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Uno scorcio di Basilicata
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Nell’aula della 3° Commissione della Regione Basilicata, lo scorso lunedì, si è svolta un’audizione con le associazioni ambientaliste durante la quale il WWF Basilicata e l’Associazione laboratorio per Viggiano hanno illustrato le problematiche più importanti prodotte dall’estrazione petrolifera in Val d’Agri attraverso l’esposizione di considerazioni, fatti e dati tecnici relativi al monitoraggio dell’attività petrolifera effettuata dall’ARPAB e dall’ENI.
Il WWF ha monitorato le attività petrolifere fin dalla nascita, ha denunciato, quando necessario, i vari incidenti accaduti presso i pozzi ed il Centro olio, ha organizzato convegni e pubblicazioni di informazioni per i cittadini; prima dell’ultimo incidente nel mese scorso, che ha messo in pericolo la vita di 21 operai dell’ELBE che lavoravano al di fuori del Centro, ha esortato sui giornali la Regione a tenere conto innanzitutto della salute dei cittadini e della salvaguardia dell’ambiente prima di pensare di aumentare la produzione ed allargare il Centro olio. Ancora più di recente, in data 28 aprile, il WWF ha presentato un documento di osservazioni relativo all’autorizzazione rilasciata dal Comitato Tecnico Regionale contenente il giudizio favorevole di compatibilità ambientale e l’aggiornamento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale relativamente al Progetto di ammodernamento e miglioramento delle performance produttive del Centro Olio Val d’Agri, evidenziando come tale parere fosse lacunoso nell’individuazione dei parametri da mettere sotto controllo e chiedendo quindi un integrazione dello stesso.
Nel dettaglio i principali argomenti dell’audizione sono stati :
1) la pericolosità del Centro olio situato tra gli abitati di Viggiano e Grumento;
2) l’incremento dei ricoveri per malattie respiratorie registrato presso l’ospedale di zona di Villa d’Agri (dati dell’Istituto Mario Negri);
3) la costanza della registrazione di valori molto alti, anche se nella norma, dei dati riguardanti i composti dello zolfo derivanti dalla desolforizzazione del greggio;
4) il perdurare della torcia che scaturisce dalla combustione dei gas , situata davanti al Centro olio, la quale scarica oltre ai cattivi odori, gas serra e acido solfidrico (H2S) che anche in piccole dosi può essere mortale.
In queste condizioni è del tutto inaccettabile da parte delle associazione audite la decisione della Regione, d’accordo col Governo nazionale, di ampliare la produzione di petrolio senza che siano pienamente in funzione i migliori sistemi di sicurezza attivi e passivi tra cui il previsto sistema di monitoraggio delle emissioni in atmosfera del centro olio e che sia operativo l’Osservatorio ambientale, tutte cose previste già dagli accordi del 1998-1999. Ciò assicurerebbe almeno una maggiore tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, come promesso nella Copam2011 del marzo scorso.
In conclusione il WWF continua a chiedere alla classe politica regionale ben altre garanzie rispetto a quelle che sino ad oggi si è riusciti a dare. La già difficile convivenza tra petrolio e ambiente sarà dunque gestibile solo se si riesce a fare uno scatto avanti nelle politiche territoriali, solo se in parallelo si costruisce una prospettiva ed un modello di sviluppo a prescindere dal petrolio che, com’è noto, è destinato a finire.
Vito Mazzilli
Presidente WWF Basilicata
Mio caro Vito, apprezzo molto il fatto che non ostante “tempus fugit” conservi ancora il giovanile vigore battagliero. Ho seguito tutte le vicende relative al petrolio in questa valle da spettatore attento. Volevo capire che cosa ci è capitato addosso nostro malgrado. I dati non aggiornati indicano una produzione petrolifera nel bacino della valle dell’agri pari a poco meno dell’80% della produzione nazionale. Questo è per noi un dato inquietante per tutto ciò accade e accadrà nel prossimo futuro. Esternare con vigore la giusta preoccupazione è quindi un fatto importante ma a quanto pare è poco incisivo visto i risultati e le promesse da marinaio. Non ostante gli sforzi e la buona volontà di pochi, l’aspetto petrolio non è stato dibattuto nel modo giusto. In fatti una larga fascia di “Ben Pensanti” ritiene che gli ambientalisti non sono altro che catastrofisti e il paradosso è che anche buona parte della scienza ufficiale è convinta di ciò. E’ questo un discorso molto lungo e articolato che spero di riprendere nelle sedi opportune. Noi non dobbiamo mollare. Per questo è necessaria una strategia articolata e sofisticata; ricordiamoci, però che stiamo combattendo contro GOLIA.
Ciao, John