Il tour di Vincenzo D’Acunzo si apre con un dibattito su “I giovani e l’arte”

  d_acunzo_a_policoro_conferenza_stampaD’Acunzo, nato a Padula ma tursitano d’adozione dal 1970, per Luna Donvito è un “artista poliedrico caratterizzato da un’insaziabile smania di conoscere e sperimentare”. Da sempre sensibile alle tematiche sociali, è approdato al all’arte figurativa, e al ritratto, dopo esperienze artistiche eterogenee e sperimentazioni continue.

In tour dal 30 maggio per promuovere il suo “Equilibrio sopra la follia”, un progetto che è qualcosa di più di una semplice mostra, unendo arte e impegno sociale, anche attraverso i nuovi mezzi di comunicazione. Con questo tour d’arte ha rivoluzionato il concetto statico di mostra, rendendola itinerante e affiancando ad ogni tappa un convegno. E per confermare la sua indole sperimentale ha anche creato un gruppo su facebook dove parla e si confronta con gli “amici”, per rendere più appetibile la mostra, sensibilizzare gli internauti ai temi dei convegni e avvicinare attraverso il gioco le persone all’arte. Infatti, realizza in occasione di ogni tappa tre ritratti di personaggi con rilevanza pubblica del luogo ospitante, che vengono svelati a pezzi sul popolare social network. Chi indovina i soggetti raffigurati ha diritto a un proprio ritratto che verrà consegnato nella tappa di apertura della mostra.

Pasolini_ritratto_d_acunzoSino a oggi sono migliaia le presenze e gli attestati di stima, documentati anche attraverso registri con firme, che l’artista ha raccolto. Ritrattista dotato di notevole tecnica, pittura in acrilico, ha raffigurato personaggi noti come Fabrizio De Andrè, Alda Merini, Miles Davis, Pier Paolo Pasolini, Papa Luciani e il vate tursitano Albino Pierro; ma anche “gli uomini della comunità locale”, per una mostra che esorta a riflettere su “leziosità e impressioni di vite gioiose, donate o dissipate colte col ritratto”. Di recente un suo ovale di San Luca Evangelista (esposto), è stato utilizzato come copertina del libro “Vangelo di Luca”, di mons. Ottavio Belfio di Udine. Molte opere fanno parte di collezioni private, perché il “fine non è vendere, ma sensibilizzare la gente all’arte, perché questa è molto più vicina a loro di quanto pensino”.

Leandro Domenico Verde

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