Nella Basilicata della corsa al petrolio dove sfuma il sogno del Texas

“ Il petrolio ci sta avvelenando ” accusa Filippo Massaro, presidente del Csail , il comitato per lo sviluppo delle aree interne lucane che unisce 60 comuni e migliaia di cittadini dell’entroterra. “Ammine aromatiche, anidride solforosa, scarti della lavorazione del greggio, che qui viene separato dallo zolfo e dal metano e immesso nell’oleodotto, verso la raffineria di Taranto e le navi per la Turchia . Anche l’acqua la portano in Puglia. Qui non resta niente . Un centinaio appena di posti di lavoro.

L’amara considerazione degli sceicchi lucani e la rapina dell’oro nero. L’Eni sta realizzando la Fondazione Mattei a Viggiano e il centro di controllo a Marsiconuovo, lontano dal centro oli; non sarebbe meglio il contrario ? Nel frattempo si muore di cancro, almeno un caso per famiglia. La valle in teoria è diventata un parco naturale, dai confini mobili, che si spostano in caso di scoperta di un pozzo. Peraltro la localizzazione indiscriminata dei pozzi sul territorio è l’elemento più devastante e vergognoso di tutta l’operazione petrolio : un Centro di Monitoraggio e Prevenzione avrebbe dovuto essere operativo a monte, in modo da poter fornire indicazioni valide serie ed attendibili sulla opportunità o meno di praticare attività petrolifere indipendentemente dalle convenienze economiche delle compagnie petrolifere. L’arroganza dell’Eni calpesta i diritti dei cittadini e la salubrità dell’Ambiente rischia di essere compromessa da un’attività petrolifera incontrollata ! Le nuove trivellazioni chieste da Eni-Agip sono inconcepibili, i cui siti distanti qualche centinaio di metri dall’Ospedale. Si parla di trivellare altri due pozzi uno dentro il Cimitero e l’altro al centro della piazza di Villa d’Agri.

Tra il lago del Pertusillo e il Centro Oli, un grande vigneto secco e scheletrito. Un destino segnato dall’oro nero, trivelle al posto degli alberi di mele e vigneti. Un giorno il petrolio finirà, e noi avremo abbandonato i meleti, le piste da sci, gli scavi archeologici di Grumento e, ancora più grave, i cittadini effetti da tumori.

E non c’è nessun controllo sui barili estratti, l’Eni è controllore e controllato.

Chi ci garantisce che non ci stanno truffando ? Neppure esiste un “Piano di Evacuazione” intorno al Centro Oli, in caso di disastro per nessun cittadino c’è scampo! Ci sono gravissime responsabilità anche da parte delle istituzioni. Hanno trattato la Basilicata come un Paese africano o asiatico in via di sviluppo. Trattamento molto offensivo della dignità dei lucani ! Molti giovani in cerca di lavoro emigrano. Le statistiche sono sconfortanti, parlano di 136 mila disoccupati su 520 mila abitanti, avvertono che la Basilicata non sarà più “ zona obiettivo 1” dell’Europa e non è stata scelta “zona franca“ d’Italia con energia e benzina defiscalizzate come propone e si batte da quindici anni il Csail. Purtroppo i fatti dimostrano che le lobby petrolifere – aggiunge Filippo Massaro – sono più forti delle istituzioni regionale e locali. Ma lo sviluppo non arriva”, l’affare petrolio è solo per pochi furbi , per i giovani e residenti è un “bluff”, anzi un grande bluff.

CSAIL Filippo Massaro

One Response to Nella Basilicata della corsa al petrolio dove sfuma il sogno del Texas

  1. ANGELO scrive:

    VORREI SAPERE E, COME ME TANTISSIMI CITTADINI DELLA BASILICATA, PERCHE’ DOPO INFINITI ED ESTENUANTI SOLLECITI DA PARTE DEL CSAIL DI MASSARO AL CENTRO OLI ENI-AGIP DI VIGGIANO NON ESISTONO I CONTATORI PRIMA CHE IL GREGGIO VIENE ATTRAVERSO L’OLEODOTTO CONVOGLIATO ALLA RAFFINERIA DI TARANTO ? GIUSTAMENTE L’ING. MASSARO SCRIVE E SOLLECITA DI SAPERE LA QUANTITA’ DI PETROLIO ESTRATTO PER CALCOLARE LE RELATIVE ROYALTIES DOVUTE ALLA REGIONE BASILICATA.

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