“Ci voleva la minaccia di stato di agitazione dei sindacati dei lavoratori forestali e della mobilitazione dei comitati popolari della Val d’Agri e del Sauro per superare l’irresponsabilità di Regione, Eni e Comunità Montana Alto Agri nei ritardi e nelle inadempienze relativi all’attività dei cantieri forestali”. E’ il commento del Csail, in una nota del presidente Filippo Massaro.
“La vicenda – si legge nella nota – denota innanzitutto che il programma di spesa delle royalties del petrolio non ha alcun controllo da parte della Regione che scopre solo oggi di aver in dotazione 5 milioni di euro non impegnati e “dirottati” per i cantieri forestali.
A questo punto è più che legittimo sospettare – dice Massaro – che ci sono altre e più cospicue risorse finanziarie bloccate da qualche parte o che l’Eni si limita a trasferire alla Regione solo sulla carta le royalties maturate e quindi non materialmente, potendo contare, furbescamente, sull’ omesso controllo di chi ha la responsabilità di farlo. Anche il comportamento del commissario della Cm Alto AgriCantiani va duramente stigmatizzato perché non si può limitare ad ordinare la chiusura dei cantieri a partire da lunedì prossimo, in mancanza di fondi, e non fare nulla per rivendicare da Regione ed Eni i soldi dovuti come se centinaia e centinaia di operai non rappresentino un’emergenza sociale.
Quanto poi al merito dei lavori, altro che compensazione ambientale tutta “verde”, con un incremento di superficie boscata, e continuità lavorativa agli addetti del settore. La realtà è ben diversa perché i cantieri garantiscono la sussistenza di qualche centinaia di famiglie della Val d’Agri e del Sauro ed interventi minimi, scoordinati tra loro, inutili, inefficaci, assistenziali, di tutela del nostro patrimonio naturalistico che ha bisogno di ben altri e più solidi programmi di salvaguardia dall’aggressione dei pozzi e dell’attività di ricerca di idrocarburi. Prendiamo atto, infine – afferma Massaro – della nuova data d’avvio dell’Osservatorio Ambientale (gennaio 2011) ma poiché non ci fidiamo dell’Eni, (vedi la mancata installazione dei contatori), abbiamo pensato di installare davanti al Centro OliEni-Agip di Viggiano un cartellone per tenere il conto dei giorni che passeranno a far data da oggi prima di vedere materializzata la nuova promessa, come vigileremo sull’effettivo trasferimento dei fondi alle Comunità montane interessate temendo che le pastoie burocratiche e l’inettitudine degli amministratori incidano ancora nei ritardi di ritorno al lavoro per gli operai”.
Csail-Filippo Massaro