Un festival del jazz pieno di grandi soddisfazioni

Il Festival di “Viggiano Jazz” 2010 si è chiuso con la coinvolgente esibizione di due gruppi molto apprezzati: il duo Askusorju e il trio di Eddie Gomez, Billy Hart e Salvatore Bonafede.

La serata è stata aperta dal duo sardo Askusorju, formato da Gavino Murgia, sassofonista, compositore e suonatore di launeddas, e da Francesco Sotgiu, alla batteria ed alle percussioni, uno dei decani della musica jazz in Italia. Interessante sodalizio quello di questi due artisti che rappresenta una perfetta fusione tra sonorità classiche ed etno-jazz, combinate alla musica elettronica.

Hanno proposto al pubblico brani inediti tratti dal loro ultimo lavoro ancora da battezzare. Murgia con la sua voce, vero strumento, ha incantato ed affascinato lo spettatore: suoni gutturali e primordiali, di imitazione della Madre-Natura, accompagnati dal suo sassofono, da strumenti tipici dell’isola e dal suono ritmico della batteria di Francesco Sotgiu, il tutto rivisitato in chiave moderna producendo effetti di grande originalità.

A chiusura un trio d’eccezione: Eddie Gomez, al contrabbasso, Billy Hart, alla batteria, e Salvatore Bonafede, al pianoforte.

Eddie Gomez, leggenda del jazz e sicuramente uno dei maggiori virtuosi del contrabbasso, ha avuto una carriera straordinaria al fianco dei più grandi jazzisti di tutti i tempi. Portavoce del trio, ha aperto il concerto sottolineando il proprio entusiasmo a partecipare a­­­­d una manifestazione di grande valore culturale ed artistico come “Viggiano Jazz”.

Il suo inconfondibile stile ed il suo sound speciale sono emersi nel corso dell’esibizione: grande esperto del proprio strumento è riuscito a dare prova della propria ricchezza di idee, dell’ardita capacità melodica ed armonica e della grande sensibilità musicale e tecnica soprattutto nelle parentesi da solista, come nel brano dedicato al padre “Lettera d’amore a mio padre”.

A contendere a Gomez la mole incredibile delle proprie collaborazioni è Billy Hart, da diversi decenni uno dei più creativi batteristi di jazz moderno. Ha contribuito a dare alla serata una forte carica creativa grazie al suo approccio progressista alla musica ed allo spirito più autentico del jazz, plasmato dalla tradizione.

La maggior parte dei brani presentati sono composizioni di Salvatore Bonafede, pianista e compositore siciliano dalle melodie profondamente mediterranee, tipiche della sua terra. Brani alternati ad altri tradizionali del repertorio jazz come una composizione di Bill Evans.

L’esito dell’ottava edizione del Festival è stato più che soddisfacente, nonostante le difficoltà incontrate. Con l’augurio che manifestazioni come questa possano crescere nel tempo e non essere represse da condizionamenti o compromessi, l’appuntamento è per la prossima edizione.

Marzia Avallone

Giuseppina Lasco­

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>