“La nomina di Cantiani, sindaco di Marsicovetere, a commissario della Comunità montanaAlto Agri, rappresenta l’ennesimo “colpo di mano” del Governatore De Filippo che impone suoi uomini di fiducia alla guida degli enti ed organismi della Val d’Agri (proprio come accadeva nel Medio Evo con il monarca e i suoi vassali minori) e non tiene in alcun modo conto delle esigenze espresse dalle comunità locali, dai sindacati dei lavoratori forestali, dagli agricoltori che per superare il grave disagio sociale e produttivo che da molti anni vive il comprensorio “rivendicano uomini di provate capacità professionali” e soprattutto che godano il consenso dei cittadini”.
A sostenerlo è il presidente del Csail Filippo Massaro, per il quale “proprio nella fase di massima contestazione popolare per effetto della scelta del Pozzo Alli2 davanti l’ospedale di Villa d’Agri e in pieno centro abitato, Cantiani viene “premiato” al punto da diventare una sorta di “simbolo” per gli altri sindaci e gli altri amministratori comunali della zona. Anche queste ingiustificate autonome e assurde decisioni di De Filippo, in dispregio alle buone regole di democrazia, sono il campanello d’allarme e rappresentano il limite massimo di tolleranza e legalità. Accade di fatti che il sindaco oggi più contestato della Val d’Agri diventa il responsabile dell’ente intermedio della valle. E’ una nomina che risponde solo alla logica del Governatore di garantirsi il controllo elettorale dei “punti nevralgici” della Val d’Agri. A questo punto sorge spontaneo un interrogativo: ma gli autorevoli esponenti politici regionali della maggioranza di centrosinistra, espressione dell’elettorato della Val d’Agri, a partire daMazzeo Cicchetti e Autilio di Idv, a Vita del Psi, a Pittella del Pd, sono disposti a subire ogni decisione arrogante ed autoritaria e non hanno nulla da dire in proposito?
Il Csail che non ha lesinato critiche all’operato del precedente presidente prima e commissario successivamente, Imperatrice, che ha provocato non pochi guasti sino al recente blocco dei cantieri forestali, dove operano circa 400 operai, per giunta senza stipendio da tre mesi, farà sentire la sua voce di protesta perché la Val d’Agri non è certo un “feudo” di una monarchia assoluta”.
Csail-Filippo Massaro