Una edizione del festival dell’arpa che lascerà il segno

enzo avitabileLa terza edizione della "Rassegna dell’ Arpa Viggianese" ha preso il via alle 19.00 di mercoledì 4 Agosto presso la terrazza-giardino sottostante la Basilica Pontificia di Viggiano con l’aperitivo "musicARPAinsieme", un appuntamento che sarà costante per tutta la “cinque giorni musicale”.

Del rosso biologico locale ha accompagnato l’esibizione dei giovani allievi degli stages di arpa classica, celtica, sudamericana ed improvvisazione diretti da tre maestri d’eccellenza: Judith Liber, americana tra le più grandi arpiste orchestrali, il bretone Myrdhin, pietra miliare dell’arpa celtica, e il paraguayano Lincoln Almada. I tre maestri offriranno ai giovani corsisti un workshop multiculturale con l’intento di avvicinarsi sempre di più alla grande versatilità dello strumento testimoniata dalla sua diffusione nel mondo. Lo stesso Almada ha detto di " voler far giocare gli allievi con la musica, con l’improvvisazione e l’ accompagnamento dell’ arpa col canto, col ballo e con altri strumenti, perchè la musica può essere il rifugio dal quotidiano e dalla sua oppressiva realtà ".

Dopo l’aperitivo la rassegna ha aperto ufficialmente con il saluto delle autorità nel giardino-scrigno “Il Mandorleto".

La bolognese Emanuela degli Esposti, ha brillantemente eseguito brani di repertorio classico e di sua composizione e, in duo con l’arpista Anna Pasetti, con lei fondatrice dell’Associazione italiana dell’Arpa, ha proposto "La viggianese" , brano composto dal direttore artistico dell’evento Vincenzo Zitiello. Il pubblico ha apprezzato, non solo i suoni dolci dell’arpa, ma anche la particolare location.

La Degli Esposti, a Viggiano per la seconda volta dopo 22 anni, si è detta " molto contenta ed onorata di esser tornata in un luogo dove la musica, ed in modo particolare l’arpa, hanno delle profonde radici, che devono in tutti modi essere salvaguardate, anche per omaggiare quei musicanti viggianesi che hanno dato all’arpa viggianese stessa tanto lustro a livello internazionale per più di un secolo".

La serata si è conclusa con il gruppo ungherese Mitsoura, che ha proposto brani di tradizione e di vita gitana in tutti i suoi aspetti ed emozioni. Sonorità ungheresi , zingare, ma anche dell’India, del Rajastan e dell’Egitto, in chiave elettronica, rivisitate, strutturate con vocalismi ed arragiamenti di grande impatto, hanno interagito principalmente con quella parte del pubblico giovane che si è fatto abbracciare da “questo ordinato caravan serraglio” di atmosfere multietniche.
I Mitsoura sono a Viggiano per la prima volta e "in questa città hanno recuperato un altro tassello importante dell’essere gitani, quello cioè dell’arpista viggianese girovago. Seppure per voi possa essere un paese, un piccolo paese”, hanno riferito i musicisti, “quando c’è una cultura musicale così forte, è la forza stessa della musica a farne un grande città, quindi  è certo che si tratti proprio di una città, Città dell’ARPA e della Musica, come  sulle indicazioni stradali".

Maria Antonietta Ninni

Ennio Nigro

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