Basilicata, un plebiscito per i quattro quesiti

elezioni[1]

Quorum ampiamente superato anche in Basilicata. Con oscillazioni minimali ai quattro referendum, sia nella provincia di Potenza, sia in quella di Matera, ha votato «sì» il 97 per cento (decimale più, decimale meno) di quelli che si sono recati alle urne. Per l’esattezza, hanno detto «sì» il 97,3% (referendum 1), 97,7 (referendum 2), 96,8 (referendum 3), 96,6 (referendum 4). Il vero scoglio, infatti, è stato quello dell’affluenza ai seggi. In Basilicata è stato un po’ più basso della media nazionale: si è recato alle urne il 54,42% degli aventi diritto al voto (complessivamente erano 478mila i potenziali elettori). Il 54,04% in provincia di Potenza (circa 170mila cittadini). Il 54,87% in quella di Matera (circa 90mila).

POTENZA - Potenza ha fatto registrare un 57,85 per cento di votanti. I più diligenti, in tutta la Basilicata, sono stati gli elettori di Rionero in Vulture con il 64,83 per cento di cittadini che hanno imbucato le schede nelle urne. Altri risultati significativi, tutti intorno o oltre il 60 per cento, sono stati ottenuti a Rapolla (63,85), Oppido Lucano (60,63), San Chirico Nuovo (60,81), Teana (60,55), Atella (60,38). In provincia di Potenza, i più refrattari ai seggi sono stati i cittadini di Montemilone (36,02 per cento). Nell’am – bito dei cento comuni del Potentino, infatti, è stato con Castelmezzano (38,84) l’unico comune rimasto sotto il 40 per cento.

MATERA - Matera si spinge oltre. Oltre la media nazionale dell’affluenza alle urne, quella che poi a livello di referendum conta, e non solo per questioni di quorum. Nella città dei Sassi la percentuale si è attestata al 62,27 per cento e in provincia al 54,87. Mentre i «sì» ai quattro quesiti, benchè i dati siano ancora parziali, superano il 97 per cento. Tra i 31 comuni materani, come affluenza si sono distinti Gorgoglione, 60,20 per cento, superando di poco Pisticci, 59,69. Fanalino di coda, dato già evidente domenica, Accettura, dove è sono i pieno svolgimento i festeggiamenti del “Maggio”. Anzi, fanno sapere, i più autentici custodi dell’antico culto arboreo dello sposalizio degli alberi, siccome alle 19 di domenica eravamo fermi al 7,24, ieri, una parte di noi ha deciso per un attimo di tralasciare le ricche libagioni in favore della cabina e, così, la percentuale è salita fino al 28,74.

Amenità a parte, il tema dell’acqua e soprattutto quello del nucleare sono avvertiti nel Materano, dove nel 2003 si scatenò una sorta di rivolta popolare pacifica contro il decreto governativo che, senza chiedere alcunchè ai diretti interessati, d’imperio stabiliva lo stoccaggio dei rifiuti prodotti in tutta la stagione atomica made in Italy in una maxicimitero di scorie a Scanzano Jonico.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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