Una strada che compie 40 anni

Quarant’anni di attese. La Saurina – nata “ufficialmente” come idea progettuale nel lontano 2 settembre 1970 – domani festeggerà il 40esimo anniversario e si avvia a “celebrare” le nozze d’oro con un partner chiamato “inganno”. Tante promesse cadute nel vuoto.

La vicenda – vogliamo ricordarlo perché nessuno si dimentichi e perché l’anniversario serva da lezione ai nostri politici ed amministratori – risale al 2 settembre 1970, quando l’Ente Irrigazione di Puglia e Basilicata, appaltato il primo tratto che collega la superstrada dell’Agri, in località Caprarico del Comune di Tursi, con Corleto Perticara, presentò un progetto per il finanziamento relativo alla continuazione dell’arteria.  Un obiettivo di vitale importanza per l’intera zona del Sauro: unire, attraverso la ramificazione stradale, oltre 30 comuni dell’entroterra lucano alla Basentana. L’unica soluzione ad un secolare isolamento che, di fatto, vergognosamente rappresenta ancora oggi un “freno” allo sviluppo socio-economico della vasta area.

Da quel 2 settembre trascorsero dieci anni, ma la strada restava chiusa in un cassetto. Nessuno ne parlava, salvo, poi, a diventare “bandiera” di questo o quello schieramento politico in occasione di competizioni elettorali. Le solite promesse da…… marinaio, carpire l’ingenuità degli elettori per rapinare voti. E’ stato, per molti anni, un cinico e vergognoso saccheggio.

Dalla delusione nasceva il “Comitato di agitazione Pro-Saurina” coordinato dall’ing. Filippo Massaro. Non un partito, ma ugualmente votato dai residenti nei comuni interessati alla Saurina, durante le elezioni amministrative e politiche degli anni ottanta. Una preferenza di protesta. Tantissime schede annullate. Migliaia. Tanto che il comitato, pur non essendo presente tra le liste in lizza, poteva vantare una quota-voti altissima da far invidia a qualsiasi schieramento politico e da eleggere almeno un consigliere regionale e tre consiglieri provinciali.

La contestazione riuscì a dare uno scossone agli organi istituzionali competenti. Fu un grande clamore e venne commentato dalle televisioni e testate giornalistiche nazionali. Infatti, nel 1987, il presidente del comitato, Filippo Massaro, fu subito convocato a Roma dal ministro Colombo, e in seguito ricevette un telegramma nel quale il direttore generale dell’Anas  di Roma, ing. Soreca, assicurava il finanziamento totale e che l’appalto-concorso per il completamento della Saurina era sul punto di essere bandito ed erano pronti 55 miliardi di lire per l’opera.

Un concorso di imprese associate (Secol-Del Bavero-Furlanis-F.lli Giuzio) si aggiudicò l’appalto per un importo complessivo di 36 miliardi di lire da realizzarsi nel giro di 26 mesi dalla data di consegna della strada. Il progetto fu subito contestato da Massaro. I lavori iniziarono con enormi difficoltà di natura tecnica ed economica: il tracciato eraprogettualmente sbagliato,fatto a “tavolino”,  secondo Massaro, poichè situato su terreni franosi e la galleria di km. 6 era impossibile e assai dispendiosa realizzarla.    Di qui il conseguente lievitare dei costi, sperpero di miliardi per opere inghiottite dalle frane e l’abbandono dei lavori stessi.

Il resto lo ha fatto Tangentopoli con l’inchiesta dell’attuale on. Antonio Di Pietro,(forse interessato maggiormente di trovare spazio alla propria immagine). Tutto bloccato. Niente fondi, cantieri chiusi, espropri di terreni non pagati ai proprietari, operai disoccupati, opera non realizzata.

Negli ultimi anni mentre continua la “sceneggiata” tra il governatore De Filippo e l’Anas solo allo scopo di “tentare”  la realizzazione della Saurina sul medesimo  impossibile e difficile tracciato, la Saurina continua ad essere un fantasma, un bluff, il giallo del secolo fino all’ultimo recente atto degno di una “sceneggiata napoletana”: l’ennesimo taglio del nastro di una strada nel Sauro, questa volta riferito ad un più semplice viadotto di collegamento, in terra battuta e un ponticello, tra la galleria Intagliata e la strada di Fondovalle Fiumarella di Armento, quale ennesimo esempio di “strada spezzatino” che non ha nulla a che fare con la Saurina.

Un progetto che specie dopo le ingenti risorse finanziarie sprecate in più di trent’anni, ci vede forti oppositori.

Quanto invece al progetto esecutivo dell’Anas per la “vera” Saurina, dopo 40 anni, nessuna novità si registra sugli aspetti progettuali riferiti alle gallerie da realizzare da parte dell’Anas che potrebbe utilizzare solo parti dei lavori già esistenti e dovrebbe procedere alla realizzazione di una seconda galleria niente di meno che di cinque km, tra l’altro con circolazione unidirezionale. Intanto emerge con chiarezza quanto il Csail ha già sostenuto da anni: sono stati commessi troppi errori tecnici e di progettazione nell’individuazione del tracciato, scartando a priori quello più semplice, funzionale e meno costoso che avevamo proposto noi.

E’ con questo spirito di rabbia e di protesta che invitiamo domani i cittadini del Sauro a “celebrare” con noi il 40esimo anniversario della strada che non c’è, attraverso un tour intorno al tracciato (in gran parte rimasto sulla carta) a partire da quel cartellone (piuttosto malridotto) che indica la data di inizio dei lavori. Una iniziativa la nostra per rivendicare dopo la “doccia fredda” dei mesi scorsi dell’Anas (che dice di non avere soldi per i programmi di lavori in Basilicata) dalla Giunta Regionale, attraverso le royalties derivanti dalle attività petrolifere di Val d’Agri e Sauro, il finanziamento completo e definitivo del progetto.

Filippo Massaro

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