorno”, “la Nuova Basilicata”, “Telenorba”, “Radionorba”, “Blu Tv”, “La Nuova TV”, “TRM”, “Radio Laser”, “ADN Kronos”, “ANSA” e tutti quei Siti, Forum di Internet e Facebook, giornalisti e operatori che vediamo spesso tra noi manifestanti, esposti al sole e agli incerti umori della meteorologia, per svegliare le coscienze e rivendicare il diritto di non privare di un ospedale già esistente il proprio territorio, a servizio di una comunità che non è l’ultima della Basilicata, ma è prima nella fornitura di voti elettorali a politici indegni di rappresentare tanto il proprio partito quanto la comunità metapontina. Il disgusto è estremo!

Alla RAI 3 BASILICATA nessun ringraziamento e nessuna gratitudine.

Un pozzo che distruggerà la Val d’Agri

petrolio Per il Csail la battaglia contro l’autorizzazione all’Agip-Eni di trivellare il pozzo Alli 2, in località Raia, a poca distanza dell’ospedale di zona di Villa d’Agri e nel pieno centro abitato, non è finita e per questo – annuncia il Presidente Filippo Massaro – abbiamo deciso di promuovere una petizione popolare per consentire ai cittadini di esercitare fino in fondo la partecipazione popolare, in attesa che il sindaco Cantiani accolga la nostra richiesta di indire un “Referendum Popolare” perché la decisione sia sottoposta alla valutazione dei cittadini residenti a Villa d’Agri e non sia ancora una volta subìta. Intanto – dice Massaro – abbiamo messo a disposizione il nostro sito internet www.csail.it al quale stanno pervenendo numerosissime adesioni a questa battaglia.

De Filippo non può lavarsene le mani: il " caso "  della perforazione  del  pozzo  è stato gestito malissimo  in primo luogo da parte del Governatore che non ha modificato  la legge sulle royalties  spettanti  ai comuni  dove  vengono perforati i pozzi  che continuano a guadagnare il famoso piatto di lenticchie.

Anche  l’amministrazione comunale di Marsicovetere, avendo avuto tanto tempo a disposizione, non ha manifestato idee chiare come poter rimediare facendo un accordo con il confinante Comune di Viggiano dove , lontano dall’ospedale e dai due centri abitati, si sarebbe  potuto  perforare il pozzo, dividendo le  " famose royalties".

Chiamiamo inoltre in causa De Filippo in merito all’Osservatorio Ambientale. Il caso Alli2 diventa il banco di prova: se l’Osservatorio sarà in grado di contrastare i dati dell’ENI sull’impatto salute-ambiente avremo ancora fiducia in questo organismo.