Daily Archives: 27 luglio 2010

Il disastro ecologico del Pertusillo: anche l’Italia ha la sua macchia nera

petrolio La diga del Pertusillo, con una capacità di 155 milioni di metri cubi d’acqua, è l’invaso lucano che destina oltre il 60% della sue acqua alla Puglia.

E’ un lago incredibile, pieno di specie diverse e paesaggi mozzafiato… un luogo fino a qualche anno fa incontaminato, ora depredato. Si leggono ultimamente notizie di morie di pesci, presenze di streptococchi fecali e della Dinophyta ceratium hirundinella, la cosiddetta alga rossa.

Secondo la Metapontum Agrobios, da una indagine del 2001 “nei sedimenti dei siti di studio [...] si conferma la presenza di zone di immissione laterale al fiume Agri, di scarichi inquinanti civili e industriali». I primi «non correttamente depurati».

Si segnala la presenza di Idrocarburi policiclici aromatici: petrolio di scarto frutto dell’estrazione del petrolio in valle. Secondo  Giampiero D’Ecclesiis, geologo esperto in idrogeologia, “La situazione in cui verte la diga è emblematica di un rischio connesso alla presenza, nelle vicinanze, del centro olio Eni spa di Viggiano, inserito in un reticolo idrografico interamente esposto al rischio di inquinamento conseguente alle attività di ricerca e di coltivazione mineraria”.

Festival dell’arpa 2010

doppia arpa L’arpa come speciale e inconsueto corridoio linguistico attraverso il quale trovano espressione le musiche dei continenti, che inventano strumenti a corda coi quali ancora oggi si possono rappresentare sia le tradizioni sia l’estetica contemporanea. Ecco le coordinate del “Festival dell’arpa” diViggiano (PZ), evento che rientra nel più ampio cartellone “Viggiano in musica” a cura dell’assessorato comunale al Turismo e allo Spettacolo che proporrà anche set di jazz (con la direzione artistica del maestro Mario Raja si esibiranno il Pasquale Laino Trio, il Rossano Emili Trio, il Duo Askusorju e il Gomez-Bonafede-Hart Trio), recital di cabaret, una rassegna di cortometraggi (a far da padrino c’è Moni Ovadia) e curiose serate culinarie.

La 3° edizione del Festival dell’arpa, intanto, che si tiene a oltre 1000 metri di altezza, ha strutturato un cast multietnico per presentare al pubblico ritmi/riti di valore secolare: Mitsoura, Egschiglen, Amine & Hamza, The Shee, dj SoliDarjush, Thiarea, Mr. Shirazi e Roberta Pestalozza. Progetti artistici non televisivi, non popular, ma dall’innegabile fascino live, che resta l’elemento primitivo da tutelare quando si tratta di musica. Da non sottovalutare la sezione stage, con Judith Liber, Myrdhin e Lincoln Almada all’hotel Theotokos.

Cymbalon, arpe celtiche, qanoun, morin khuur e oud saranno le fonti dalle quali ogni sera nasceranno esecuzioni polifoniche, racconti gaelici, tradizionali zingari (lovári, romungo, gulvári, collár), storie arabe e canti khoomii. Ma le note emesse da ogni forma di arpa echeggeranno nella cittadina potentina a 1727 metri sul livello del mare per l’intera giornata. Dal mattino inizieranno gli stage con giovani arpisti; dalle 19 gli aperitivi“musicARPAinsieme” sulle terrazze che affacciano sull’Alta Val d’Agri (che in età preistorica era un lago), a ora di cena i concerti e dalle 23.30 si va al “Mandorleto” all’HarpClub, dove dj SoliDarjush creerà atmosfere di favela & baile funk, bollywood & bhangra breaks, orient house e arabic-ska-swing. Accanto a lui, Mr. Shinazi, con il loopinginstrument freeak, speciale strumento che lui stesso ha costruito.