I Vibrarpa hanno presentato simbolicamente, in anteprima, parte dell’album del loro progetto: un progetto che parla dell’insoddisfazione della vita, della condizione d’inquietudine presente nell’essere umano, in ognuno di noi. Hanno eseguito 4 brani del loro album ovvero: Mare dentro metafora di ciò che c’è “dentro di noi, e che spesso non esce….come un ragionamento", un brano senza titolo, Il Treno che va lontano (inquietudine del vivere) e il brano 2. 99%: brano che si riferisce sempre a quell’insoddisfazione. Hanno chiuso il loro spettacolo con un brano intitolato MILONGA. Gli artisti hanno dichiarato di conoscere già da tempo la tradizione dell’arpa Viggianese e si sono augurati che la Rassegna possa nel tempo sempre più ampliarsi e perfezionarsi.

La seconda parte della serata è un magico viaggio nel tempo e nello spazio, un’ incontro tra la Valle dell’Agri e le sue fiere montagne con le maestose vette dell’Altai e del Changaj,
con le praterie sterminate degradanti nel deserto del Gobi che si realizza con gli EGSCHIGLEN ("Bella Melodia"), gruppo di musica tradizionale e contemporanea della Mongolia.
Ambasciatori musicali del loro paese, hanno fatto scoprire il carattere audace e tenero della musica mongola, con una interpretazione profonda, delicata e libera.
Il pubblico, davvero entusiasta dell’esibizione, ha ascoltato brani come "Nutgiin Zamd", composizione che descrive un viaggio spirituale con la tecnica khomiko (famosa in Europa come canto overtone o canto di gola) stupendosi di questa particolarissima tecnica, sconosciuta a molti e che ha davvero lasciato a bocca aperta; altro brano particolarmente apprezzato è stato "Chingis Haani Magtal" poema cantato sulla storia del grande Gengis Khan, ed ancora "Velzuur", la danza dei movimenti delle mani con una raffinata coreografia in costume tipico dai colori accesi.
La platea è rimasta colpita anche dagli strumenti, tra cui un grosso violino, con riccio a testa di cavallo e corde ed archetto in crine di cavallo mongolo.
Gli EGSCHIGLEN, per la prima volta in Basilicata, hanno dichiarato di essere rimasti "colpiti dal verde delle montagne, dalla valle e dal cielo terso, quasi un piccolo pezzo della nostra terra qui. Poi” dicono “abbiamo visto, mentre suonavamo, molti sorrisi, gioia sui volti e questo è un chiaro messaggio di benvenuto, non solo a noi, ma alla nostra terra ed alla nostra musica che questa sera ha stabilito un dialogo di pace e di armonia con la vostra”. Popolo davvero unico per saggezza e spiritualità, in particolare per il rapporto d’armonia con la natura, vivendo ancora nomade tra le sue sconfinate steppe e praterie. In molti ieri hanno detto di "aver udito" nei loro canti e nella loro musica la voce della Natura.
Ennio Nigro
Maria Antonietta Ninni